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Lavori privati con finanziamenti pubblici, quando si applica il Codice Appalti

Lavori privati con finanziamenti pubblici, quando si applica il Codice Appalti

Anac spiega che se il contributo pubblico supera il 50% dei costi, il privato deve applicare le regole sui contratti pubblici

Vedi Aggiornamento del 06/02/2024
Lavori privati con finanziamenti pubblici - Foto: imonen 123RF.com
Lavori privati con finanziamenti pubblici - Foto: imonen 123RF.com
di Paola Mammarella
23/11/2023 - I lavori privati con finanziamenti pubblici devono seguire le regole del Codice Appalti?
 
Il vecchio Codice Appalti conteneva una disposizione a specifica a riguardo, che manca invece nel nuovo. Sull’argomento è quindi intervenuta l’Autorità nazionale Anticorruzione (Anac), che con l'atto di segnalazione del 18 ottobre 2023 ha fornito la sua interpretazione e segnalato la necessità di fare chiarezza.
 

Lavori privati con finanziamenti pubblici, il caso

Il caso analizzato dall’Anac riguarda i lavori di restauro di un complesso ecclesiale di interesse culturale, storico e artistico.
 
Metà del costo sarà coperto da un finanziamento pubblico, erogato da un Assessorato. La restante parte dei costi sarà invece sostenuta dal privato.
 
L’Assessorato si è quindi rivolto all’Anac per sapere se nei lavori privati con finanziamenti pubblici si debba applicare il Codice Appalti.


Lavori privati con finanziamenti pubblici, cosa prevede il Codice Appalti

Come sottolineato dall’Anac, il vecchio Codice del 2016 prevedeva espressamente che nei lavori privati di importo superiore a 1 milione di euro, sovvenzionati con finanziamenti pubblici in misura superiore al 50%, si dovessero applicare le regole sui contratti pubblici in presenza di:
 
- lavori di genio civile;
- lavori di edilizia relativi a ospedali, impianti sportivi, ricreativi e per il tempo libero, edifici scolastici e universitari e edifici destinati a funzioni pubbliche.
 
 
La disposizione contenuta nel Codice Appalti del 2016 riproponeva la ratio della Direttiva Europea 4014/24/UE, rendendola più severa. La Direttiva stabilisce infatti l’obbligo di applicare il Codice Appalti nei lavori privati di importo superiore alle soglie europee che siano sovvenzionati con finanziamenti pubblici in misura superiore al 50%. Se, secondo le norme comunitarie, l'obbligo di applicare le norme sui contratti pubblici scatta per importi superiori a 5,5 milioni di euro, il Codice Appalti italiano del 2016 ha abbassato questa soglia a 1 milione di euro.
 
Il dubbio dell’Assessorato nasce dal fatto che il nuovo Codice Appalti (D.lgs. 36/2023) non contiene una norma specifica sull’argomento.
 
Tuttavia, sottolinea l’Anac, il nuovo Codice non riporta neanche la volontà di non attenersi a questa regola. Ad ogni modo, aggiunge Anac, il legisltore italiano non può ignorare una disposizione presente in una direttiva comunitaria.
 

Lavori privati con finanziamenti pubblici, si applica il Codice Appalti

L’Anac ha quindi concluso che, anche alla luce del nuovo Codice Appalti, il privato che realizza un intervento di importo superiore a 1 milione di euro, ricevendo finanziamenti pubblici che coprono più del 50% del costo, deve applicare le norme sui contratti pubblici.
 
Anac ha chiesto anche l’introduzione di un sistema di qualificazione ad hoc per i soggetti privati tenuti all’applicazione del Codice, in grado di certificare le specifiche competenze e il know how posseduto con criteri snelli.
 
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