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Equo compenso, dopo l’entrata in vigore serve l’aggiornamento dei Parametri

Equo compenso, dopo l’entrata in vigore serve l’aggiornamento dei Parametri

La legge entra in vigore il 20 maggio e si applica alle prestazioni rese verso PA, banche, assicurazioni e grandi imprese

Vedi Aggiornamento del 24/06/2024
Equo compenso per i professionisti in vigore - Sergey Nivens123RF.com
Equo compenso per i professionisti in vigore - Sergey Nivens123RF.com
di Paola Mammarella
Vedi Aggiornamento del 24/06/2024
19/05/2023 - Equo compenso per i professionisti in vigore da domani, sabato 20 maggio. Diventano operative le regole stabilite con la Legge 49/2023, approvata dopo una serie di tentativi falliti.
 

In vigore l’equo compenso per i professionisti, ma serve l’aggiornamento dei Parametri

Le legge sull’equo compenso per i professionisti stabilisce che:
- i compensi devono essere determinati sulla base del Decreto Parametri (DM 17 giugno 2016);
- i parametri possono essere aggiornati ogni due anni su proposta dei Consigli nazionali degli Ordini o Collegi professionali.
 
L’aggiornamento dei parametri è abbastanza urgente. I parametri attualmente vigenti risultano infatti superati dal momento che il nuovo Codice Appalti ha ridotto i livelli di progettazione da 3 (progetto di fattibilità tecnico-economica, progetto definitivo e progetto esecutivo) a 2 (progetto di fattibilità tecnico-economica e progetto esecutivo).
 
Per l’aggiornamento dei parametri, quindi, c’è tempo fino al 1° luglio 2023, data a partire dalla quale le norme del nuovo Codice Appalti diventeranno efficaci.
 

 

Equo compenso professionisti in vigore, le regole dal 20 maggio

Le regole sull'equo compenso si applicano alle prestazioni rese nei confronti della Pubblica Amministrazione, delle imprese bancarie e assicurative e delle imprese con più di 50 lavoratori o più di 10 milioni di euro di ricavi.
 
A partire dal 20 maggio, sono nulle le pattuizioni che:
- prevedano un compenso manifestamente sproporzionato rispetto all’opera prestata o al servizio reso, cioè inferiore ai parametri o alle tariffe fissati con decreti ministeriali;
- vietino al professionista di pretendere ac­conti nel corso della prestazione;
- chiedano al professionista l’anticipazione di spese;
- attribuiscano al committente vantaggi sproporzionati rispetto alla quantità e alla qualità del servizio reso;
- diano al cliente la possibilità di modificare unilateralmente le condizioni contrattuali;
- diano al cliente la possibilità di rifiutare la stipulazione in forma scritta degli elementi essenziali del con­ tratto;
- diano al cliente la possibilità di richiedere prestazioni aggiuntive a titolo gratuito;
- impongano al professionista la rinuncia al rim­borso delle spese connesse alla prestazione;
- prevedano termini di pagamento superiori a 60 giorni dal ricevimento della fattura;
prevedano, in caso di nuovo accordo, sostitutivo del precedente, che la nuova disciplina sui compensi (se implicante compensi inferiori ai precedenti) si applichi agli incarichi pendenti o non ancora fatturati;
- riconoscano il compenso per l’assistenza e la consulenza in ma­teria contrattuale solo in caso di sot­toscrizione del contratto;
- obblighino il professionista a rimborsare al cliente che richieda l’utilizzo di software, banche dati, sistemi gestionali, formazione e servizi di assistenza tecnica il costo di tali servizi.
 
 

Equo compenso, in vigore le tutele per i professionisti

I professionisti possono impugnare davanti al Tribunale competente le convenzioni, i contratti, gli esiti delle gare, gli affidamenti, gli elenchi di fiduciari o qualsiasi accordo che preveda un compenso non equo, chiedendo l’annullamento degli accordi e la rideterminazione del compenso secondo i Parametri ministeriali.
 
I professionisti possono anche intraprendere un’azione di classe individualmente o attraverso il Consiglio nazionale del­l’Ordine o le associazioni maggiormente rappresentative.
 

In vigore le sanzioni per i professionisti che non pattuiscono un compenso equo

Ma l’equo compenso non è solo una fonte di tutele per i professionisti. L’obbligo di pattuire un compenso equo grava anche sui professionisti che, se accettano un compenso non proporzionato alla prestazione, possono essere sanzionati.
 
La legge riconosce a Ordini e Collegi professionali la possibilità di adottare disposizioni deontologiche per sanzionare:
i professionisti che non pattuiscono un equo compenso;
i professionisti che non avvisano i clienti che il compenso per la prestazione professionale deve essere equo.
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