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Guida all’impermeabilizzazione di un tetto in legno

Guida all’impermeabilizzazione di un tetto in legno

Quale tipologia scegliere e dove posizionare l’impermeabilizzante? Posa con fiamma oppure senza? Un focus sulla tenuta all’acqua delle coperture lignee

Impermeabilizzazione tetto in legno: posa di membrana autoadesiva- Foto: brizmaker 123rf.com
Impermeabilizzazione tetto in legno: posa di membrana autoadesiva- Foto: brizmaker 123rf.com
di Rossella di Gregorio
19/02/2024 - L’impermeabilizzazione di un tetto in legno svolge l’importante funzione di tenuta all’acqua, ovvero impedisce all’acqua piovana di penetrare nell’edificio e quindi protegge la struttura sottostante da possibili danni.
 

Tipologie di impermeabilizzazione

In edilizia, per nuove opere e rifacimenti, vengono impiegati diversi sistemi per comporre una stratigrafia impermeabile, che possono essere divisi in due macrocategorie:
 
  • le impermeabilizzazioni prefabbricate;
  • le impermeabilizzazioni liquide.
 
L'impermeabilizzazione prefabbricata può essere posata: 
   
Essendo il tetto in legno un piano di posa sensibile al calore, la tipologia di impermeabilizzazione più indicata è sicuramente quella con membrane bituminose incollate a freddo. La posa a caldo è sconsigliata in quanto è previsto l’uso della fiamma libera.
 

Come può essere un tetto in legno?

Una copertura in quanto tale è l'elemento architettonico di coronamento di una costruzione, che può essere un’abitazione, una tettoia o una casetta in legno da giardino; non trattiamo in questo focus il caso delle coperture lignee di edifici specialistici.
 
Pertanto, in base alla funzione, un tetto dovrà proteggere uno spazio abitato oppure non abitato. Si parla, infatti, di sottotetto abitabile e non abitabile.
 
Un sottotetto può essere considerato abitabile quando rispetta i requisiti normativi (Decreto Ministeriale 5 luglio 1975), come ad esempio il rapporto aero-illuminante oltre ovviamente a tutti gli altri parametri legati alla salubrità. 
 
Al contrario, un sottotetto non è abitabile nel caso in cui manchino le caratteristiche fisiche e strutturali per poter essere abitato.
 
In base alla destinazione cambierà di conseguenza la stratigrafia di un tetto. Un tetto abitabile deve anche isolare dal freddo e dal calore, pertanto, presenterà uno strato isolante.
 
Quando sopra allo strato isolante c’è un’intercapedine d’aria si parlerà di tetto ventilato. Quando, invece, manca lo strato di ventilazione e l’isolante poggia direttamente sul manto di copertura si parlerà di tetto non ventilato.
 

Tipologie più comuni di tetto in legno

In base alle varie distinzioni di funzione e tipologia costruttiva elencate nel paragrafo precedente un copertura in legno può essere:
 
Tipo a) con sottotetto abitabile e tetto ventilato;
Tipo b) con sottotetto abitabile e tetto non ventilato;
Tipo c) con sottotetto non abitabile e tetto ventilato;
Tipo d) con sottotetto abitabile o non abitabile e con tetto costituito solo da tavolato, ovvero senza strato isolante.
 

Qual è la stratigrafia dell’impermeabilizzazione tetto in legno?

Abbiamo specificato nei paragrafi precedenti che per una copertura in legno è meglio prediligere la posa a freddo. Ma dove va posizionata la membrana autoadesiva?
 

Tipo a) Sottotetto abitabile e tetto ventilato

La stratigrafia di questa tipologia di tetto è, dallo strato più interno verso quello più esterno, così composta:
 
1. primo strato di tavolato in legno;
2. strato di impermeabilizzante posato a freddo e usato come barriera al vapore dell’isolamento termico;
3. isolante. Se l’isolante non deve resistere a compressione verrà posato tra i listelli, se invece deve resistere a compressione i listelli verranno messi sopra e chiodati al manto sottostante attraverso l’isolante;
4. intercapedine;
5. secondo strato di tavolato in legno;
6. membrana impermeabilizzante autoadesiva posata a freddo. 
 
La stratigrafia potrebbe concludersi qui, in tal caso la membrana autoadesiva sarà della tipologia autoprotetta, generalmente con scagliette di ardesia. Oppure può proseguire con la posa di tegole o in alternativa con coppi posati a loro volta su dei listelli.
 

