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Stretto di Messina, Ance: ‘costruiamo il Ponte e anche le altre infrastrutture’

Stretto di Messina, Ance: ‘costruiamo il Ponte e anche le altre infrastrutture’

Secondo i costruttori occorre recuperare il gap infrastrutturale del Mezzogiorno, finanziando le opere prioritarie e quelle ordinarie

Vedi Aggiornamento del 25/05/2023
Ponte sullo Stretto di Messina - Ph. mit.gov.it
Ponte sullo Stretto di Messina - Ph. mit.gov.it
di Rossella Calabrese
20/04/2023 - “Dopo più di 15 anni di forti tagli agli investimenti infrastrutturali, l’Italia ha finalmente avviato, con il PNRR, un importante piano di rilancio delle infrastrutture, che prevede circa 108 miliardi di euro di investimenti in opere di tutte le dimensioni (ferrovie, scuole, manutenzione del territorio”.
 
Lo ha detto - il 18 aprile scorso in audizione presso le Commissioni Ambiente e Trasporti della Camera sul ddl di conversione del DL 35/2023 per la realizzazione del collegamento stabile tra la Sicilia e la Calabria (il Ponte sullo Stretto di Messina) - il vicepresidente ANCE e Presidente Comitato Grandi Infrastrutture, Michele Pizzarotti.
 
Il rappresentante dei costruttori italiani ha ricordato che quello italiano è il più grande piano infrastrutturale, finanziato dal Recovery Plan, in corso in Europa, che vale più della somma di quelli previsti nei piani di Francia, Germania e Spagna.
 

Necessario recuperare il gap infrastrutturale del Sud

Una parte rilevante del piano italiano - ha ricordato Ance - è destinata all’infrastrutturazione del Mezzogiorno, con un investimento complessivo di circa 45 miliardi di euro, di cui 12 miliardi circa a favore di interventi sulla rete ferroviaria, la cui arretratezza è sotto gli occhi di tutti: solo 49 Km di ferrovie al Sud per 1.000 Kmq di superficie, contro i 63 del Nord ed i 56 del Centro. Dati altrettanto negativi si rilevano per le grandi reti autostradali: per ogni 1.000 Kmq di superficie, al Sud ci sono 18 Km di autostrada, a fronte dei 30 del Nord e dei 20 del Centro.
 
Per l’Ance, la priorità deve essere quella di recuperare il ritardo infrastrutturale che divide il Sud dal resto del Paese e dell’Europa. Reti autostradali, ferroviarie, porti e aeroporti, infrastrutture sociali - ha spiegato Pizzarotti - incidono sullo sviluppo di un’area solo se programmati, realizzati e gestiti in un’ottica di integrazione territoriale che premi lo sviluppo armonico e ordinato del territorio e superi la concezione, antica e perdente, dell’intervento spot, dell’infrastruttura singola a livello locale o regionale.
 

 
Stretto di Messina, Ance: ‘costruiamo il Ponte’

Quanto allo specifico tema del collegamento stabile tra la Sicilia e la Calabria, l’Ance accoglie positivamente la volontà di realizzare il Ponte sullo Stretto di Messina come tassello indispensabile della politica di rilancio infrastrutturale del Paese, avviata con il PNRR dopo anni di politiche restrittive che hanno determinato una forte contrazione degli investimenti, soprattutto nelle aree del Mezzogiorno.
 
L’utilità del Ponte - aggiunge Ance - sarà quindi massima se verrà accompagnato dall’efficientamento delle reti trasportistiche di tutto il Mezzogiorno, che sono ancora molto lontane dagli standard minimi presenti in altre regioni italiane, e da interventi diffusi sul territorio, che possano rendere veramente competitive quelle aree del Paese.
 

Stretto di Messina, Ance: ‘costruiamo anche le altre infrastrutture’

Secondo i costruttori, è importante garantire risorse adeguate a recuperare il gap infrastrutturale del Mezzogiorno, attraverso il finanziamento delle opere prioritarie e di quelle ordinarie di cui, in Sicilia e Calabria in particolare, vi è assoluta e urgente necessità.
 
La costruzione del Ponte - sottolinea Pizzarotti - richiederà un impegno finanziario molto consistente che dovrà trovare adeguata copertura nella prossima Legge di Bilancio. Il recente Allegato Infrastrutture al DEF 2023 ha fornito un aggiornamento del costo dell’opera arrivando a quantificarlo in circa 13,5 miliardi di euro, ai quali vanno aggiunti 1,1 miliardi di opere ferroviarie complementari, oltre a quelle stradali di minor impatto economico, che verranno meglio definite nell’ambito dei prossimi contratti di programma con ANAS.
 
Dal punto di vista tecnico, infine, Ance afferma che la costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina costituisce una sfida ingegneristica estremamente complessa che l’industria italiana delle costruzioni, che realizza opere dagli elevati standard tecnici ed ambientali in svariati Paesi del mondo, può essere in grado di raccogliere, garantendo la massima sostenibilità dell’opera.
 
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