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Direttiva Case Green, l’Italia si prepara ad attuarla

Direttiva Case Green, l’Italia si prepara ad attuarla

Ministero dell’Ambiente: ‘la nuova politica per l’efficientamento degli edifici farà crescere i settori delle costruzioni e dell’impiantistica’

Vedi Aggiornamento del 12/04/2024
Direttiva Case Green, recepimento a breve - Foto: aapsky 123rf.com
Direttiva Case Green, recepimento a breve - Foto: aapsky 123rf.com
di Rossella Calabrese
22/03/2024 - Il Ministero dell’Ambiente ha mappato il parco immobiliare italiano e ha fatto le prime stime degli investimenti necessari al raggiungimento degli obiettivi previsti dalla Direttiva Case Green. Sta elaborando misure volte ad accompagnare la riqualificazione energetica degli edifici mobilitando maggiori risorse private e sta mettendo a punto una nuova politica per l’efficientamento che avrà un impatto significativo per la crescita del settore delle costruzioni e dell'impiantistica.
 
Così la viceministra dell’Ambiente Vannia Gava ha risposto all’interrogazione posta in Commissione Attività produttive, commercio e turismo della Camera il 20 marzo scorso dai deputati Squeri, Mazzetti e Casasco.
 
La deputata di FI Erica Mazzetti ha ricordato che la Energy performance of building directive (EPBD) o Direttiva Case Green è stata approvata dal Parlamento europeo pochi giorni fa e approderà il 12 aprile 2024 al Consiglio Ecofin, per l’approvazione definitiva.
 
“Secondo la Commissione UE - ha proseguito Mazzetti -, per realizzare gli obiettivi della EPBD negli Stati dell’Unione saranno necessari 152 miliardi di euro di investimenti extra all’anno. Talune risorse sono accantonate (Fondo sociale per il clima, Fondi di coesione); tuttavia, gli Stati dovranno ricorrere a risorse aggiuntive proprie”.
 
Nel quadro di sintesi della bozza di Piano Nazionale integrato Energia e Clima (PNIEC) trasmessa a Bruxelles nel giugno 2023 è previsto che il residenziale rappresenti il 52% del totale dei risparmi attesi.
 
I deputati hanno quindi chiesto al Ministero dell’Ambiente quali impatti avrà sulle imprese dei settori dell'energia e delle costruzioni la nuova politica di efficientamento energetico degli edifici.
 

Cosa prevede la Direttiva Case Green

La viceministra Gava ha ricordato che la Direttiva introduce dei criteri per la riduzione generale dell’impatto del consumo energetico in ambito edilizio e fissa obiettivi temporali progressivi fino al 2050. I parametri stabiliti variano a seconda della tipologia di edifici, distinguendo tra quelli di nuova costruzione e quelli che necessitano di interventi e di ristrutturazione, quelli residenziali e quelli non residenziali.
 
Ad esempio, per l’obiettivo intermedio del 2030, si prevede di abbattere di almeno il 16%, l’energia primaria media utilizzata, e di ristrutturare il 16% degli edifici non residenziali con le peggiori prestazioni. La Direttiva dispone inoltre di eliminare gradualmente i combustibili fossili nelle funzioni di riscaldamento e di raffreddamento entro il 2040.
 

Da agosto 2023 - ha aggiunto Gava - il tavolo di lavoro è operativo sul tema dell’efficientamento energetico del parco immobiliare pubblico e privato e sta elaborando proposte per il raggiungimento degli obiettivi di efficienza energetica previsti dal PNIEC.
 
Compito del tavolo è l’individuazione delle misure necessarie per conseguire gli obiettivi fissati, valutandone al contempo l’impatto energetico, emissivo ed economico in modo da garantire una transizione energetica equilibrata in grado di ottimizzare il rapporto tra costi e benefici per la collettività e per lo Stato.
 

Direttiva Case Green, inizia il recepimento

Gava ha rivelato che il Ministero dell’Ambiente ha elaborato un quadro conoscitivo del parco immobiliare in termini di numerosità, tipologia e consumi di energia molto dettagliato che ha consentito di effettuare le prime stime sul volume degli investimenti necessari al raggiungimento degli obiettivi previsti dalle nuove Direttive Case Green ed Efficienza Energetica.
 
“Il tavolo - ha aggiunto la viceministra - sta inoltre elaborando una serie di misure volte ad accompagnare il processo di riqualificazione energetica degli edifici tenendo conto dell’esigenza di mobilitare maggiori risorse private attraverso il ricorso a nuovi strumenti finanziari, alla promozione dei contratti di prestazione energetica (cosiddetti EPC), alla crescita delle imprese dei servizi energetici (cosiddetti ESCO)”.
 
“Entro la conclusione dei lavori del tavolo, previsti per il prossimo mese di maggio, si potranno avere elementi quantitativi più dettagliati. Tuttavia, si può anticipare che la nuova politica per l’efficientamento degli edifici avrà un impatto significativo per la crescita del settore delle costruzioni e dell’impiantistica, nonché più in generale sulle imprese di servizi energetici” - ha concluso Vannia Gava.
 
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