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Rifiuti da costruzione e demolizione, l’80,1% viene riciclato

Rifiuti da costruzione e demolizione, l’80,1% viene riciclato

Nuovo Rapporto Ispra: la produzione di rifiuti speciali è aumentata del 12,2% dopo la pandemia

Vedi Aggiornamento del 15/01/2024
Rifiuti da costruzione e demolizione, l’80,1% viene riciclato - Ph. Martin Haas 123rf.com
Rifiuti da costruzione e demolizione, l’80,1% viene riciclato - Ph. Martin Haas 123rf.com
di Rossella Calabrese
09/08/2023 - Dopo il fermo delle attività economiche dovuto alla crisi pandemica, nel 2021 si registra una crescita significava nella produzione dei rifiuti speciali, che raggiunge 165 milioni di tonnellate. L’aumento del 12,2% corrisponde a circa 18 milioni di tonnellate. La ripresa nei settori industriale, artigianale e dei servizi segna un aumento dei rifiuti genera dalle attività produttive.
 
Quasi la metà (47,7%) proviene dalle attività di costruzione e demolizione (78,7 milioni di tonnellate), settore che si conferma come il principale nella produzione totale di rifiuti speciali.
 
Per questa tipologia di rifiuti risulta significativa la percentuale di riciclo (80,1%) superando ampiamente l’obiettivo del 70% fissato dalla normativa al 2020. Poiché il recupero riguarda prevalentemente la produzione di rilevati e sottofondi stradali, secondo il Rapporto bisogna nobilitare gli utilizzi con una riconversione in nuovi prodotti.   
 
I dati arrivano dal Rapporto Rifiuti Speciali Edizione 2023 dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), pubblicato a luglio.
 

In generale la gestione dei rifiuti speciali è attuata da oltre 10 mila impianti presenti in Italia (5.928 sono situati al Nord, 1.899 al Centro e 2.936 al Sud). Si recupera materia dal 72,1% degli speciali e solo il 5,7% del totale gestito prevede lo smaltimento in discarica (10,2 milioni di tonnellate). Le regioni che producono più rifiuti speciali sono Lombardia (37,4 milioni di tonnellate), Veneto (18 milioni) ed Emilia Romagna (14,6 milioni). Al Centro la maggiore produzione è nel Lazio (10,2) e al Sud in Puglia (11,4).
 
Il rapporto fornisce anche i dati sui flussi di rifiuti che, per quantità o complessità, presentano le maggiori criticità gestionali: rifiuti contenenti amianto (-12,2% rispetto al 2020), veicoli fuori uso (ancora lontani dall’obiettivo del recupero totale), pneumatici fuori uso (da rafforzare la raccolta), fanghi di depurazione delle acque reflue urbane (implementare tecnologie di recupero anche di tipo energetico), rifiuti sanitari (normava privilegia ancora molto lo smaltimento).
 
Giunto alla ventiduesima edizione, il Rapporto Rifiuti Speciali, fornisce un quadro di informazioni oggettivo, puntuale e sempre aggiornato sulla produzione e gestione dei rifiuti speciali non pericolosi e pericolosi. Il Rapporto, predisposto dal Centro Nazionale dei rifiuti e dell’economia circolare in collaborazione con le Agenzie regionali e provinciali per la protezione dell’ambiente, esamina oltre 60 indicatori elabora a livello nazionale, di macroarea geografica e regionale, nonché per attività economica e per tipologia di rifiuto.  
 
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