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Pitturazione per interni, guida alla scelta

Pitturazione per interni, guida alla scelta

Tipologie, errori da evitare e valutazioni preliminari da fare. Tutte le caratteristiche della pittura per interni nell'intervista ad Assovernici

Pitturazione per interni, esempio applicativo | visivasnc - 123RF.com
Pitturazione per interni, esempio applicativo | visivasnc - 123RF.com
di Rossella di Gregorio
16/05/2023 - Se, in passato, scegliere un prodotto per la pitturazione per interni era abbastanza semplice, in quanto la calce (nelle sue varie forme) rappresentava la risposta ad ogni esigenza, a partire dagli anni Sessanta l'affacciarsi dei nuovi leganti sintetici (emulsioni viniliche) sul mercato, prima in combinazione con altri leganti e poi con copolimeri di natura totalmente sintetica, ha rivoluzionato l'offerta, ampliando le caratteristiche delle finiture e diversificando la resa estetica.
 
Al punto che oggi il mercato propone possibilità variegate e specifiche per ogni tipo di situazione: dalle idropitture speciali a base di materiali particolari fino alle tempere e alle idropitture a base di calce, che rispondono a una nuova stagione di ricerca del naturale.
 
Le valutazioni da fare sono tante e a volte complesse. Per questo abbiamo coinvolto nuovamente Assovernici l’associazione nazionale dei principali produttori di prodotti vernicianti per edilizia ed industria - e il dott. Valentino Degani responsabile tecnico-normativo, intervistato nel focus: “Pitturazione per esterni, guida alla scelta”.
 

Tipologie di pitturazioni per interni

Quale è la composizione di una pittura per interni?

 
Come ogni prodotto verniciante, una pittura per interni è costituita da leganti, pigmenti, additivi, cariche e solventi (acqua o altri composti organici). Al variare delle quantità e della tipologia dei vari componenti, varia completamente il risultato finale.
 

Qual è il ruolo di ciascun componente presente nel composto?

 
Come ho già avuto modo di accennare, un ruolo di primo piano lo gioca sicuramente il legante. Non solo in termini di traspirabilità: infatti, a seconda della sua concentrazione in rapporto agli altri componenti solidi, si potranno abbinare diverse tipologie di pigmenti (organici e non) per sviluppare effetti superficiali e colorazioni diverse.
 
Ovviamente, cariche ed additivi fanno anch'essi la differenza. La morfologia e le dimensioni delle cariche, più o meno fini, forniscono una maggiore o minore struttura al film che è all'origine di prodotti più o meno riempitivi.
 
L'aggiunta poi di additivi particolari e specifici abbinati a leganti di un certo tipo, ci permetterà di formulare prodotti con caratteristiche ad hoc: dagli antimuffa agli antibatterici, dagli antimacchia e gli antifumo fino agli anticondensa e così via.
 

Tempere, traspiranti, lavabili e smalti: queste sono le macrocategorie dei prodotti in commercio. Quali sono le principali differenze?

 
La differenza è essenzialmente nel cosiddetto PVC (Pigment Volume Concentration), ossia la quantità, espressa in volume, con cui il legante viene impiegato nel prodotto rispetto ai pigmenti e alle cariche.
 
Un prodotto traspirante impiega poco legante e molte cariche e, per questo, è indicato per un impiego laddove la parete/ supporto abbia bisogno di traspirare, ma perde per contro in resistenza agli effetti dell’abrasione ad umido e nella possibilità di ottenere effetti superficiali diversi.
 
All'estremo opposto, un idro-smalto (da non confondere con uno smalto classico, in senso generale, che può essere ad acqua o a solvente) non traspira, ma è totalmente lavabile e torna sempre al suo aspetto originario, anche dal punto di vista della brillantezza. Può dare vita, inoltre, ad effetti estetici superficiali anche molto sofisticati, dall’opaco, al satinato fino al semi-lucido.


Gli aspetti da considerare e gli errori da evitare nella scelta

Abbiamo visto in generale quali sono le tipologie di pitturazioni per interni e la loro composizione, ma quali sono gli aspetti principali da considerare nella scelta?
 
Nella scelta di una pitturazione per interni, gli aspetti da considerare sono essenzialmente due:
1) analizzare con cura la natura e lo stato del supporto su cui si deve applicare il prodotto, le condizioni ambientali della struttura e/o l'uso che si farà di un determinato ambiente;
2) focalizzare fin dal principio il risultato estetico che si vuole ottenere.
 
Su tutto, poi, può incidere l'aspetto economico. Quanto cioè in termini pratici si è disposti a spendere per ottenere un determinato effetto di finitura che piace.
 
