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Tramezzi per trasformare il garage in appartamento, serve l’autorizzazione sismica?

Tramezzi per trasformare il garage in appartamento, serve l’autorizzazione sismica?

La Cassazione chiarisce il caso di un intervento realizzato in zona a rischio sismico: no agli automatismi, bisogna valutare volta per volta l’impatto dei lavori

Vedi Aggiornamento del 30/05/2024
Autorizzazione sismica per costruzione tramezzi - Foto: bilanol123RF.com
Autorizzazione sismica per costruzione tramezzi - Foto: bilanol123RF.com
di Paola Mammarella
Vedi Aggiornamento del 30/05/2024
27/07/2023 - Per realizzare lavori in zona a rischio sismico è sempre necessaria l’autorizzazione sismica? La Cassazione, con la sentenza 28013/2023 risponde di no e, con una panoramica sui cambiamenti della normativa, spiega che bisogna valutare caso per caso l’impatto che i lavori sono in grado di produrre sulla pubblica incolumità.
 

Autorizzazione sismica, il caso dei tramezzi che trasformano il garage in appartamento

Il caso analizzato dai giudici inizia durante i lavori di costruzione di una villetta a due piani. Nel piano destinato ad ospitare il garage è stato invece creato un appartamento, con aumento della superficie e cambio di destinazione d’uso.
 
Da questa operazione sorge un contenzioso e i giudici del Tribunale ordinario, osservando che l’immobile si trova in zona a rischio sismico, concludono che sarebbe stato necessario presentare una denuncia al Genio Civile e avvisare le autorità comunali. Deducono quindi che sono stati violati gli articoli 94 e 65 del Testo unico dell’edilizia sulle autorizzazioni per l’inizio dei lavori e sulle denunce necessarie per i lavori in conglomerato cementizio.
 
I responsabili dell’intervento sottolineano invece che dispongono del nulla osta del Genio Civile per il progetto originario e che per le difformità realizzate nel seminterrato è stata chiesta e ottenuta la sanatoria edilizia.
 
I tramezzi hanno suddiviso gli spazi senza toccare la struttura in cemento. A loro avviso, si trattava quindi di un intervento che impatta esclusivamente sul profilo urbanistico e non sulle strutture.
 
I responsabili dell’intervento hanno inoltre fatto notare che i tramezzi sono stati realizzati con materiali diversi dal conglomerato cementizio e non rientrano nelle strutture portanti né le alterano. Per questo non sono soggetti all’obbligo di ulteriori denunce né a quello di ottenere altre autorizzazioni.
 
 

Autorizzazione sismica, non è sempre richiesta nelle zone a rischio sismico

I giudici della Cassazione hanno accolto il ricorso del responsabile che ha realizzato l’intervento.
 
Dai sopralluoghi è emerso che non sono state realizzate modifiche strutturali, che i tramezzi sono stati realizzati con materiali diversi dal conglomerato cementizio armato e non hanno interessato né le mura perimetrali né la sicurezza statica dell’edificio.
 
La Cassazione contesta ai giudici dei precedenti gradi di giudizio di aver operato un automatismo in base al quale se l’edificio si trova in zona a rischio sismico e viene realizzato un intervento diverso dalla manutenzione ordinaria, è sempre necessaria l’autorizzazione sismica.
 
La Cassazione sottolinea che le norme del Testo unico dell’edilizia, finalizzate a prevenire situazioni di pericolo nelle zone dichiarate sismiche, sono connesse alla costruzione di nuovi edifici ovvero alle riparazioni o alle sopraelevazioni realizzate su manufatti preesistenti.
 
Va in questo senso, osservano i giudici, l’articolo 93 del Testo Unico edilizia, che per questi interventi, indipendentemente dal titolo abilitativo richiesto dalle norme urbanistiche, prevede l’obbligo di presentare la comunicazione (corredata progetto e dall'asseverazione del progettista del rispetto delle norme tecniche, della coerenza dei profili strutturali con quelli architettonici e delle eventuali prescrizioni sismiche contenute negli strumenti di pianificazione urbanistica) e ottenere l’autorizzazione sismica.
 
I giudici, ripercorrendo il panorama normativo, aggiungono che il Decreto “Sblocca cantieri” (DL 32/2019, ha introdotto l’articolo 94-bis nel Testo unico dell’edilizia. L’articolo suddivide gli interventi in tre gruppi: quelli rilevanti per la pubblica incolumità, quelli di minore rilevanza e quelli privi di rilevanza.
 
L’autorizzazione sismica, spiega la Cassazione, è richiesta solo per gli interventi rilevanti.
 
Sulla base di queste spiegazioni, la Cassazione conclude che l’obbligo di denuncia e di acquisizione dell’autorizzazione sismica non sussiste, in modo automatico, per qualunque intervento realizzato in zona a rischio sismico, ma deve essere valutata l’entità dei lavori.
 
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