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Bandi BIM quintuplicati tra il 2021 e il 2022

Bandi BIM quintuplicati tra il 2021 e il 2022

Oice: la maggior parte delle gare ha riguardato la progettazione; l’80,3% degli associati ha investito sul BIM

Vedi Aggiornamento del 10/04/2024
Gare BIM
Gare BIM
di Rossella Calabrese
13/03/2023 - Sono stati 1003 i bandi BIM pubblicati nel 2022, per un valore di 2,1 miliardi di euro, +87% in numero e 5 volte in più in valore sul 2021. Oltre il 75% dei bandi BIM sono sopra soglia UE, mentre 241 bandi, per circa 25 milioni di euro, sono sottosoglia (per queste gare il BIM è facoltativo).
 
Gli enti che hanno emanato il maggior numero di bandi BIM sono ANAS, RFI, Demanio, Invitalia e Autorità portuali, con il 75,9% del valore totale. Per il BIM sono stati assegnati punteggi variabili da 5,5 a 24 punti; nel 25% dei casi sono state richieste figure certificate UNI.
 
Sono questi, in sintesi, i risultati del sesto ‘Rapporto sulla digitalizzazione e le gare BIM’ messo a punto dall’Oice, l’associazione delle società di ingegneria e architettura, e presentato giovedì scorso.
 

Bandi BIM, i dati del 2022

Nel 2022 i bandi in cui si è fatto riferimento al BIM sono stati 1.003, erano stati 534 nel 2021. L’accelerazione è dovuta all’andamento complessivo della domanda sulla spinta degli interventi del PNRR. I bandi BIM sul totale degli affidamenti per servizi di architettura e ingegneria emessi nel 2022 sono in numero il 18,8% del totale (+87,8% rispetto al 2021) in valore il 47,6% del totale (+484,3% sul 2021).
 
La maggior parte dei bandi BIM ha riguardato l’affidamento di progettazione (66,8%), verifiche del progetto (18,5%), direzione lavori (3,7%); verifiche strutturali (4,0%), le attività per rilievi, topografia, servizi di supporto al R.U.P. per redazioni elaborati grafici, collaudi, sono ricomprese nella definizione di ‘altri servizi tecnici’ (7,0%).
 
Le Amministrazioni più attive sono state ANAS, RFI, Agenzia del Demanio, Invitalia e Autorità portuale per un valore pari al 75,9% del totale.
 
L’88,7% del totale dei bandi BIM ha riguardato interventi per opere puntuali (nel 2021 la percentuale era all’81,7%); la restante percentuale era per opere lineari.
 
In 547 su 1.003 (il 54,5% del totale) bandi, il BIM è fattore premiale apprezzato in sede di offerta come ‘merito tecnico’ o come ‘metodologia’, con punteggi specifici che variano da 5,5 fino ad un massimo di 24 punti.
 

“Siamo ancora in un mondo BIM ‘a due velocità’ - commenta Giorgio Lupoi, presidente Oice - se è vero come è vero che il 75% del valore delle gare risulta emesso dalle 3/4 maggiori stazioni appaltanti italiane e che, nella quasi totalità dei bandi di gara sopra soglia, il BIM è al centro delle attenzioni dei committenti, sia come requisiti, sia come esperienze pregresse, sia ancora come elementi premiali dell’offerta”.
 
“Rimangono tre temi irrisolti: i capitolati informativi, i costi e gli onorari. Con il webinar di oggi abbiamo avviato un’interlocuzione che porteremo avanti con le principali committenze per arrivare ad un capitolato BIM standard, così da favorire la digitalizzazione sulla quale tanto punta anche il nuovo codice appalti. Poi, nell’attuazione del nuovo codice vedremo di risolvere anche i temi legati ai compensi e, con le software house, quello dei costi, sempre in crescita e sempre più rilevanti per le nostre società” - conclude Lupoi.
 
Per il Presidente di Oice Academy Antonio Vettese, che ha moderato la Tavola rotonda con Anas, (Ernesto Sacco), RFI (Donatella Fochesato e Antonio Di Girolamo) e Agenzia del Demanio (Viola Albino) e nel corso della quale Elisa Crimi (coordinatrice del Laboratorio) ha illustrato le osservazioni e le proposte sui  capitolati informativi, l’accelerazione positiva dei processi di digitalizzazione del ciclo di vita dell’opera ed in particolare quello della fase iniziale di progettazione può essere agevolmente sostenuto solo attraverso una forte sinergia tra Stazioni appaltanti, operatori, fornitori di strumenti e organismi di standardizzazione, attraverso una costante sincronizzazione delle esigenze e delle attese di Committenza con la congruità di risorse economiche dedicate e  adeguate funzionalità  degli strumenti disponibili.
 
Tornando ai dati, l’80,3% degli associati OICE dichiara di aver effettuato investimenti sul BIM; sono dati che pur confermando che la larghissima maggioranza (oltre l’80%) delle imprese del settore destina una quota di investimenti al tema della digitalizzazione, rispetto all’anno precedente cala del 6,1%.
 
Per quanto attiene all’incidenza dei costi sostenuti per acquisto di licenze o per rinnovo di abbonamenti rispetto al fatturato totale, negli ultimi 3 anni si è mantenuto pressoché costante intorno al 2%. In leggero, ma costante aumento è invece l’incidenza del costo medio BIM rispetto al costo medio del personale tecnico che, partendo dal 4,85% del 2020 è arrivato al 5,17% nel 2022.
 
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