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Utilizzo in F24 del credito superbonus solo per le banche che hanno esaurito la capacità fiscale

Utilizzo in F24 del credito superbonus solo per le banche che hanno esaurito la capacità fiscale

L'idea del Governo, secondo il quale buona parte dei 19 miliardi di euro di crediti non sono incagliati ma in rampa di lancio

Aggiornato al 27/02/2023 Vedi Aggiornamento del 27/03/2023
Utilizzo in f24 del credito Superbonus
Utilizzo in f24 del credito Superbonus
di Paola Mammarella
24/02/2023 - L’utilizzo in F24 del credito Superbonus, esteso anche ai clienti delle banche, potrebbe essere limitato agli istituti di credito che hanno quasi esaurito la propria capacità fiscale.
 
Dopo la prima riunione del tavolo tecnico sul Superbonus, durante la quale gli operatori hanno chiesto l’utilizzo in F24 dei crediti Superbonus non solo con riguardo alle imprese ma anche agli altri clienti, il Governo sta cercando di mettere a punto una proposta per risolvere il problema dei crediti fiscali incagliati e riattivare il meccanismo della cessione del credito.
 
Il consigliere del Ministero dell’Economia e delle Finanze, Enrico Zanetti, è intervenuto ieri in Commissione Finanze del Senato nell’ambito dell’indagine conoscitiva sugli strumenti di incentivazione fiscale e sui crediti di imposta. Zanetti ha rivisto al ribasso le stime sulla mole di crediti incagliati, motivando così l’idea di limitare l’utilizzo in F24 del credito Superbonus.
 

Crediti incagliati, sono meno di 19 miliardi di euro

Zanetti ha spiegato che, secondo le stime, ci sono 19 miliardi di euro nei cassetti fiscali delle imprese edili. La mole di crediti fermi renderebbe quindi urgente l’utilizzo in F24 dei crediti Superbonus. Il Governo nei giorni scorsi si è mostrato disponibile a questa opzione.

Mercoledì scorso c'è stata la prima riunione del tavolo tecnico sul Superbonus. Durante l'incontro, gli addetti ai lavori hanno ribadito che, per sbloccare i 19 miliardi di crediti incagliati, è necessario l'utilizzo in F24 del credito Superbonus non solo per le imprese, ma anche per gli altri clienti.
 
Nel valutare questo dato, secondo Zanetti, bisogna però considerare le dinamiche operative delle procedure di cessione del credito. Ci sono - ha detto - molte imprese che riescono ancora a vendere i propri crediti, ma le procedure di controllo sulla qualità dei crediti causano ritardi, a causa anche delle limitate risorse a disposizione. 
 

 
Questo significa, secondo Zanetti, che nel totale dei 19 miliardi di euro non ci sono solo crediti incagliati, ma una buona parte è costituita da “crediti in rampa di lancio”. In altre parole, i crediti non sono incagliati per mancanza di sbocco, ma per il rallentamento della procedura.
 
Un’altra parte dei crediti nei cassetti fiscali sarebbe ferma perché le banche hanno adottato un atteggiamento prudenziale, temendo di essere coinvolte, loro malgrado, in operazioni fraudolente.
 
Zanetti ritiene che queste problematiche saranno risolte con la pubblicazione dell’elenco dei documenti da produrre per evitare la responsabilità solidale.
 
Secondo il ragionamento di Zanetti, ridimensionando la mole dei crediti incagliati, si ridurrebbe anche l’urgenza di estendere ai clienti delle banche, diversi dalle imprese, l’utilizzo in F24 del credito Superbonus.
 

Utilizzo in F24 del credito Superbonus, limiti per le banche

Zanetti ha affermato che, secondo i dati comunicati dall’Agenzia delle Entrate, ci sono ancora adeguati spazi da parte delle banche rispetto all’obiettivo di disincagliare quella parte dei 19 miliardi. 
 
Di conseguenza, non sussisterebbe l’urgenza di estendere ai clienti diversi dalle imprese l’utilizzo in F24 del credito Superbonus.
 
Secondo Zanetti, si potrebbe quindi estendere ai clienti l’utilizzo in F24 del credito Superbonus solo in quelle banche che hanno realmente esaurito una porzione importante della propria capacità fiscale. 
 
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