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Rischio idrogeologico, che fine fanno i 2,49 miliardi di euro del PNRR

Rischio idrogeologico, che fine fanno i 2,49 miliardi di euro del PNRR

Gli 1,29 miliardi di euro assegnati ai ‘progetti in essere’ saranno dirottati sulla ricostruzione dell’Emilia-Romagna. Gli altri 1,2 miliardi di euro restano sui 1.725 progetti in corso

Vedi Aggiornamento del 30/11/2023
Rischio idrogeologico, la revisione dei progetti PNRR - Ph. wajan 123rf.com
Rischio idrogeologico, la revisione dei progetti PNRR - Ph. wajan 123rf.com
di Rossella Calabrese
31/07/2023 - Di lotta al dissesto idrogeologico si è parlato molto nelle ultime settimane, a seguito di alluvioni, frane ed eventi meteorologici eccezionali. Ma mettere in campo interventi concreti di riduzione del rischio sembra essere troppo complicato, nonostante le ingenti risorse disponibili da diversi anni e incrementate dal PNRR.
 
L’Investimento del PNRR M2C4 ‘Misure per la gestione del rischio di alluvione e per la riduzione del rischio idrogeologico’, di competenza del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, che ha una dotazione di 2,49 miliardi di euro è uno di quelli finiti nella riprogrammazione che il Ministro per gli Affari europei, il Sud, le politiche di coesione e il PNRR, Raffaele Fitto, proporrà alla UE.
 
Lo stralcio non riguarda però tutta la Misura ma una parte che corrisponde all’incirca alla metà delle risorse, cioè a 1,29 miliardi di euro, già impegnati su ‘progetti in essere di mitigazione del rischio idrogeologico’, ovvero già inclusi in programmi di finanziamento esistenti.
 
Si tratta - spiega il documento del Ministro Fitto - di interventi volti come minimo a: garantire la messa in sicurezza delle zone edificate e dei bacini idrografici esposti al rischio idrogeologico; prevedere azioni per il risanamento ambientale e la mitigazione degli effetti dei cambiamenti climatici; garantire un livello più elevato di controllo e di gestione del rischio di alluvione; dare priorità a soluzioni basate sulla natura nei contratti.
 
I soggetti attuatori dell’Investimento sono le regioni, in qualità di Commissari di governo per il contrasto del dissesto idrogeologico, e le province autonome.
 

Rischio idrogeologico, la revisione dei progetti PNRR

Ma perché si è deciso di definanziarli? Proprio perché sono ‘progetti in essere’, cioè interventi precedenti all’entrata in vigore del nuovo impianto normativo e pianificatorio introdotto dall’attuazione della Riforma M2C4 2.1 “Semplificazione e accelerazione delle procedure per l’attuazione degli interventi contro il dissesto idrogeologico” e dal Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici.
 

In tale quadro - si legge ancora nel documento - sono in corso approfondimenti istruttori finalizzati a destinare le risorse liberate da tale misura a favore di un nuovo investimento per sostenere la ricostruzione dei territori dell’Emilia-Romagna colpiti dai recenti eventi alluvionali.  
 
L’altra sub-Misura - quella da 1,2 miliardi di euro (di cui 400 milioni sono impegnati in ‘progetti in essere’ e 800 milioni di euro destinati a ‘nuovi progetti’) - dovrebbe poter procedere secondo i piani. 
 
L’intervento si concentra nelle aree colpite da eventi calamitosi in cui è stato dichiarato lo stato di emergenza e consiste in interventi di ripristino di strutture e infrastrutture pubbliche danneggiate, di riduzione del rischio residuo, anche al fine di incrementare la resilienza delle comunità locali, per un totale di 1.725 progetti. Per questa sub-Misura il Governo propone di modificare la descrizione della tipologia di intervento e propone la riduzione del target finale.
 

Ministro Fitto: ‘soddisfazione per le decisione UE’

“Accogliamo con grande soddisfazione le decisioni prese oggi (il 28 luglio) dalla Commissione europea ed esprimiamo anche grande apprezzamento per le parole della Presidente von der Leyen. La valutazione positiva della Commissione sulla terza richiesta di pagamento e la contemporanea proposta relativa alle modifiche di alcune misure della quarta rata, una volta approvata dagli Stati membri, consentiranno all’Italia di ricevere entro quest’anno il totale di 35 miliardi di euro previsti dal PNRR”. Lo ha dichiarato il Ministro Fitto dopo il via libera ufficiale della Commissione europea alla terza rata del Pnrr dell’Italia da 18,5 miliardi di euro e alle modifiche proposte da Roma agli obiettivi della quarta tranche.
 

Ministro Pichetto: ‘colto l’impegno del nostro Governo’

“L’accordo raggiunto sulla revisione del PNRR e sul nuovo capitolo Repower EU ha ricevuto il plauso della Commissione. Evidentemente anche a Bruxelles è stato colto l’impegno del nostro Governo per utilizzare al meglio tutte le risorse disponibili, evitando di creare condizioni che avrebbero reso impossibili gli investimenti entro giugno 2026”. Lo ha affermato il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto. “È stata questa la logica che ci ha indotto a rivedere gli impegni sull’idrogeno elettrolitico da rinnovabili e a riprogrammare i fondi per il dissesto idrogeologico che, riguardando progetti in essere, non avrebbero mai potuto ricadere nelle griglie della tempistica PNRR”, ha concluso Pichetto.
 
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