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Deumidificazione dell’aria, guida alla tecnologia

Deumidificazione dell’aria, guida alla tecnologia

L’eccesso di umidità rende l’ambiente poco vivibile sia in inverno che in estate; l’uso del deumidificatore permette di ripristinare un clima bilanciato nello spazio abitativo

Esempio di eccesso umidità da contrastare con un deumidificatore - Foto: baon 123rf.com
Esempio di eccesso umidità da contrastare con un deumidificatore - Foto: baon 123rf.com
di Rossella di Gregorio
29/02/2024 - Si ricorre al deumidificatore quando sorge la necessità di abbassare il tasso di umidità presente nell’aria e rendere, di conseguenza, l’ambiente più fresco, salubre e gradevole.
 

Cosa determina l’eccesso di umidità?

Sono molti i fattori che possono portare a un eccesso di umidità negli edifici: alcuni sono legati a condizioni meteorologiche, come periodi piovosi prolungati o temperature esterne molto alte, altri sono legati agli usi abitativi, come la formazione di vapore acqueo in bagno durante la doccia oppure in cucina durante la cottura dei cibi, così come la biancheria stesa in casa.
 
Per assicurare un clima bilanciato nello spazio abitativo, i valori di umidità devono attestarsi su percentuali ben definite, altrimenti potrebbero innescare altri processi come la formazione di condensa e muffa.
 
Un deumidificatore è la tecnologia ideale per ripristinare un equilibro climatico. Tratteremo in questo Focus il caso dei deumidificatori a condensazione.
 

Come funziona un deumidificatore?

Un deumidificatore a condensazione, al pari dei condizionatori, impiega un’unità di raffreddamento per abbassare il contenuto d’acqua dell’aria, ma senza raffreddarla, come invece fa il condizionatore.
 
L’aria carica di umidità è aspirata da un ventilatore e spinta su di una serpentina raffreddata (l’evaporatore) da un liquido; qui avviene lo scambio termico. Sulla serpentina l’aria raggiunge il punto di rugiada, condensa e l’acqua che via via si forma è scaricata in un serbatoio. L’aria passa infine in una seconda serpentina (il condensatore) dove recupera la temperatura originale (il calore latente recuperato durante il processo di deumidificazione) e fuoriesce dall’apparecchio alle condizioni ottimali.
 
Dunque, in sintesi, un deumidificatore filtra e secca l’aria in maniera continua fino al raggiungimento delle condizioni di umidità desiderate, rendendola più respirabile.
 

Quali sono le tipologie di deumidificatore?

Esistono:
 
- integrati con l'impianto di condizionamento (CDZ);
- integrati con la Ventilazione Meccanica Centralizzata (VMC);
- integrati con i sistemi di raffrescamento. 
 

Quali vantaggi offre un deumidificatore?

L’utilizzo del deumidificatore reca vantaggi sia in inverno che in estate. In generale, eliminare l’eccesso di umidità nell’aria rende l’ambiente più vivibile, salubre e gradevole.
 
Ma, in particolare in inverno, il deumidificatore elimina il freddo umido nelle stanze in cui solitamente si accumula il vapore acqueo.
 
In estate, invece, il deumidificatore toglie la sensazione di afa. La riduzione dell’umidità nell’aria dona una sensazione di benessere sia respiratorio, che epidermico.
 
Dal punto di vista respiratorio, l’aria sembra più leggera ed entra meglio nei polmoni. Riducendo la quantità di acqua nell’aria, aumenta la percentuale di ossigeno e il respiro risulta subito più libero. Allo stesso modo la pelle, che ha la necessità continua di liberare tossine e scorie, avrà una sudorazione molto più naturale.
 
Un deumidificatore limita anche l'uso dei condizionatori, con conseguente risparmio di energia.
 

Come scegliere un deumidificatore?

In commercio si trova una gran varietà di tipologie e di modelli; tuttavia, ci sono dei parametri che sarebbe utile considerare in fase di acquisto:
 
  • la capacità. Indica la quantità di acqua che il deumidificatore è in grado di aspirare dall'aria; il valore è espresso in litri ogni ventiquattro ore. La capacità va valutata tenendo conto sia della superficie della stanza in cui l’elettrodomestico dovrà operare sia dei livelli di umidità presenti.
  • l’igrometro interno. È lo strumento che rileva la percentuale di umidità dell’ambiente e aiuta a impostarla correttamente per massimizzarne l’efficacia.
  • la funzione di regolazione dell’umidità. Permette di controllare la percentuale di umidità della stanza. Impostando il livello ideale preferito, l’apparecchio si spegne in automatico al raggiungimento del tasso di umidità desiderato.
  • la funzione defrost. Lo scongelamento automatico scioglie l’eventuale ghiaccio formatosi sulle serpentine.
 

Che differenza c’è tra deumidificazione, condizionamento e purificazione dell’aria?

Deumidificatore, condizionatore e purificatore sono apparecchi ben distinti tra loro, che spesso vengono confusi.
 
Il deumidificatore, come abbiamo visto, assorbe l’umidità eccessiva presente nell’aria. Esso non muta la temperatura dell’ambiente.
 
Il condizionatore raffredda l’aria di un ambiente, non agisce sulle condizioni igrometriche perché non muta il tasso di umidità dell’ambiente.
 
Il purificatore filtra l’aria dalle particelle e dalle microparticelle nocive per l’apparato respiratorio, come polvere, smog, pollini, acari, batteri, ecc. Un purificatore non agisce né sull’umidità e né sulla temperatura.
 
Spesso, nasce la necessità di dover intervenire contemporaneamente su tutti i fattori termo-igrometrici e di qualità dell’aria. In questi casi si potrebbe optare per una soluzione che combina tutte le funzioni, ovvero i climatizzatori. I modelli di ultima generazione sono in grado di raffreddare l’aria in estate e di riscaldarla in inverno, sottraggono l'umidità in eccesso mediante la funzionalità di deumidificatore e filtrano l'aria attraverso la funzione di purificatore.
 
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