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Case Green, entro il 2030 edifici in classe E: primo via libera alla Direttiva

Case Green, entro il 2030 edifici in classe E: primo via libera alla Direttiva

Ed entro il 2033 gli edifici residenziali dovranno raggiungere almeno la classe energetica D. Ma il Governo italiano chiede gradualità

Aggiornato al 10/02/2023 Vedi Aggiornamento del 17/01/2024
Direttiva Case Green, classe energetica E entro il 2030
Direttiva Case Green, classe energetica E entro il 2030
di Rossella Calabrese
09/02/2023 - Con la Direttiva Case Green, entro il 2030 gli edifici residenziali esistenti dovranno raggiungere almeno la classe energetica E; entro il 2033 la classe energetica D. È quanto prevede il testo di revisione della Direttiva sulle performance energetiche degli edifici, approvato oggi in Commissione Industria, Ricerca ed Energia del Parlamento europeo.
 
Con 49 voti favorevoli, 18 contrari e 6 astensioni, la Commissione ha adottato la sua posizione sulla proposta di revisione della Direttiva Case Green che mira a ridurre il consumo di energia nel settore edilizio dell’UE entro il 2030, ad aumentare il tasso di ristrutturazione degli edifici inefficienti, fino a renderli climaticamente neutri entro il 2050.
 
Secondo il testo della Direttiva Case Green adottato:
- tutti i nuovi edifici dovrebbero essere a emissioni zero dal 2028;
- i nuovi edifici occupati, gestiti o di proprietà di autorità pubbliche dovrebbero essere a emissioni zero dal 2026;
- tutti i nuovi edifici dovrebbero essere dotati di tecnologie solari entro il 2028, ove tecnicamente idoneo ed economicamente fattibile;
- gli edifici residenziali in fase di ristrutturazione hanno tempo fino al 2032 per conformarsi.
 

Direttiva Case Green, entro il 2030 edifici in classe E

La novità più dibattuta è quella relativa agli edifici esistenti:
- secondo la nuova normativa UE per le Case Green, entro il 2030 gli edifici residenziali dovrebbero raggiungere almeno la classe energetica E ed entro il 2033 la classe energetica D;
- gli edifici non residenziali e pubblici dovrebbero raggiungere le stesse classi energetiche rispettivamente entro il 2027 e il 2030 (la Commissione ha proposto F ed E).

Questo è il quadro delineato dall’Unione Europea. Ma spetterà ai singoli Stati stabilire le misure necessarie per raggiungere questi obiettivi, nei piani nazionali di ristrutturazione. Per tenere conto dei diversi stock edilizi dei paesi dell’UE, la classe energetica G dovrebbe corrispondere al 15% degli edifici con le peggiori prestazioni nel parco nazionale.
 

Case Green, gli edifici esclusi dalla Direttiva

Dalla Direttiva Case Green sarebbero esclusi i monumenti; i singoli Paesi potranno decidere di escludere anche:
- gli edifici protetti per il loro particolare valore architettonico o storico;
- gli edifici tecnici;
- le chiese e i luoghi di culto;
- gli alloggi pubblici sociali, laddove i lavori di ristrutturazione porterebbero ad aumenti degli affitti che non possono essere compensati risparmiando sulle bollette energetiche.

Gli Stati potranno adeguare i nuovi obiettivi in ​​una quota limitata di edifici coperti dai requisiti a seconda della fattibilità economica e tecnica dei lavori di ristrutturazione e della disponibilità di manodopera qualificata.
 


Direttiva Case Green, gli aiuti economici

Secondo il testo della norma europea Case Green approvato ieri, i Piani nazionali di ristrutturazione dovranno prevedere regimi di sostegno con obiettivi realistici e misure per facilitare l’accesso a sovvenzioni e finanziamenti. Gli Stati membri dovranno istituire servizi di informazione gratuiti e programmi di ristrutturazione a costo zero. Le misure finanziarie dovrebbero prevedere un premio importante per ristrutturazioni profonde, in particolare degli edifici con le prestazioni peggiori, e sussidi per le famiglie vulnerabili.
 

Dal 2035 stop ai combustibili fossili per il riscaldamento

Dalla data di entrata in vigore della Direttiva Case Green, gli Stati non dovranno più consentire l’uso di combustibili fossili negli impianti di riscaldamento, né per i nuovi edifici né per quelli sottoposti a ristrutturazioni importanti. Entro il 2035 i combustibili fossili dovrebbero essere completamente eliminati, a meno che la Commissione europea non ne consenta l’uso fino al 2040.
 

Ciarán Cuffe: ‘centinaia di migliaia di posti di lavoro’

“Il miglioramento delle prestazioni degli edifici in Europa ridurrà le bollette energetiche e la dipendenza dalle importazioni di energia” - ha dichiarato il relatore della direttiva, l’europarlamentare Ciarán Cuffe (Verdi/ALE, IE) -. La Direttiva Case Green “offrirà centinaia di migliaia di posti di lavoro di buona qualità nei settori delle costruzioni, delle ristrutturazioni e delle energie rinnovabili, migliorando al contempo il benessere di milioni di persone”.
 
 

Ministro Pichetto: ‘non ci sarà un bazooka per sanzioni’

La norma che prevede Case Green entro il 2030 è stata contestata in Italia. “La realtà italiana sulle abitazioni ha caratteristiche che la differenziano da altri. Per esempio, sulla proprietà la differenza è abissale: l’85% degli italiani è proprietario di una casa. Noi pensiamo che la differenziazione tra Paese e Paese debba portare a una valutazione più graduale”. Lo ha detto il Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto, a Radio Anch’io.
 
La Direttiva Case Green - ha ricordato il Ministro - “non andava bene all’origine, c’è stata una lunga trattativa che ha portato a una serie di raccomandazioni. Noi per primi ci rendiamo conto della necessità di fare in modo che gli italiani abbiano una classe energetica migliore nelle loro abitazioni, con costi minori del riscaldamento”.
 
“In ogni caso si prevedono step di controllo e non un bazooka per sanzioni. Vediamo come va in Parlamento europeo, poi ci sarà il Trilogo e si riaprirà una trattativa in cui il ruolo dei singoli Paesi ritorna molto forte. È una partita di equilibrio tra Stati, chiediamo gradualità” - ha concluso Pichetto.
 

Direttiva Case Green, i prossimi step

Il disegno di legge della Direttiva Case Green sarà sottoposto alla votazione dell’Assemblea durante la sessione plenaria del 13-16 marzo e diventerà la posizione negoziale del Parlamento. I deputati avvieranno quindi i negoziati con il Consiglio per concordare la forma finale della Direttiva.
 
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