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Equo compenso, le sanzioni a carico dei professionisti potrebbero essere eliminate

Equo compenso, le sanzioni a carico dei professionisti potrebbero essere eliminate

Il ddl sarà approvato senza modifiche, ma il Governo si è impegnato a cancellare le norme che impongono agli Ordini di adottare le sanzioni disciplinari

Vedi Aggiornamento del 02/08/2023
Equo compenso - elnur123RF.com
Equo compenso - elnur123RF.com
di Paola Mammarella
16/03/2023 - Il ddl sull’equo compenso è finalmente a un passo dall’approvazione definitiva, ma già si pensa alle modifiche.
 
La Commissione Giustizia del Senato ha dato il via libera al disegno di legge e contestualmente il Governo ha dato parere positivo a quattro ordini del giorno, tra cui quello che chiede di eliminare le sanzioni disciplinari a carico dei professionisti che, in fase di contratto, non pattuiscono un equo compenso per le loro prestazioni professionali.
 

Cosa prevede il ddl sull’equo compenso

Il testo del disegno di legge sull’equo compenso approvato dalla Commissione è quasi identico a quello già approvato dalla Camera.
 
Nel testo non sono state inserite modifiche sostanziali alla disciplina dell’equo compenso, se non alcuni raccordi con la riforma Cartabia per la velocizzazione dei processi giudiziari.
 
Il ddl sull’equo compenso prevede la corresponsione di un compenso proporzionato alla quantità e alla qualità del lavoro svolto, al contenuto e alle caratteristiche della prestazione professionale, nonché conforme ai compensi previsti per tutti i professionisti e stabilisce la nullità dei contratti che contengono un compenso sproporzionato rispetto all’opera prestata.
 

 
Le norme sull’equo compenso si applicheranno alle prestazioni rese nei confronti della Pubblica Amministrazione, delle imprese bancarie e assicurative e delle imprese con più di 50 lavoratori o più di 10 milioni di euro di ricavi.
 
Sono inoltre previste sanzioni disciplinari a carico dei professionisti che non pattuiscono un compenso equo.
 

Come potrebbe cambiare la normativa sull’equo compenso

Il disegno di legge sull’equo compenso ha avuto un iter travagliato. Il testo attuale, che ha come prima firmataria Giorgia Meloni, ripropone i contenuti del ddl “Meloni - Morrone - Mandelli” su cui il mondo delle professioni ha avuto diversi scontri, poi finiti nel vuoto a causa della fine della legislatura.
 
Nonostante i contenuti del disegno di legge sull’equo compenso, identici a quelli del passato, non piacciano ai professionisti, dopo una serie di confronti con il Governo è stato raggiunto un accordo: approvare subito il ddl, ma poi migliorarlo con altre norme.
 
Va in questa direzione l’ordine del giorno su cui il Governo ha espresso parere positivo.
 
L’ordine del giorno sottolinea che, in base al ddl, gli Ordini e i Collegi professionali adotteranno disposizioni deontologiche volte a sanzionare i professionisti per la violazione del principio dell’equo compenso.
 
Le sanzioni colpirebbero quindi solo i professionisti dotati di un Codice Deontologico, creando una disparità di trattamento fra professioni deontologicamente disciplinate e quelle non disciplinate.
 
Dando parere positivo all’ordine del giorno, il Governo si è impegnato a valutare se eliminare dalla normativa sull’equo compenso le sanzioni a carico dei professionisti.
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