Tipo b) Sottotetto abitabile e tetto non ventilato

La stratigrafia di questa tipologia di tetto è, dallo strato più interno verso quello più esterno, così composta:
 
1. tavolato in legno;
2. strato di impermeabilizzante posato a freddo, usato come barriera al vapore dell’isolamento termico;
3. isolante resistente alla compressione posato tra i listelli senza creazione di camera d’aria;
4. membrana impermeabilizzante autoadesiva posata a freddo.
 
Anche in questo caso, la stratigrafia potrebbe concludersi qui, in tal caso la membrana autoadesiva sarà della tipologia autoprotetta, generalmente con scagliette di ardesia. Oppure può proseguire con la posa di tegole o in alternativa con coppi posati a loro volta su dei listelli.
 

Tipo c) Sottotetto non abitabile e tetto ventilato

La stratigrafia di questa tipologia di tetto è, dallo strato più interno verso quello più esterno, così composta:
 
1. tavolato in legno;
2. membrana impermeabilizzante autoadesiva posata a freddo.
 
La membrana può essere usata sia come strato a finire (a vista), sia come sottotegola.
 
In questo caso la ventilazione è creata nell’ambiente del sottotetto, che viene sfruttato per isolare gli ambienti sottostanti abitati. Quando il sottotetto non è abitabile è sufficiente assicurare una ventilazione trasversale e verticale (sfiati nelle parti alte della copertura) del volume sottotetto. Se il sottotetto non ha le aperture (finestre) nella muratura perimetrale sottogronda, devono essere installate griglie di areazione contrapposte.
 
Inoltre, serve coibentare il solaio orizzontale per isolare termicamente i locali dell'alloggio sottostante. Il metodo di isolamento di questa tipologia di sottotetto più diffuso è l'insufflaggio dell'ultimo solaio, ovvero il rivestimento all’estradosso del pavimento con materiale isolante come lana di roccia, rotoli di fibra di vetro o pannelli isolanti.
 

Tipo d) Sottotetto abitabile o non abitabile con tetto costituito solo da tavolato

Rientrano in questa tipologia le coperture delle casette in legno da giardino o delle tettoie aperte o chiuse.  
 
La stratigrafia di questa tipologia di tetto è, dallo strato più interno verso quello più esterno, così composta:
 
1. tavolato in legno;
2. membrana impermeabilizzante autoadesiva posata a freddo.
 

Impermeabilizzazione tetto in legno, il tavolato

In una copertura in legno il tavolato può essere in:
 
  • legno massello stagionato;
  • legno massello non stagionato;
  • pannelli di compensato;
  • pannelli OSB.
 
Siccome è sul tavolato in legno che viene incollata la membrana impermeabilizzante è necessario che la sua superficie sia liscia e priva di avvallamenti e asperità, non trattata con vernici o impregnanti, e dovrà essere adeguatamente pulita ed asciutta.
 
Inoltre, su un tavolato in legno massello non stagionato è consigliabile stendere preventivamente uno strato di primer per evitare che l’umidità intrappolata nel legno possa inficiare la capacità di adesione della guaina.
 
Legno in massello stagionato, pannelli di compensato e OSB, che si presentano più “allo stato grezzo”, consentono la posa senza primer.
 

Accorgimenti progettuali: direzione di posa della membrana

Per la buona riuscita dell’impermeabilizzazione del tetto in legno bisogna seguire sempre le specifiche tecniche rilasciate dal produttore sulle modalità di posa della membrana autoadesiva e affidarsi a professionisti qualificati.
 
Dalle schede tecniche si potranno dedurre tutti dettagli di posa come l’altezza delle fasce di sormonto e della sovrapposizione di testa, così come la necessità di procedere o meno al fissaggio meccanico dei teli impermeabilizzanti, inoltre ci sarà l’indicazione di posa nei punti più critici, come nell’intersezione fra i piani della copertura, oppure in corrispondenza di rilievi e parti verticali in genere.
 
Tuttavia, per quanto riguarda la direzione di posa della membrana, sulle superfici in legno di bassa pendenza è conveniente disporre i teli parallelamente alla linea di gronda. Sulle superfici in legno di pendenza più elevata i teli verranno invece disposti nel senso perpendicolare alla linea di gronda.
 
In ultimo, usare una membrana autoadesiva, che non richieda l’utilizzo della fiamma a contatto diretto con il tavolato, offre l’enorme vantaggio di evitare il rischio incendio. Tuttavia, bisogna fare una scelta accurata della membrana autoadesiva da utilizzare per l’impermeabilizzazione di un tetto in legno. Essa deve avere un certo grado di rigidità della mescola autoadesiva al fine di evitare lo scorrimento delle tegole verso la gronda quando queste poi verranno scaldate dal sole.
 
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