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L’equo compenso per i professionisti è finalmente legge

L’equo compenso per i professionisti è finalmente legge

Gli Ordini e i Collegi potranno sanzionare i professionisti che accettano compensi non conformi ai Parametri

Aggiornato al 14/04/2023 Vedi Aggiornamento del 21/05/2024
Equo compenso professionisti - georgerudy ©123RF.com
Equo compenso professionisti - georgerudy ©123RF.com
di Paola Mammarella
13/04/2023 - È finalmente legge l’equo compenso. La Camera ha approvato ieri in via definitiva il disegno di legge con 243 voti favorevoli e nessun contrario.
 
Le nuove norme entreranno in vigore con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, ma potrebbero presto arrivare dei correttivi, ad esempio sulle sanzioni a carico dei professionisti che accettano un compenso non equo.
 

Cos’è l’equo compenso

Il disegno di legge definisce come “equo compenso” la corresponsione di un compenso proporzionato alla quantità e alla qualità del lavoro svolto, al contenuto e alle caratteristiche della prestazione professionale, nonché conforme ai compensi previsti per tutti i professionisti.
 
Presso il Ministero della Giustizia sarà istituito l’Osservatorio nazionale sull’equo compenso, cui partecipa un rappre­sentante per ciascuno dei Consigli nazionali degli Ordini professionali. L’Osservatorio esprimerà pareri sulle norme che regolano la determinazione dell’equo compenso e segnalerà al Ministero della Giustizia le condotte, le prassi applicative e interpretative in contrasto con le norme sull’equo compenso e sulla tutela dei professionisti dalle clausole vessatorie.


A chi si applicano le norme sull’equo compenso

Le regole sull'equo compenso si applicheranno alle prestazioni rese nei confronti della Pubblica Amministrazione, delle imprese bancarie e assicurative e delle imprese con più di 50 lavoratori o più di 10 milioni di euro di ricavi.
 


Lo spirito della legge è tutelare i professionisti nei confronti dei committenti forti, con cui è più evidente lo squilibrio contrattuale. La legge non si applica invece ai rapporti tra privati, che continuano ad essere regolati dalla libera contrattazione.
 
Gli esponenti del mondo delle professioni, soddisfatti dall’approvazione delle norma, chiedono ora un passo in più, cioè che per tutti i committenti sia obbligatorio il rispetto dei princìpi sull’equo compenso. 

 
Nullità dei contratti che violano l’equo compenso

Saranno nulle le pattuizioni che:

- prevedano un compenso manifestamente sproporzionato rispetto all’opera prestata o al servizio reso, cioè inferiore ai parametri o alle tariffe fissati con decreti ministeriali;
- vietino al professionista di pretendere ac­conti nel corso della prestazione;
- chiedano al professionista l’anticipazione di spese;
- attribuiscano al committente vantaggi sproporzionati rispetto alla quantità e alla qualità del servizio reso;
- diano al cliente la possibilità di modificare unilateralmente le condizioni contrattuali;
- diano al cliente la possibilità di rifiutare la stipulazione in forma scritta degli elementi essenziali del con­ tratto;
- diano al cliente la possibilità di richiedere prestazioni aggiuntive a titolo gratuito;
- impongano al professionista la rinuncia al rim­borso delle spese connesse alla prestazione;
- prevedano termini di pagamento superiori a 60 giorni dal ricevimento della fattura;
prevedano, in caso di nuovo accordo, sostitutivo del precedente, che la nuova disciplina sui compensi (se implicante compensi inferiori ai precedenti) si applichi agli incarichi pendenti o non ancora fatturati;
- riconoscano il compenso per l’assistenza e la consulenza in ma­teria contrattuale solo in caso di sot­toscrizione del contratto;
- obblighino il professionista a rimborsare al cliente che richieda l’utilizzo di software, banche dati, sistemi gestionali, formazione e servizi di assistenza tecnica il costo di tali servizi.
 

Come il professionista può tutelarsi contro chi vìola l’equo compenso

I professionisti possono impugnare davanti al Tribunale competente le convenzioni, i contratti, gli esiti delle gare, gli affidamenti, gli elenchi di fiduciari o qualsiasi accordo che preveda un compenso non equo.
 
Con l’impugnativa, il professionista può chiedere l’annullamento degli accordi e la rideterminazione del compenso secondo i Parametri ministeriali.
 
Al termine del giudizio, al professionista, oltre alla differenza tra quanto già percepito e l’equo compenso, può essere riconosciuto un indennizzo.
 
 

Azione di classe contro chi vìola l’equo compenso

Il ddl prevede che i diritti individuali omogenei dei professionisti possano essere tutelati attraverso l’azione di classe.
 
L’azione di classe può essere intrapresa individualmente da ciascun professionista, dal Consiglio nazionale del­l’Ordine cui il professionista è iscritto o dalle associazioni maggior­mente rappresentative.
 

Equo compenso e modelli standard

Le imprese bancarie e assicurative, nonché quelle con più di 50 lavoratori o più di 10 milioni di euro di ricavi potranno adottare modelli standard di convenzione, concordati con i Consigli nazionali degli Ordini o Collegi professionali.
 
I compensi previsti dai modelli standard saranno considerati equi fino a prova contraria.
 

Sanzioni per i professionisti che violano l’equo compenso

Gli Ordini e i Collegi professionali potranno adottare disposizioni deontologiche volte a sanzionare i professionisti che violeranno l’obbligo di pattuire un compenso equo.
 
Potranno essere sanzionati anche i professionisti che, nell’ambito dei contratti predisposti esclusivamente dai professionisti, violano l’obbligo di avvisare i clienti che il compenso per la prestazione professionale deve essere equo.

Questa disposizione non piace agli esponenti del mondo delle professioni perché creerebbe una disparità di trattamento fra le professioni deontologicamente disciplinate e quelle non disciplinate.
 
Durante l’esame del disegno di legge, il Governo si è impegnato a valutare se eliminare le sanzioni a carico dei professionisti dalla normativa sull’equo compenso.
 

Equo compenso, aggiornamento dei Parametri e incarichi gratis

Le nuove norme sull’equo compenso potrebbero risolvere una delle critiche mosse dai professionisti al nuovo Codice Appalti.
 
Il nuovo Codice Appalti riduce i livelli di progettazione da 3 (progetto di fattibilità tecnico-economica, progetto definitivo e progetto esecutivo) a 2 (progetto di fattibilità tecnico-economica e progetto esecutivo).
 
Questo, secondo i professionisti, rende obsoleti i Parametri su cui calcolare i compensi da porre a base di gara. I Parametri in vigore sono infatti contenuti nel DM 17 giugno 2016, che secondo i professionisti dovrebbe essere aggiornato nel più breve tempo possibile.
 
La nuova legge sull’equo compenso stabilisce che i Parametri di riferimento delle presta­zioni professionali saranno aggiornati ogni due anni su proposta dei Consigli nazionali degli Ordini o Collegi professionali.
 
Questi aggiornamenti potrebbero rendere i compensi più rispondenti ai cambiamenti del mercato, anche se la legge sull'equo compenso non fissa una scadenza per l'aggiornamento.

 
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