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Progettazione, Oice: crollo delle gare a luglio dopo il record di giugno

Progettazione, Oice: crollo delle gare a luglio dopo il record di giugno

Le modifiche normative hanno causato una riduzione del 73,5% in numero e dell’86% in valore

Vedi Aggiornamento del 19/01/2024
Gare progettazione - Foto: Aleksandr Elesin123RF.com
Gare progettazione - Foto: Aleksandr Elesin123RF.com
di Paola Mammarella
03/08/2023 - Le modifiche normative, introdotte col nuovo Codice Appalti, fanno crollare le gare di progettazione, quelle per servizi tecnici e gli appalti integrati dopo il boom registrato a giugno. Lo rileva l’Oice nel consueto monitoraggio mensile.
 

Il calo delle gare di progettazione, servizi tecnici e appalti integrati 

A luglio sono stati pubblicati 189 bandi per 292,6 milioni di euro (-77,5% in numero e -74,5% in valore su luglio 2022). Rispetto al mese di giugno, il numero cala del 67% e il valore del 74%. Il totale dei servizi tecnici immessi nel mercato pubblico a luglio, comprendendo i 292,6 milioni derivati dai bandi di architettura e ingegneria e i 43,8 milioni dei servizi tecnici compresi negli appalti integrati, è pari a 336,3 milioni di euro.
 
Dopo il crollo di luglio, vanno in campo negativo i primi sette mesi del 2023. Risultano pubblicati 2.339 bandi con un valore di 2,8 miliardi di euro (-25% in numero e -1% in valore sui primi sette mesi del 2022). Nei sette mesi il valore totale messo in gara per servizi tecnici, sommando i bandi di architettura e ingegneria e i servizi tecnici compresi nei bandi per appalti integrati, raggiunge i 3,7 miliardi.
 
Oice stima che l’entrata in vigore del nuovo Codice Appalti ha provocato il tracollo delle gare di sola progettazione. A luglio le gare sono state 73, con un valore di 39,9 milioni di euro. Di queste, 6 gare, per un valore di circa 630mila euro, sono state bandite ai sensi del nuovo Codice Appalti.
 

 
A giugno le gare di progettazione erano state 296, per un valore di 281,4 milioni. A luglio c’è stato quindi un calo del 73,5% in numero e dell’86% in valore. Rispetto a luglio 2022, il calo è stato dell’88% in numero e del 90% in valore.
 
Per la sola progettazione, i primi sette mesi del 2023 si chiudono con 1.349 bandi per 977,7 milioni. Il confronto con i primi sette mesi del 2022 mostra un calo del 29% in numero del 15% in valore.
 
Rallentano anche gli appalti integrati. Oice ha rilevato 209 bandi, per un valore complessivo dei lavori pari a 1,6 miliardi e un importo della progettazione stimato in 43,8 milioni. Rispetto a giugno, i lavori sono diminuiti del 21% in numero e del 74% in valore, mentre il valore dei servizi è sceso dell’82,5%.
 
Rispetto a luglio 2022, il numero è aumentato del 62%, ma il valore è sceso del73%. Il valore della progettazione è diminuito del 91%.  La gara principale di luglio (113,3 milioni) è stata pubblicata dall’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico meridionale (FG) per lavori di recupero e rifunzionalizzazione del bacino alti fondali nel porto Isola di Manfredonia.
 

Lupoi: calo delle gare prevedibile ma non in queste dimensioni

“L’entrata in vigore nel mese di luglio del nuovo codice degli appalti ha prodotto una pausa nel mercato - ha dichiarato il presidente di Oice Giorgio Lupoi - attesa ma forse non in queste dimensioni”.
 
“Certamente - spiega - ha pesato il blocco dei CIG per le stazioni appaltanti non qualificate, ma anche la corsa di giugno a fare uscire bandi in coincidenza delle scadenze della programmazione di ogni stazioni appaltante ha fatto sì che si svuotassero i cassetti prima della piena efficacia del nuovo codice”.
 
“Sarà molto indicativo - continua - vedere questo mese e settembre come andranno: capiremo fra un mese se esiste davvero qualche difficoltà applicativa, soprattutto nelle gare di progettazione pura, o se si è in presenza di un normale momento di transizione. Certamente il cambio di approccio del nuovo codice non più centrato sul progetto, ma sul risultato, così come l’assenza di linee guida ANAC per i servizi tecnici, non riprodotte nel codice, possono avere inciso sul pessimo andamento del mese di luglio”.
 
“Era fisiologico - conclude -  lo temevamo e lo avevamo anche segnalato. Adesso occorre, anche con un rapido adeguamento del bando-tipo 3, mettere in condizione le stazioni appaltanti di non frenare la domanda pubblica. Le scadenze del Pnrr sono sempre lì”.
 
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