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Incentivi alle imprese, con la riforma saranno razionalizzati e regolati da un Codice

Incentivi alle imprese, con la riforma saranno razionalizzati e regolati da un Codice

Obiettivi: programmazione pluriennale, misurabilità degli effetti, coesione sociale. I professionisti chiedono di essere pienamente equiparati alle imprese

Vedi Aggiornamento del 10/07/2023
Incentivi alle imprese, la riforma - Ph. kantver © 123rf.com
Incentivi alle imprese, la riforma - Ph. kantver © 123rf.com
di Rossella Calabrese
27/02/2023 - Il sistema degli incentivi alle imprese si avvia alla riforma, secondo criteri di programmazione pluriennale, misurabilità degli effetti, coesione sociale, economica e territoriale, valorizzazione delle donne.
 
Sarà individuato un insieme limitato e definito di modelli agevolativi, che sarà regolato da un Codice degli incentivi alle imprese e digitalizzato per garantire la semplicità delle procedure di incentivazione.
 
Sono questi gli obiettivi del disegno di legge, approvato con procedura d’urgenza giovedì scorso dal Consiglio dei Ministri, che delega il Governo a definire, entro 24 mesi dalla sua entrata in vigore, un quadro organico per l’attivazione del sostegno pubblico attraverso incentivi alle imprese, una riforma che razionalizzi e semplifichi gli incentivi per ridurre i tempi e i costi delle relative richieste.
 

Incentivi alle imprese, con la riforma saranno razionalizzati

Il Governo fornisce i principi guida della riforma incentivi alle imprese:
- programmazione degli interventi da parte di ciascuna amministrazione e indicazione della loro estensione temporale, anche pluriennale, in modo da assicurare un sostegno tendenzialmente continuativo e adeguato alle finalità stabilite;
- misurabilità dell’impatto nell’ambito economico oggetto degli incentivi alle imprese, sulla base della valutazione in itinere ed ex post degli effetti ottenuti;
- rafforzamento della coesione sociale, economica e territoriale per uno sviluppo economico armonico ed equilibrato della Nazione, con particolare riferimento alle politiche di incentivazione della base produttiva del Mezzogiorno;
- valorizzazione del contributo delle donne alla crescita economica e sociale della Nazione.
 
Gli interventi normativi per la riforma degli incentivi alle imprese dovranno consentire:
- la razionalizzazione dell’offerta di incentivi alle imprese, attraverso l’individuazione di un insieme limitato e definito di modelli agevolativi;
- la codificazione delle regole procedurali concernenti gli interventi di incentivazione alle imprese, che saranno armonizzate e coordinate in un Codice degli incentivi alle imprese.
 
Infine, la riforma degli incentivi alle imprese promuove la digitalizzazione e la semplicità delle procedure di incentivazione e un maggior coordinamento di strumenti già esistenti, come il Registro nazionale degli aiuti di Stato (RNA) e la piattaforma telematica incentivi.gov.it.
 

“Il provvedimento - ha commentato il Ministro delle Imprese e del Made in Italy (MIMiT) Adolfo Urso - nasce dalla necessità di avere una riforma organica per fermare la giungla degli incentivi. L’obiettivo è semplificare e omogenizzare. Le sfide globali di oggi hanno bisogno di risposte mirate e coerenti con un sistema degli incentivi alle imprese compiuto e coordinato che possa rappresentare un corpus organico di regole che sia di riferimento tanto per i decisori pubblici che per le imprese”.
 
Il ddl - si legge nella nota del MIMiT - è collegato alla Legge di Bilancio 2023-2025 in coerenza con le indicazioni del DEF e con il PNRR. La riforma degli incentivi alle imprese costituisce un passaggio necessario anche per la promozione della politica industriale italiana che richiede sul piano nazionale un maggiore efficientamento degli interventi per le imprese nonché di orientamento verso le sfide globali come la transizione green e digitale.
 
Nell’ultimo anno di rilevazione (il 2021), il sistema agevolativo nazionale - prosegue il MIMiT - ha fatto registrare un numero complessivo di 1.982 interventi agevolativi, di cui n. 229 delle amministrazioni centrali e n. 1.753 delle amministrazioni regionali.
 

Incentivi alle imprese, Confprofessioni chiede piena equiparazione tra imprese e professionisti

“Il via libera alla riforma degli incentivi alle imprese è l’occasione per fissare il principio di uguaglianza tra i soggetti economici, mettendo fine alle sperequazioni generate dall’attuale sistema”. È il primo commento del presidente di Confprofessioni, Gaetano Stella alla legge delega per la riforma degli incentivi alle imprese.
 
“Il Governo ha la possibilità di mettere mano ad una riforma organica degli incentivi alle imprese, che negli ultimi anni si sono in effetti moltiplicati e sovrapposti, determinando un quadro regolativo disorganico e, spesso, discriminatorio per il settore professionale” - ha detto Stella.
 
“La riforma è la sede ideale per stabilire la piena equiparazione tra imprese e professionisti ai fini dell’accesso agli incentivi, mettendo fine alle sperequazioni, generate dall’attuale sistema, che non appaiono più tollerabili - ha aggiunto Stella -. I liberi professionisti sono sistematicamente esclusi da molte forme di incentivazione: basterà ricordare il bonus bollette, il credito d’imposta per la formazione 4.0, i contributi previsti per la digital trasformation nelle Pmi, i finanziamenti della legge Sabatini”.
 
“Il settore delle libere professioni ha bisogno di incentivi per crescere e competere: sostenere la digitalizzazione degli studi e i processi di aggregazione, a cominciare dalle società tra professionisti, significa arricchire le competenze dei professionisti e ampliare il mercato dei servizi professionali, ma anche investire sulla difesa e la promozione del Made in Italy” - ha concluso.
 
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