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Il nuovo Codice Appalti penalizzerà la progettazione?

Il nuovo Codice Appalti penalizzerà la progettazione?

Fondazione Inarcassa, Oice e RPT su liberalizzazione dell’appalto integrato, riduzione dei livelli di progettazione e incentivi ai progettisti interni

Vedi Aggiornamento del 06/03/2024
Nuovo Codice Appalti: gli effetti sulla progettazione - Ph. Aleksei Gorodenkov123rf.com
Nuovo Codice Appalti: gli effetti sulla progettazione - Ph. Aleksei Gorodenkov123rf.com
di Paola Mammarella
07/04/2023 - La progettazione non è sufficientemente valorizzata e centrale nel nuovo Codice Appalti. A formulare queste critiche sulla nuova normativa in materia di contratti pubblici sono Fondazione Inarcassa, la Fondazione Architetti e Ingegneri Liberi Professionisti Iscritti ad Inarcassa, e Oice, l’Associazione delle organizzazioni di ingegneria, di architettura e di consulenza tecnico-economica. La Rete delle Professioni Tecniche (RPT) è soddisfatta dal confronto col Governo, ma aspetta altri miglioramenti e passi avanti.
 

Nuovo Codice Appalti: riduzione a 2 livelli di progettazione, affidamenti diretti e subappalto

Fondazione Inarcassa ritiene che la riduzione da 3 a 2 livelli di progettazione impoverisca la fase di proposta e discussione e faccia rischiare di rendere impossibile la gestione della fase di transizione.
 
A Fondazione Inarcassa non piace neanche l’ampliamento degli affidamenti diretti, consentiti per importi fino a 140mila euro (40mila con il vecchio Codice), che comporta una riduzione significativa delle gare pubbliche. Secondo Fondazione Inarcassa, in questo modo si ridurrebbero anche le rotazioni di incarico, “andando così a segnare un’inversione di tendenza nella trasparenza delle procedure”.
 
Sull’argomento si è espressa anche Oice, che considera l’innalzamento della soglia per l’affidamento diretto da 40mila a 140mila euro e la reintroduzione dell’incentivo per i progettisti interni alla PA “una scelta antistorica e tecnicamente inutile”.

RPT chiede che i tecnici della PA siano utilizzati nelle attività di programmazione e controllo e siano necessariamente iscritti all’Albo professionale. Tra le richieste per migliorare il Codice Appalti, RPT propone di ribadire il divieto di subappalto per le prestazioni professionali e intellettuali.
 

Nuovo Codice Appalti e appalto integrato

Secondo Fondazione Inarcassa, inoltre, il ricorso all’appalto integrato rafforza i grandi player a discapito dei professionisti della progettazione. Sono state, inoltre, sottovalutate le critiche mosse dall’ANAC che ha evidenziato quanto l’appalto integrato non offra garanzie né in termini di snellimento della procedura né in termini di qualità delle proposte progettuali.
 
Dello stesso parere Oice, che a causa della deregulation dell’appalto integrato prevede conseguenze non positive sulla qualità e sulla concorrenza.

La Rete delle Professioni Tecniche (RPT), che in generale è soddisfatta per la disponibilità mostrata dal Governo, ha affermato che ora si aspetta ulteriori passi avanti. Tra questi, il chiarimento delle esigenze tecniche tese a  giustificare il ricorso all’appalto integrato.
 

Incarichi gratuiti nel nuovo Codice Appalti

Per Fondazione Inarcassa bisognerebbe infine fare chiarezza sugli incarichi gratuiti. Ricordiamo che il Codice Appalti li consente solo in casi eccezionali, ma non indica in cosa consista l’eccezionalità.

Secondo RPT, questo problema sarà risolto con il riferimento all’equo compenso, che a breve sarà legge.
 
 

Nuovo Codice Appalti, requisiti più stringenti per accedere alle gare

Oice lamenta che la progettazione sarà penalizzata dai requisiti più restrittivi per accedere alle gare.
 
Il riferimento è all’articolo 100 del nuovo Codice Appalti in base al quale, fino all’emanazione di un apposito regolamento sui requisiti, nell’ambito delle gare di servizi e forniture, in cui rientra la progettazione, la Stazione Appaltante può richiedere, come requisiti di capacità economica finanziaria, un fatturato globale non superiore al doppio del valore stimato dell’appalto, maturato nel triennio precedente a quello di indizione della procedura.
 
Oice sottolinea che la normativa precedente prevedeva di dimostrare tale requisito in un lasso temporale di 10 anni.
 
Analogamente, le Stazioni Appaltanti possono richiedere, come requisito di capacità tecnica e professionale, di aver eseguito nel precedente triennio dalla data di indizione della procedura di gara contratti analoghi a quello in affidamento anche a favore di soggetti privati.
 
Anche in questo caso, Oice sottolinea che in precedenza era previsto un arco di tempo di 10 anni.
 

Progettazione, Fondazione Inarcassa: ‘passo indietro’

Il presidente di Fondazione Inarcassa, Franco Fietta, ha commentato il nuovo Codice Appalti come “un passo indietro per la platea degli architetti e degli ingegneri liberi professionisti” con “aspetti molto critici che mettono in secondo piano il lavoro e le competenze dei progettisti”.
 
“Ci aspettavamo un provvedimento equilibrato e attento alla fase progettuale in grado, nel lungo periodo, di poter accompagnare il paese nel processo di riqualificazione del territorio, messa in sicurezza del patrimonio edilizio e soprattutto di cantierizzazione delle nuove opere fondamentali ai fini della crescita e comunque in linea con gli obiettivi del PNRR”.

 

Progettazione e nuovo Codice Appalti, Oice: ‘sollecitazioni ignorate’

Il Presidente dell’Oice, Giorgio Lupoi, ha lamentato “Le nostre sollecitazioni, che sono state anche riprese in sede parlamentare, sono state ignorate, ma ci auguriamo che il governo sia aperto ad un serio e pacato confronto”.

“Inoltre - ha concluso - il mancato recepimento delle linee guida Anac 1/2016 temiamo possa avere un effetto di rallentamento dell’azione amministrativa privando le stazioni appaltanti di importanti indicazioni per la fase di aggiudicazione degli incarichi che hanno assicurato fino ad oggi attenzione agli aspetti della qualità dei progetti”.
 

Codice Appalti, RPT: ‘utile il confronto coi professionisti’

“Registriamo favorevolmente l’accoglimento, da parte del Governo, di alcune richieste avanzate dai professionisti dell’area tecnica nelle fasi di interlocuzione con il Ministero e nelle audizioni parlamentari che si sono svolte” scrive RPT in una nota.
 
RPT ritiene importanti il riferimento all’equo compenso, l’eliminazione del progetto esecutivo in sede di gara per l'appalto integrato, la liberalizzazione degli appalti sotto soglia,  l’introduzione dei requisiti di compatibilità geologica e geomorfologica dell’opera, la previsione di parametri obbligatori per l’affidamento di servizi di ingegneria e architettura, la necessità di qualificare le stazioni appaltanti sul piano dell'organizzazione per eventuali attività di progettazione.
 
“Rimangono alcune criticità - conclude - ma ci aspettiamo che ora altri passi avanti vengano fatti”.
 
 

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