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Come e quando posare un parquet su pavimento esistente

Come e quando posare un parquet su pavimento esistente

Un valido modo per trasformare l'aspetto di un ambiente, ma che necessita di accorgimenti, verifiche e passaggi essenziali per un risultato finale ottimale

Operaio posa il parquet su un pavimento esistente | paolo de gasperis - 123RF.com
Operaio posa il parquet su un pavimento esistente | paolo de gasperis - 123RF.com
di Rossella di Gregorio
01/09/2023 - Il parquet è un pavimento che può trasformare l'aspetto di qualsiasi spazio abitativo. Uno degli interrogativi comuni che i progettisti si trovano ad affrontare è se sia possibile la posa del parquet su un pavimento esistente, evitando quindi di rimuoverlo completamente.
 
La risposta è nella maggior parte dei casi positiva. Vedremo in questo articolo cosa è necessario sapere quando si tratta di posare il parquet su un pavimento esistente, facendo riferimento al caso in cui la pavimentazione esistente viene lasciata integra.
 
Nel caso in cui la maggior parte del pavimento sia percorsa da tracce per il passaggio dei nuovi impianti, si consiglia la lettura di questo focus.
 

Tipologie di pavimento su cui è possibile sovrapporre il parquet

Il parquet può essere in generale sovrapposto a qualsiasi tipologia di pavimento, purché si tratti di ceramica, gres porcellanato, cotto, marmo o legno. Non è invece fattibile installare il parquet su moquette, PVC e linoleum, i cosiddetti materiali resilienti, che devono essere necessariamente rimossi.
 

Come può essere posato un parquet su un pavimento esistente

Un parquet può essere posato incollato o flottante, e questo vale anche per la sovrapposizione. La scelta della tipologia di posa è importante già dalle prime fasi, poiché determina lo spessore del parquet, il formato e lo schema di posa.
 
Sulle specifiche caratteristiche delle tipologie di posa si rimanda al focus: “Parquet, posa incollata o flottante”. Seppur in maniera differente, entrambe garantiscono stabilità, durata, acustica ed elasticità; la posa flottante pone però dei limiti sulla scelta dello schema di posa e non è idonea in locali con presenza di umidità come bagni e cucine.
 
Differenza sostanziale tra le due tipologie di posa è lo spessore del parquet da impiegare che in un intervento di pavimento in sovrapposizione può essere cruciale. Le norme UNI indicano un valore minimo di 14 mm per lo spessore di un pavimento in legno stratificato con posa flottante, a cui si deve aggiungere quello della barriera a vapore e del tappetino di isolamento acustico, necessari nel parquet flottante.
 
È evidente che maggiore sarà lo spessore del pavimento in sovrapposizione maggiori saranno le interferenze con i serramenti interni ed esterni come porte, finestre e porte blindate, così come le transizioni tra il nuovo parquet e gli altri pavimenti adiacenti, se si decide di non cambiarli o di usare un altro materiale come la ceramica.

Con la posa incollata, la scelta dei formati, e quindi dello schema di posa, rimane più libera e per alcuni di essi gli spessori sono più contenuti; alcune aziende propongono perfini listoni e maxiplance da 10-12 mm garantendo le caratteristiche prestazionali e il rispetto della dimensione minima dello strato nobile previste dalla normativa.
 

Le condizioni del pavimento esistente

Se si opta per la posa incollata del parquet su un pavimento esistente è fondamentale valutare attentamente le condizioni di quest’ultimo.
 
Bisogna verificare:
 

La compattezza

  • Una pavimentazione è compatta quando è solida, non presenta aree fragili, fessurazioni o cedimenti. In mancanza di queste caratteristiche sarà necessario ripristinare la compattezza della superficie prima di procedere alla sovrapposizione. La compattezza varia anche a seconda del materiale, sarà ben diversa tra un pavimento in marmo, compatto per natura, e uno in ceramica monocottura o bicottura. Pertanto, bisognerà valutare la necessità di eseguire ripristini localizzati con opportuni rasanti riempitivi o intervenire su tutta la superficie con malte autolivellanti.
 

La planarità

  • La planarità del pavimento è una prassi fondamentale nel processo di applicazione del parquet, dovranno essere utilizzati appositi livellanti per coprire pendenze o dislivelli troppo accentuati, al fine di rendere la superficie completamente planare prima di procedere.
 

