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Opere pubbliche, i nuovi strumenti per accorciare i tempi

Opere pubbliche, i nuovi strumenti per accorciare i tempi

Nuovo Codice Appalti: dal 1° luglio 2023 dissenso costruttivo anche per procedimenti già avviati, revisione automatica dei prezzi, RUP con responsabilità di consegnare i lavori nei termini previsti

Vedi Aggiornamento del 02/08/2023
Opere pubbliche - Foto: Luiz Ribeiro Ribeiro123RF.com
Opere pubbliche - Foto: Luiz Ribeiro Ribeiro123RF.com
di Paola Mammarella
Vedi Aggiornamento del 02/08/2023
29/06/2023 - Accorciare i tempi che vanno dalla decisione di realizzare un’opera pubblica alla sua costruzione e ultimazione. È l’obiettivo di una serie di misure contenute nel nuovo Codice Appalti, che acquistano efficacia da sabato 1° luglio 2023.
 
Tra le novità introdotte dal nuovo Codice Appalti c’è il dissenso costruttivo, in base al quale le Amministrazioni non potranno limitarsi ad esprimere un parere negativo, ma dovranno fornire delle alternative progettuali, la qualificazione delle Stazioni Appaltanti, che potranno bandire solo gare commisurate alle proprie capacità, e la revisione automatica dei prezzi, che eviterà il blocco dei cantieri a causa di eventuali rincari.
 
Tutte queste novità tendono a soddisfare il principio del risultato, che si traduce nell’affidamento del contratto e nella sua esecuzione con la massima tempestività, nel migliore rapporto tra qualità e prezzo e nel rispetto dei principi di legalità, trasparenza e concorrenza.
 

Dissenso costruttivo per velocizzare le opere pubbliche

Una delle semplificazioni riguarda la fase di localizzazione e approvazione delle opere. Per decidere la realizzazione delle opere che non richiedono il parere del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, viene convocata una conferenza di servizi, che deve valutarne l’impatto sul territorio.
 
Nella conferenza di servizi entra in gioco il dissenso costruttivo. La conferenza di servizi deve concludersi entro 30 giorni e, per garantire il rispetto della scadenza, sono considerati acquisiti gli assensi delle Amministrazioni che non si sono espresse e delle Amministrazioni che hanno espresso un dissenso non motivato o riferito a questioni che non costituiscono oggetto della conferenza stessa.
 
Il dissenso non può infatti limitarsi a esprimere contrarietà alla realizzazione delle opere, ma deve indicare le prescrizioni e le misure mitigatrici che rendano compatibile l’opera e possibile l’assenso.
 
La volontà di velocizzare l’iter dei lavori pubblici non riguarda solo le nuove opere, ma anche quelle già avviate. Le norme sul dissenso costruttivo si applicano infatti anche ai procedimenti pendenti, per i quali la conferenza di servizi è stata avviata ma non è stata conclusa.
 

Qualificazione e responsabilità della Stazione Appaltante

Dopo aver deciso che un’opera deve essere realizzata, si passa alla fase successiva, cioè la gara per l’affidamento dei lavori e/o della progettazione.
 
L’idea è quella che le Stazioni Appaltanti bandiscano solo gare di importo e con caratteristiche commisurate alle proprie competenze.
 
Le Stazioni Appaltanti possono procedere direttamente all’affidamento:
- di servizi di importo inferiore o uguale alle soglie per l’affidamento diretto (140mila euro);
- di lavori di importo inferiore o uguale a 500mila euro.
 
Per importi superiori, è necessario possedere una specifica qualifica ed essere inseriti in un elenco tenuto dall’Autorità nazionale anticorruzione (Anac).
 
La qualificazione si articola in tre fasce di importo:
- qualificazione base per servizi e forniture fino a 750mila euro e lavori fino a 1 milione di euro;
- qualificazione intermedia per servizi e forniture fino a 5 milioni di euro e lavori fino alla soglia europea di 5,38 milioni di euro;
- qualificazione avanzata senza limiti di importo.
 
La qualificazione valuta la capacità di gestire le seguenti attività
- progettazione tecnico-amministrativa delle procedure;
- affidamento e controllo dell'intera procedura;
- verifica sull'esecuzione contrattuale, il collaudo e la messa in opera.
 
I requisiti per ottenere la qualificazione, disciplinati dall’allegato II.4 del nuovo Codice Appalti, sono - l’iscrizione all’Anagrafe unica delle stazioni appaltanti;
- la presenza nel proprio organigramma di un ufficio o struttura stabilmente dedicati alla progettazione e agli affidamenti di lavori;
- la disponibilità di piattaforme di approvvigionamento digitale.
 

Revisione automatica dei prezzi

Passando alla fase di affidamento ed esecuzione del contratto, il nuovo Codice Appalti prevede la revisione automatica dei prezzi per far fronte ai rincari ed evitare che le gare vadano deserte o che il cantiere non possa proseguire.
 
Nei documenti di gara iniziali delle procedure di affidamento è obbligatorio l’inserimento delle clausole di revisione prezzi.
 
Le clausole non alterano la natura del contratto, ma si attivano al verificarsi di particolari condizioni, che determinano una variazione del costo dell’opera superiore al 5% dell’importo complessivo, e coprono l’80% della variazione.
 

Responsabile unico del progetto (RUP)

Nel nuovo Codice Appalti compare la figura del Responsabile unico del progetto (RUP), che prende il posto del responsabile unico del procedimento.
 
Il RUP viene scelto tra i dipendenti della Stazione Appaltante con adeguata competenza ed esperienza, commisurata all’importo dell’appalto. Per i lavori e i servizi attinenti all'ingegneria e all'architettura il RUP deve essere un tecnico.
 
Il RUP nominato con il primo atto di avvio dell’opera pubblica ed è responsabile delle fasi di programmazione, progettazione, affidamento e per l’esecuzione di ciascuna procedura.
 
Per facilitare il compito del RUP, le Stazioni Appaltanti possono nominare un responsabile per ognuna delle fasi di programmazione, progettazione, affidamento ed esecuzione.
 
Il RUP deve assicurare il completamento dell’opera pubblica nei termini previsti svolgendo le attività indicate nell’allegato I.2 al nuovo Codice Appalti. L’Allegato sarà in seguito sostituito da un decreto ad-hoc del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
 
Il RUP può svolgere, nei limiti delle proprie competenze professionali, le funzioni di progettista o di direttore dei lavori. Questa coincidenza di ruoli è vietata nel caso di lavori complessi o di particolare rilevanza sotto il profilo architettonico, ambientale, storico-artistico, conservativo e tecnologico, nel caso di progetti integrali o di interventi di importo superiore alle soglie di rilevanza europea (5,83 milioni per i lavori).
 
Nella fase dell’affidamento, il RUP deve verificare la documentazione e la congruità delle offerte e, in caso di appalto da aggiudicare sulla base del minor prezzo, può procedere direttamente alla valutazione delle offerte economiche.
 
In fase di esecuzione, il RUP impartisce le istruzioni al direttore dei lavori, vigila sul rispetto degli oneri della sicurezza relativi alle prestazioni affidate in subappalto, accerta il rispetto dei contratti di avvalimento eventualmente stipulati dall’affidataria, autorizza le modifiche dei contratti di appalto in corso di esecuzione, approva i prezzi relativi a nuove lavorazioni originariamente non previste, attiva la definizione dell’accordo bonario in caso di necessità, rilascia il certificato di pagamento dopo il collaudo.
 
 
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