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Costruzioni, Cresme: ‘il settore deve guidare il processo di innovazione’

Costruzioni, Cresme: ‘il settore deve guidare il processo di innovazione’

Gli epocali cambiamenti in atto e la spinta verso la sostenibilità e la digitalizzazione nelle anticipazioni del XXXIV Rapporto Congiunturale

Vedi Aggiornamento del 20/06/2024
Costruzioni, Cresme: il settore deve guidare il processo di innovazione - Ph. thapana onphalai 123rf.com
Costruzioni, Cresme: il settore deve guidare il processo di innovazione - Ph. thapana onphalai 123rf.com
di Rossella Calabrese
Vedi Aggiornamento del 20/06/2024
07/06/2023 - Il mercato della riqualificazione edilizia è in frenata, come pure il mercato immobiliare; i cassetti fiscali sono pieni di crediti difficili da collocare; le opere pubbliche vivono una fase espansiva eccezionale; il cambiamento climatico impatta sugli scenari di mercato e rende urgente ripensare il modo di agire.
 
L’insieme dei trend che interessano il mercato delle costruzioni è stato analizzato dal Cresme e messo nero su bianco nel XXXIV Rapporto Congiunturale e Previsionale che verrà presentato il prossimo 27 giugno.
 
Il mercato delle costruzioni - anticipa il Cresme - ha avviato la sua fase di frenata degli interventi sul patrimonio esistente: dopo un primo trimestre 2023 ancora positivo, la riqualificazione mostra i primi chiari segnali di correzione, che sarà significativa ma contenuta nel 2023 e ben più forte nel 2024.
 
Anche il mercato immobiliare mostra segni di frenata: l’inflazione, i tassi di interesse e la politica monetaria frenano la domanda e, in particolare, quell’importante parte del mercato residenziale che necessita dei mutui bancari. Le dinamiche del mercato stanno determinando in molte parti del Paese una nuova questione abitativa che riguarda la mancanza di offerta di case di affitto.
 
Vi è inoltre una forte asimmetria tra i costi di costruzione, ancora in crescita, e i prezzi delle abitazioni usate, retaggio di un ciclo immobiliare su cui fare chiarezza - aggiunge il Cresme.
 
Si rilevano gli effetti del blocco della cessione dei crediti derivanti dai bonus edilizi: il nodo dei “cassetti fiscali” riempiti e da collocare rende una parte della eccezionale crescita dei fatturati del 2022 una crescita su carta con forti problemi di liquidità. Questa situazione - avverte il Cresme - rischia di provocare l’aumento dei fallimenti (in particolare nel 2024) e del contenzioso tra impresa e utente finale, ma corre come una scossa anche lungo tutta l’articolata filiera delle costruzioni.
 


Costruzioni, Cresme: il settore deve guidare l’innovazione

L’eccezionale fase espansiva delle opere pubbliche non solo prosegue ma è in accelerazione, anche se le risorse in gioco stanno mettendo a dura prova la capacità realizzativa del Paese. Si tratta - sottolinea l’abstract del Rapporto - di dimensioni “fuori scala” per la nostra storia, una vera e propria occasione di modernizzazione. La partita è complessa anche perché se si dovessero mostrare segnali importanti di incapacità si avrebbe un chiaro effetto negativo sulla fiducia e, soprattutto, sulla tenuta dei conti del Paese. La sfida da questo punto di vista è doppia.
 
Su queste situazioni contingenti incombono poi dinamiche globali: i due anni di siccità hanno lasciato il posto ad una eccezionale e prolungata stagione di piogge intense che hanno portato alla drammatica alluvione in Romagna, ma che già nell’autunno del 2022 avevano colpito le Marche. In un modo o nell’altro, siccità o alluvione - avverte il Cresme -, abbiamo la conferma di un cambiamento climatico che incide sulla nostra vita, chiama a ripensare il nostro modo di agire e impatta sugli scenari di mercato.
 
E qui entrano in scena i driver della sostenibilità e della digitalizzazione, che stanno chiamando il settore delle costruzioni a farsi carico di una nuova responsabilità: collocarsi alla testa del processo di innovazione. Anche il ridursi delle risorse globali renderà il cambiamento necessario.
 
Interoperabilità, trasparenza, filiere collaborative, trasferimento di tecnologie, riduzione del costo dell’errore si tradurranno - si legge nella sintesi - in un aumento di produttività; la capacità di misurare i propri modelli di offerta, i processi produttivi e i propri prodotti sul piano della sostenibilità ambientale e economico-sociale si trasformerà in uno standard di mercato sempre più ampio. Oggi, più di sempre, occorre pensare a cosa accadrà nei prossimi 2-3 anni ma, soprattutto, a cosa accadrà nei prossimi 10: abbiamo davanti un periodo di grandi trasformazioni.
 
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