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Condono edilizio con silenzio assenso, quando è possibile

Condono edilizio con silenzio assenso, quando è possibile

Il Tar Lazio spiega a quali condizioni si può ottenere il titolo abilitativo in sanatoria per il decorso dei termini di legge

Vedi Aggiornamento del 25/09/2023
Condono edilizio con silenzio assenso - Foto: brizmaker123RF.com
Condono edilizio con silenzio assenso - Foto: brizmaker123RF.com
di Paola Mammarella
Vedi Aggiornamento del 25/09/2023
30/08/2023 - Si può ottenere il condono edilizio con silenzio assenso? La risposta non è univoca, come spiegato dal Tar Lazio con la sentenza 13247/2003.
 

Condono con silenzio assenso, il caso

Il caso riguarda una domanda di un permesso di costruire in sanatoria, proposto da una società che nel 1980 ha costruito un villino a schiera, realizzando anche opere non previste nel progetto originario.
 
La società ha fatto domanda di condono ai sensi della legge 47/1985 (Legge Nicolazzi). Il procedimento è durato diversi anni e nel 2004 il Comune ha espresso parere positivo. Nel 2007, però, è stato effettuato un nuovo sopralluogo, dal quale è emersa una discordanza tra le opere oggetto di domanda di condono e quelle effettivamente presenti sui luoghi.
 
Il sopralluogo ha rilevato ulteriori abusi, come il cambio di destinazione d’uso della cantina da superficie non residenziale a residenziale, dimensioni diverse delle finestre, la realizzazione di una scala a chiocciola per il collegamento con il piano sottotetto.
 
 
Il Comune ha quindi comunicato all’interessato che il condono sarebbe stato concesso a condizione che fossero rimossi gli ulteriori abusi realizzati. Per questi ultimi, il Comune non aveva intenzione di concedere alcuna sanatoria.
 
Il responsabile degli interventi ha presentato ricorso sottolineando che bisognava considerare il procedimento positivamente concluso per il decorso del termine previsto dalla normativa sul silenzio assenso. 
 

Come funziona il silenzio assenso per il condono

Il Tar Lazio, con la sentenza 13247/2023, ha respinto il ricorso. Secondo i giudici, sull’istanza di sanatoria non si è perfezionato il silenzio assenso.
 
Il Tar ha spiegato che, come già ribadito da altre pronunce della giurisprudenza, il silenzio assenso è uno strumento di semplificazione amministrativa e non di liberalizzazione.
 
Non si può ottenere il titolo abilitativo solo per il decorso dei termini previsti, ma sono richieste tutte le condizioni e i presupposti previsti dalla legge.
 
Se, quindi, l’istanza di condono non presenta i requisiti essenziali per l’accoglimento, non si può formare il silenzio assenso.
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