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Dissesto idrogeologico, Ance-Cresme: negli ultimi 13 anni spesa triplicata

Dissesto idrogeologico, Ance-Cresme: negli ultimi 13 anni spesa triplicata

Per la prevenzione, i costruttori chiedono una governance efficace, un sistema informativo unico e la velocizzazione del passaggio dalle risorse ai cantieri

Vedi Aggiornamento del 07/12/2023
Dissesto idrogeologico, negli ultimi 13 anni spesa triplicata - Foto: twitter.com/ancenazionale
Dissesto idrogeologico, negli ultimi 13 anni spesa triplicata - Foto: twitter.com/ancenazionale
di Rossella Calabrese
30/11/2023 - Negli ultimi 13 anni la spesa per riparare i danni da alluvioni è triplicata rispetto al passato. Dal 1944 a luglio 2023 si stimano in 358 miliardi di euro, a valori 2023, i danni prodotti da terremoti e dissesto idrogeologico.
 
Ma tra 1944 e 2009 si sono spesi mediamente 4,2 miliardi di euro all’anno mentre dal 2010 sino ad oggi la spesa è salita a 6 miliardi di euro. La spesa per riparare i danni degli eventi sismici è rimasta sui livelli storici (circa 3 miliardi l’anno), mentre è triplicata quella del dissesto idrogeologico passata da una media di 1 miliardo all’anno a 3,3 miliardi di euro.
 
I dati arrivano dal secondo Rapporto Ance-Cresme sullo stato di rischio idrogeologico del territorio italiano, realizzato 10 anni dopo la prima edizione e presentato ieri presso la sede dell’Ance.
 

Rischio alluvioni: oltre il 15% del territorio con pericolosità medio alta

Le aree a pericolosità idraulica elevata sono il 5,4% del territorio nazionale, le aree a pericolosità media sono il 10%, mentre quelle a pericolosità bassa, allagabili in caso di eventi rari o estremi, raggiungono il 14% del territorio nazionale.
 
L’Emilia-Romagna è la regione più esposta al rischio di allagamento, con oltre il 56% della superficie a pericolosità medio alta. Anche altre regioni hanno livelli considerevoli di pericolosità: Lombardia (18%), Calabria (17%), Veneto (13%) e Toscana (12%). Su scala provinciale Ferrara è la provincia italiana con la percentuale maggiore di superficie esposta a elevato rischio di alluvione con ben ¼ del territorio esposto al rischio elevato. Seguono Crotone (23,6%), Venezia (23,3%), Ravenna (22,2%) e Gorizia (22%).
 
In Italia 2,4 milioni persone, 632mila edifici e 226mila imprese sono esposte a un elevato rischio alluvioni. Se si considerano anche i territori a pericolosità media, si arriva a oltre 8 milioni di persone esposte.
 
Venezia è la provincia italiana con più persone residenti a rischio elevato (153.432), seguita da Padova (128.900), Bologna (92.300), Ferrara (91.000), Genova (87.300), Rimini (85.800). A sud invece si segnalano le province di Cosenza (77.300) e Reggio Calabria (77.000). Tra le grandi città emerge Roma con quasi 42.000 abitanti esposti a rischio elevato di alluvione.
 

Eppure, negli ultimi 20 anni l’Italia è stata la maggior beneficiaria del Fondo di solidarietà dell’UE per l’emergenza idrogeologica, con oltre 3 miliardi di euro ricevuti, pari a circa il 37% dell’importo totale erogato a 28 Paesi europei (8,2 miliardi di euro).
 
E negli ultimi 5 anni la spesa dei comuni per la sistemazione del suolo e per le infrastrutture idrauliche è più che raddoppiata. 
 

Dissesto idrogeologico, dal PNRR poche risorse per la prevenzione

Prima della revisione, il PNRR destinava 2,5 miliardi di euro al contrasto del dissesto idrogeologico. Dopo la revisione fatta dal Governo Meloni, le risorse per il dissesto sono scese a 1,53 miliardi di euro. Di questi 1,2 miliardi destinati alle recenti alluvioni in Emilia-Romagna, Toscana e Marche.
 
Secondo Ance e Cresme, è necessario:
- intervenire sulla governance riportando ad un unico soggetto a livello centrale il coordinamento delle varie istituzioni coinvolte;
- velocizzare al massimo il passaggio dalle risorse ai cantieri;
- prevedere un sistema informativo unico attraverso il quale gli enti coinvolti possano avere informazioni precise sulle scadenze e sulle modalità di accesso ai finanziamenti.
 
Nel corso della presentazione del rapporto, il Ministro per la Protezione Civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci, ha annunciato che nella prossima seduta, il Consiglio dei ministri esaminerà un disegno di legge per la ricostruzione.
 
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