La pulizia

  • Prima di procedere con l'incollaggio della nuova superficie sulla vecchia, è importante verificare che il supporto sia pulito e privo di sostanze cerose. Questi elementi potrebbero compromettere l'aderenza ottimale tra i due materiali.
 
Nel caso si opti invece per la posa flottante, i controlli sulla compattezza possono essere meno ferrei, poiché il parquet flottante non sarà vincolato strutturalmente alla superficie di posa e quindi tollera meglio le criticità precedentemente esposte; per quanto riguarda la planarità è invece opportuno verificarla per non rischiare di avere un parquet scricchiolante al calpestio.
 

L’assenza di umidità

In ultimo, sia per la posa incollata che per la flottante è importante verificare la presenza di umidità che danneggerebbe il pavimento in legno. Vanno in pratica eseguite le stesse verifiche che si farebbero se si posasse il parquet direttamente sul massetto, quindi:
 
- verificare la presenza della barriera al vapore;
- escludere ogni possibilità di infiltrazione di acqua o di creazione di condensa interstiziale o superficiale);
- controllare l’umidità del massetto sotto il rivestimento preesistente.
 

Tipologie di parquet adatte alla sovrapposizione

Per i formati di parquet non c'è una nomenclatura codificata, ma quelli che seguono sono i termini maggiormente utilizzati:
 
  • listello, detto anche lamparquet o tavoletta, con spessore 9÷11 mm e lunghezza 19÷35 cm, è posato incollato;
  • listoncino con spessore 9÷14 mm e lunghezza 35÷60 cm, è posato incollato;
  • listone con spessore 14÷22 mm e lunghezza 60 ÷ 130 cm è posato incollato o flottante;
  • maxi-listone, ovvero plance o doghe, con spessore fino a 24 mm e lunghezza fino a 200 cm, è posato incollato o flottante;
  • maxi-plancia con spessore di 15 mm e lunghezze che arrivano anche a 240 cm, è posato incollato o flottante.
 

Suggerimenti per la preparazione del supporto nella posa incollata

Quando si sceglie di sovrapporre un parquet incollandolo al pavimento esistente, per ottimizzare l’incollaggio oltre alla pulizia del supporto di cui si è parlato precedentemente, si potrebbe fare ricorso all’uso di un promotore di aderenza.
 
In alcune situazioni, potrebbe essere richiesta un'ulteriore fase prima dell'applicazione del promotore: la levigatura meccanica della superficie tramite una macchina dotata di punte diamantate. Questo processo meccanico è finalizzato a rompere lo smalto e aumentare la capacità di adesione.
 

Problemi riscontrabili nella sovrapposizione di un parquet

Le problematiche che si riportano in realtà sono riscontrabili ogni qual volta si procede con la posa di un nuovo pavimento sul vecchio, qualsiasi materiale esso sia:
  1. Porte interne, porte finestre e porta blindata: l'aggiunta dello spessore del nuovo parquet può causare problemi di apertura o chiusura degli infissi. Va verificata la possibilità di regolare le porte e le finestre “alzandole” semplicemente agendo sulle cerniere, altrimenti sarà necessaria la rifilatura.
  2. Telaio e mostrine: il nuovo pavimento dovrà essere tagliato laboriosamente per adattarsi alla cornice preesistente, oppure si può accorciare l’intelaiatura della porta con appositi strumenti di una misura uguale allo spessore del rivestimento.
  3. Interferenze tra pavimenti diversi: può succedere di non posare il parquet su tutta la superficie della casa; questa scelta riguarda soprattutto ambienti con presenza di umidità come i bagni, la cucina e la lavanderia. In questi casi le opzioni sono o quella di lasciare il pavimento preesistente o di sovrapporre un pavimento nuovo. La differenza di altezza potrebbe richiedere l'installazione di profili di transizione per garantire una superficie uniforme e sicura.
 

La necessità di affidarsi a tecnici qualificati

La posa del parquet su un pavimento esistente può sembrare un'opzione più semplice rispetto alla rimozione completa del vecchio pavimento; tuttavia, è importante sottolineare che questa operazione richiede competenze specifiche. Il progettista con l’ausilio di un parchettista esperto potrà valutare tutte le condizioni del pavimento esistente e proporre le soluzioni più appropriate.

 
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