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Crediti bloccati, il Governo propone la compensazione con gli F24

Crediti bloccati, il Governo propone la compensazione con gli F24

Costruttori soddisfatti della proposta. Apertura sull’ipotesi di mantenere lo sconto in fattura per alcune fasce di reddito e per gli incapienti, chiesta anche dai sindacati

Vedi Aggiornamento del 27/03/2023
Federica Brancaccio, Presidente Ance - Ph. twitter.com/ancenazionale
Federica Brancaccio, Presidente Ance - Ph. twitter.com/ancenazionale
di Rossella Calabrese
21/02/2023 - Per sbloccare i crediti generati dal superbonus e dagli altri bonus edilizi ma incagliati perchè non trovano acquirenti, la strada indicata dal Governo è quella della compensazione attraverso gli F24. 
 
Il ministro dell’economia Giancarlo Giorgetti avrebbe dunque dato la disponibilità del Governo ad intervenire attraverso le banche con il meccanismo della compensazione con gli F24, al fine di sgonfiare una bolla da 19 miliardi di euro.
 
“Siamo soddisfatti - ha detto la presidente dell’Ance, Federica Brancaccio, al termine dell’incontro -; abbiamo trovato apertura e grande consapevolezza da parte del Governo che vanno sbloccati i crediti pregressi, quindi un’apertura all’F24 che era una proposta nostra e di Abi, e un tavolo immediato per il futuro. Il Governo è consapevole che le misure vanno prese rapidamente”.
 
Si è anche fatto “giusto un accenno all’eventuale disponibilità di Cdp” - ha aggiunto. Ance ha anche chiesto “un’apertura da parte delle partecipate a comprare i crediti pregressi”. “Si è ragionato sulla possibilità di consentire eventualmente lo sconto in fattura per alcune fasce di reddito e per gli incapienti”.
 
Le imprese edili erano rappresentate da Ance, Confindustria, Confedilizia, Confapi, Alleanza delle Cooperative italiane, Cna e Confartigianato. Prima era stato il turno dei rappresentanti del settore bancario: Abi, Cdp e Sace.
 
In rappresentanza dell’esecutivo, erano presenti il sottosegretario alla presidenza Alfredo Mantovano, i ministri Giancarlo Giorgetti e Gilberto Pichetto Fratin e il viceministro all’Economia, Maurizio Leo.

Agli incontri - ha fatto sapere Palazzo Chigi in serata - seguirà a stretto giro un tavolo tecnico al quale saranno presenti i rappresentanti delle associazioni di categoria oggi intervenuti. Nel tavolo tecnico saranno individuate norme transitorie al fine di fornire soluzioni nel passaggio dal regime antecedente al decreto legge a quello attuale, tenendo conto della situazione delle imprese di piccole dimensioni e di quelle che operano nelle zone di ricostruzione post-sisma.  

Come riferito dalla Rete Professioni Tecniche, presente all’incontro di ieri pomeriggio, lo stop immediato alla cessione dei crediti del superbonus e degli altri bonus edilizi è stato deciso dal Governo a seguito dall’orientamento di Eurostat di considerare deficit gli importi già ‘prenotati’ e non quelli effettivamente spesi nell’anno considerato. Una scelta radicale che ha posto il Governo di fronte al rischio di vedere andare i conti economici fuori controllo.
 


Sindacati: ‘garantire la cessione a condomini e incapienti’

Nella mattinata di ieri il gruppo parlamentare del Partito Democratico, guidato dalla capogruppo Debora Serracchiani, ha incontrato i Segretari generali di FenealUil, Filca Cisl e Fillea Cgil, Panzarella, Pelle e Genovesi, che non sono stati convocati al tavolo delle parti sociali del Governo.
 
Secondo i sindacati, “occorre dare strutturalità agli incentivi pubblici di riqualificazione edilizia, messa in sicurezza, efficientamento e risparmio energetico, consapevoli dell’importante effetto moltiplicatore che ogni euro speso nella filiera delle costruzioni genera in termini di occupazione, aumento dei consumi e del PIL, allargamento della base imponibile”.
 
“Condividiamo la richiesta di dare immediata risposta ai circa 15 miliardi di euro ‘incagliati’ autorizzando il pagamento degli F24 da parte delle banche acquirenti”. “Bene la proposta di un ruolo attivo di Cassa Depositi e Prestiti e di Sace. L’altra soluzione potrebbe essere la cartolarizzazione del credito”.
 
Per il futuro, i sindacati suggeriscono di limitare lo sconto in fattura e la cessione del credito ai redditi più bassi (Isee fino a 30 mila euro), ai condomini popolari e agli incapienti (circa 7,8 milioni di italiani) che altrimenti avrebbero “evidenti difficoltà ad anticipare il 100% delle somme o, se incapienti, a godere finanche delle detrazioni”.
 
Per condomini popolari (sotto i 30 mila euro) e incapienti, i Sindacati propongono, oltre al mantenimento della cessione del credito e sconto in fattura, anche “la possibilità da parte di CDP e/o altri soggetti pubblici di anticipare la restante parte delle somme non coperte dagli incentivi, su prezzi predeterminati di mercato (al fine di evitare possibili speculazioni; esempio i prezziari regionali), da recuperare poi attraverso i risparmi in bolletta”.
 
“Sono infatti i redditi più bassi (pensionati, precari, disoccupati, operai, famiglie numerose, ecc.) coloro che vivono nelle case e nei condomini più bisognosi di interventi di riqualificazione. E solo dentro uno scenario di modalità differenziate di erogazione dei vari incentivi, norme di conformità e misurazione del miglioramento energetico e sismico stabili per i prossimi 10 anni, si potrà garantire programmabilità e dare certezze a famiglie, imprese, lavoratori” - concludono.
 
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