Quali errori, invece, occorre evitare nella scelta del prodotto?
 
L'errore che non si deve commettere è quello di ritenere che la buona riuscita di un intervento di pitturazione sia da imputare alla scelta del solo prodotto: anche il prodotto migliore e più costoso, infatti, se applicato male o su supporti non opportunamente preparati, darà un risultato scadente.
 
Molto importanti ai fini del risultato finale sono sia la fase di preparazione del supporto che quella di applicazione del prodotto stesso. Un accenno, infine, va fatto anche al rispetto delle tempistiche dei vari interventi: dalla preparazione dei supporti, all'applicazione di eventuali fondi e quindi delle finiture.
 
Qual è la migliore pittura da interni in funzione degli ambienti della casa?
 
Non si tratta solo di scegliere la pittura giusta per l'ambiente giusto, ma molto dipende anche dall'uso che di questo ambiente si vuole fare. In linea di massima, per trattare una sala, una camera da letto o uno studio si potrà optare per pitture pregiate, come super-lavabili, smacchiabili, ad effetto decorativo ecc.; per trattare un bagno, una cucina, una cantina o un box, meglio scegliere un prodotto ad elevata traspirabilità, anche se questo comporterà una minore possibilità di scelta ed utilizzo del colore o dell’estetica. Non potrò avere le superfici rivestite con effetti brillanti.
 
Quale pittura scegliere in presenza di umidità, muffe o macchie di fumo?
 
In presenza di condizioni di umidità, è bene premettere che, innanzitutto, va analizzata la causa per cui l'umidità si forma e, laddove possibile, va eliminata altrimenti periodicamente il problema si ripresenterà.
 
Per contrastare efficacemente la proliferazione di spore e microorganismi sulla parete è possibile optare per un prodotto che contenga nella sua formulazione additivi biocidi particolari o meglio ancora gli “attuali” sali d'argento.
 
In alternativa, un prodotto a base di calce, esente da preservanti, in quanto avendo un pH così alcalino (> di 12) è in grado di contrastare in modo naturale la formazione e la proliferazione di muffe e/o microorganismi.
 
Diversa invece è la questione delle macchie di fumo e/o di altre sostanze organiche presenti sulle pareti. In questo caso, esistono prodotti specifici formulati con polimeri cationici e contenenti additivi speciali in grado di bloccare le sostanze grasse e quindi evitare la possibilità per i preesistenti inquinanti di risalire in superficie.
 
Va ben considerato comunque che un conto è bloccare e mettere un argine a ciò che già c'era, altro caso è quello di prevenire la formazione di nuove macchie.
 

Pitturazione per interni, le valutazioni preliminari del supporto

La valutazione del supporto è un aspetto importante da considerare. Nel caso di supporto nuovo o già trattato, come cambia la scelta della finitura per interni?
 
Innanzitutto, è bene dire che una parete nuova, soprattutto se priva di imperfezioni, pone meno limiti alla scelta del prodotto. Se siamo in presenza di una superficie realizzata a stucco, poi carteggiata fino a ottenere una completa uniformità, sarà possibile applicare finiture con effetti superficiali diversi, anche sofisticati, e scegliere tra prodotti con granulometria molto fine e/o con aspetto satinato o lucido.
 
In presenza di lastre/pannelli in cartongesso, occorrerà, al contrario, porre particolare attenzione alla qualità con cui sono state eseguite le stuccature per unire i pannelli: in questo caso sarà più opportuno optare per un prodotto riempitivo ed opaco, piuttosto che su un prodotto satinato o semilucido.
 
Ancora diversa la finitura a gesso che, essendo un materiale molto assorbente, richiederà una tinteggiatura con prodotti di qualità e a granulometria fine, previo trattamento con fondi ed isolanti specifici.
 
Tutt'altro scenario è quello che riguarda un supporto già trattato. Questo può presentare tutta una serie di problemi che dipendono dalla storia delle pareti stesse, così come della qualità dell'opera di manutenzione e ricondizionamento effettuata sulle stesse nel tempo.
 
Siccome non sempre è possibile un'azione radicale di rimozione del prodotto preesistente, il prodotto verniciante da applicare andrà scelto con estrema cura, a seconda della situazione che ci si trova di fronte.
 
Per fare un esempio, in presenza di una parete che presenta strati di pittura di natura sconosciuta è bene evitare, almeno inizialmente, di prendere in considerazione idropitture ad alto contenuto di legante. Dopo avere fatto tutta una serie di valutazioni preliminari sulla pittura esistente, si potrà decidere come operare e cosa applicare.
 
