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Siccità, ecco le norme per affrontare l’emergenza

Siccità, ecco le norme per affrontare l’emergenza

Cabina di regia, Commissario e regime semplificato per progettare e realizzare le infrastrutture idriche, sul modello PNRR

Vedi Aggiornamento del 06/10/2023
Decreto Siccità, le norme per affrontare l’emergenza - Ph. Viktoriya Kraynyuk 123r.fcom
Decreto Siccità, le norme per affrontare l’emergenza - Ph. Viktoriya Kraynyuk 123r.fcom
di Rossella Calabrese
Vedi Aggiornamento del 06/10/2023
11/04/2023 - Un Decreto Siccità con norme urgenti per la prevenzione e il contrasto della scarsità idrica e per il potenziamento e l’adeguamento delle infrastrutture idriche e specifiche misure volte ad aumentare la resilienza dei sistemi idrici ai cambiamenti climatici e a ridurre le dispersioni di acqua.
 
Lo ha approvato qualche giorno fa dal Consiglio dei Ministri. Il Decreto Siccità introduce:
- un regime semplificato per le procedure di progettazione e realizzazione delle infrastrutture idriche che rinvia al modello PNRR;
- l’aumento dei volumi utili degli invasi;
- la possibilità di realizzare liberamente vasche di raccolta di acque meteoriche per uso agricolo entro un volume massimo stabilito;
- il riutilizzo delle acque reflue depurate per uso irriguo;
- l’introduzione di notevoli semplificazioni nella realizzazione degli impianti di desalinizzazione.
 
Mediante l’applicazione delle semplificazioni previste per gli investimenti pubblici finanziati con fondi nazionali ed europei - spiega il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) -, il Decreto Siccità promuoverà una rimodulazione delle risorse per il settore, con l’intento di promuovere la realizzazione degli interventi più urgenti e di rapida attuazione.
  


Decreto Siccità, le norme per affrontare l’emergenza

Alle opere ritenute urgenti per il contrasto della crisi idrica - prosegue il MIT - si applicheranno procedure semplificate e si ridurranno i tempi per le attività di verifica dell’impatto ambientale. Secondo il Decreto Siccità, entro il 30 settembre 2023, le Regioni potranno intervenire per mettere in efficienza gli invasi esistenti, in particolare attraverso le attività di manutenzione da fanghi e sedimenti.
 
Per attuare le misure, il Decreto Siccità delinea un sistema di governance ad hoc, che prevede il ricorso al commissariamento.
 
Una apposita cabina di regia effettuerà, entro 30 giorni, una ricognizione delle opere da realizzare con urgenza per far fronte alla crisi idrica. Tra queste, indicherà quelle da affidare ad un Commissario straordinario nazionale o a singoli Commissari ad acta.
 
Il Commissario straordinario nazionale per la scarsità idrica sarà nominato e resterà in carica fino al 31 dicembre 2023 (prorogabile fino al 31 dicembre 2024). Realizzerà, in via d’urgenza, gli interventi indicati dalla Cabina di regia e svolgerà ulteriori funzioni: la regolazione dei volumi e delle portate degli invasi, la verifica e il coordinamento dell’adozione, da parte delle Regioni, delle misure per razionalizzare i consumi ed eliminare gli sprechi, la verifica e il monitoraggio dell’iter autorizzativo dei progetti di gestione degli invasi, l’individuazione delle dighe per le quali occorra rimuovere i sedimenti accumulati nei serbatoi, la ricognizione degli invasi fuori esercizio temporaneo da finanziare con risorse del ‘Fondo per il miglioramento della sicurezza e la gestione degli invasi’.
 
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