Parliamo ancora di supporto; la dicitura "previa preparazione del supporto", che si trova nei Capitolati, crea spesso malintesi tra progettista ed artigiano e, di conseguenza, anche tra quest’ultimo ed il cliente. Cosa si intende esattamente per preparazione e cosa comprende?
 
A questa domanda risponderei semplicemente che questa fase comprende normalmente: un eventuale ricondizionamento del supporto, la preparazione della superficie vera e propria e con la stesura di eventuali primer e/o fissativi. La preparazione cambia e può variare al variare delle condizioni del supporto ed anche in funzione, soprattutto, di quanto viene riportato nella Scheda Tecnica del prodotto di finitura scelto.
 

Indicazioni per la posa di una pitturazione per interni

Soffermiamoci sulla posa del prodotto; cosa si intende per mano di fondo in tinta e mano di finitura?
 
Nel caso in cui il fondo sia particolarmente irregolare o presenti dei rappezzi, è utile ed opportuno ricorrere a quella che viene definita come “mano di fondo”, che può prevedere l'impiego di un prodotto intermedio semi-pigmentato; è il caso, ad esempio, di quando si vuole ottenere uniformità con una tinta particolarmente satura; oppure di un prodotto riempitivo, che serve a uniformare la superficie della parete. La mano di finitura poi è il prodotto scelto per la stesura finale.
 
Qual è la funzione del primer-fissativo nelle tinteggiature per interno? Va sempre applicato?
 
I primer e gli impregnanti o fissativi venendo assorbiti, penetrano nel supporto svolgendo la funzione di ponte di aderenza fra lo stesso ed il prodotto verniciante di finitura prescelto. Ad esempio, in presenza di un supporto “sfarinante”, questi prodotti inglobano le microparticelle, le compattano e stabilizzano la superficie.
 
Normalizzano ed uniformano inoltre l’assorbimento del supporto, rendendo la stesura della pittura più facile e soprattutto evitando fenomeni di macchiatura per differenziazione di brillantezza del film applicato.
 
In funzione del tipo e dello stato del supporto, delle condizioni ambientali e del tipo e/o sistema di verniciatura previsto, può quindi variare la scelta del prodotto di fondo da impiegare, anche se, attualmente, in un ambiente interno si opta in genere per un prodotto a base acqua.
 
Inestetismi, distacchi, presenze di zone disomogenee. Come si possono evitare?
 
È molto frequente l'atteggiamento delle persone inesperte di attribuire la responsabilità di tutte queste problematiche sia estetiche che funzionali alla cattiva qualità del prodotto acquistato.
 
Al contrario, quasi sempre le cause alla base di difetti e risultati non ottimali, non in linea con le aspettative, sono da imputare alla scarsa o nulla capacità di valutare le condizioni del supporto, al mancato rispetto dei tempi di intervento nelle varie fasi e, non ultimo, alla ricerca di un'eccessiva economicità sia per la mano d’opera che per il prodotto.
 
Questo modo di procedere non gioca sicuramente a favore della durabilità e del successo dell'intervento, anche se, nonostante tutto, negli anni la ricerca nell'industria è riuscita a mettere a punto e realizzare prodotti sempre più performanti.
 
La tutela di un atteggiamento onesto nei confronti della corretta valutazione delle varie situazioni risulta pertanto di fondamentale importanza e preserva chi, in questo settore, agisce con professionalità ed onestà per l’ottenimento della qualità del risultato finale.
 

Uso di pitture per interni a base di prodotti naturali

C'è un ritorno all'uso di finiture a base naturale come calce, grassello di calce, pozzolana?
 
C'è di sicuro una nuova attenzione e in un certo senso un ritorno all'uso di prodotti naturali, come le calci che, come si è accennato in precedenza, essendo alcaline, risultano autoprotette dal punto di vista della formazione e proliferazione di muffe e batteri, si legano bene a tutti i supporti cementizi nuovi o comunque già trattati con prodotti analoghi, sono salubri e, soprattutto, donano alla casa un senso di pulito e di fresco. Unico neo di queste pitture è la limitazione in termini di tonalità di colore, che in passato, nel passaggio dal naturale, al sintetico era stata superata.
 
Usando una calce si potranno ottenere oltre al bianco una serie di tinte, anche in tono pieno, che derivano dall'uso di ossidi come ad esempio di titanio, di ferro, di cromo trivalente o altri pigmenti inorganici di natura molto diversa, ma abbastanza costosi per ottenere nuances naturali. Ma non potrò spingermi oltre questo risultato, in quanto i pigmenti organici non sono utilizzabili con questi tipi di leganti.
 
 
Per ulteriori approfondimenti sul tema è possibile scaricare ​il Manuale Edilizia di Assovernici.
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