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Stop definitivo a sconto in fattura e cessione del credito

Stop definitivo a sconto in fattura e cessione del credito

Ministro Giorgetti: ‘Norme nate in modo scriteriato e che hanno prodotto risultati devastanti per la finanza pubblica’

Aggiornato al 29/03/2024 Vedi Aggiornamento del 19/04/2024
Stop definitivo a sconto in fattura e cessione del credito - Foto: governo.it
Stop definitivo a sconto in fattura e cessione del credito - Foto: governo.it
di Paola Mammarella
27/03/2024 - Stop definitivo allo sconto in fattura e alla cessione del credito, nuovi oneri per tutti i cantieri, anche quelli in corso, eliminazione della remissione in bonis e niente bonus edilizi per chi ha debiti con l'Erario. Lo prevede il nuovo decreto approvato a sorpresa dal Consiglio dei Ministri, illustrato dal Ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti e pubblicato in Gazzetta Ufficiale.
 

Stop sconto in fattura e cessione del credito per barriere architettoniche e Onlus e Iacp

La bozza del decreto datata 26 marzo 2024 prevede l’eliminazione, per gli interventi successivi all’entrata in vigore delle nuove norme, delle residue fattispecie per le quali risulta ancora vigente l’esercizio delle opzioni di sconto in fattura e cessione del credito. 

Ad essere colpiti dallo stop definitivo saranno i pochi lavori per i quali era rimasta in piedi la possibilità di optare per lo sconto in fattura o la cessione del credito, ovvero:

1) interventi di rimozione delle barriere architettoniche. Secondo il nuovo decreto, lo sconto in fattura e la cessione del credito non saranno più consentiti per gli interventi volti all’eliminazione delle barriere architettoniche aventi ad oggetto scale, rampe, ascensori, servoscala e piattaforme elevatrici, realizzati su parti comuni dei condomìni e sulle unifamiliari possedute da nuclei familiari a basso reddito o con la presenza di un disabile;

2) interventi sugli edifici di edilizia popolare e appartenenti alle Onlus. Gli Iacp e gli enti analoghi, anche se costituiti entro il 17 febbraio 2023, non potranno più optare per la cessione dei crediti Superbonus.

Secondo la bozza del 26 marzo, il nuovo divieto di sconto in fattura e cessione del credito avrebbe risparmiato gli interventi con titoli abilitativi (Cila o permesso di costruire), prove atte a dimostrare l’avvio dei lavori o delibere per la realizzazione dei lavori precedenti all'entrata in vigore del decreto.
 
Il decreto pubblicato in Gazzetta ha aggiunto però un’altra condizione restringendo ulteriormente le possibilità residue di sconto in fattura e cessione del credito: potranno salvarsi dal divieto di sconto in fattura e cessione del credito solo i lavori per i quali sia stata sostenuta almeno una spesa entro la data di entrata in vigore del decreto, cioè il 30 marzo 2024.
 
Questo significa che chi ha presentato i titoli abilitativi entro il 30 marzo 2024, ma non ha ancora effettuato alcun pagamento, perderà la possibilità di optare per lo sconto in fattura e la cessione del credito.

Il nuovo divieto di sconto in fattura e cessione del credito non riguarda i lavori sulle unifamiliari o sui condomìni che sono riusciti a centrare la scadenza del 16 febbraio 2023. Bisogna ricordare infatti che lo sconto in fattura e la cessione del credito sono stati già fortemente limitati con il Decreto Blocca Cessioni di febbraio 2023, tanto che attualmente è possibile scegliere tra le due opzioni solo se i titoli abilitativi, o le prove atte a dimostrare l’avvio dei lavori, sono stati presentati entro il 16 febbraio 2023.

 
 

Aree terremotate, sconto in fattura e cessione del credito restano ma con tetto di spesa

La bozza del 26 marzo vietava lo sconto in fattura e la cessione del credito per tutti i lavori Superbonus realizzati nelle aree terremotate. Per questi interventi, lo ricordiamo, il Superbonus è in vigore fino al 31 dicembre 2025 con aliquota al 110%.
 
La misura ha suscitato le proteste dei Comuni delle aree dei crateri, di cui si è fatto portavoce il Commissario per la ricostruzione, Guido Castelli. Gli Amministratori, preoccupati che il divieto potesse arrestare gli interventi di ricostruzione, hanno ottenuto il parziale dietrofront dal Governo.
 
Il decreto pubblicato in Gazzetta alleggerisce il divieto stanziando 400 milioni di euro per continuare a consentire le due opzioni. Circa 330 milioni di euro saranno destinati ai crateri del sisma del 2016 e i restanti 70 milioni al cratere del sisma del 2009. Una volta esaurite queste risorse, la cessione del credito e lo sconto in fattura non saranno più consentiti.
 

Comunicazione aggiuntiva per tutti i cantieri, anche in corso

Per garantire un’adeguata e tempestiva conoscenza delle grandezze economiche e finanziarie connesse alle agevolazioni, il decreto introduce misure volte ad acquisire maggiori informazioni inerenti alla realizzazione degli interventi agevolabili.
 
Sia per i cantieri in corso, sia per quelli da avviare, sarà necessaria una comunicazione aggiuntiva, che integrerà quelle che devono già essere inviate all'Enea o al Portale nazionale delle classificazioni sismiche di Casa Italia.  
 
Per gli interventi di efficientamento energetico agevolati con il Superbonus per l'efficientamento energetico, bisognerà trasmettere all’Enea i dati catastali, le spese sostenute nel 2024 fino all’entrata in vigore del decreto e le spese che si prevede di sostenere nella restante parte del 2024 e nel 2025.
 
Per i lavori antisismici agevolati con il Superbonus, gli stessi dati dovranno essere trasmessi Portale nazionale delle classificazioni sismiche di Casa Italia.
 
L’omessa comunicazione delle informazioni aggiuntive, relative agli interventi già avviati, sarà punita con una sanzione amministrativa di 10mila euro, mentre i nuovi interventi perderanno l’agevolazione.

Al momento si sa solo che il nuovo onere ci sarà e che riguarderà tutti i cantieri, ma i contenuti della comunicazione e i termini per il suo invio saranno definiti con un dpcm da adottare entro 60 giorni dall’entrata in vigore del decreto. Date le tempistiche di approvazione del decreto e della sua conversione in legge, per avere un quadro chiaro potrebbe essere necessario attendere fino a luglio. 
 

Le altre misure del decreto sullo stop a sconto in fattura e cessione del credito

Il decreto elimina la remissione in bonis, cioè la possibilità di sanare i piccoli errori nelle comunicazioni di sconto in fattura e cessione del credito pagando una piccola sanzione. Questa possibilità avrebbe consentito di usufruire dei bonus fino al 15 ottobre 2024. Il Governo, invece, non vuole andare oltre il termine del 4 aprile 2024. Ricordiamo che, entro questa data, i contribuenti devono inviare le comunicazioni relative alla scelta dello sconto in fattura e della cessione del credito e l’intenzione dell’Esecutivo è quantificare subito l’ammontare delle opzioni.
 
Il decreto introdurrà misure per evitare che i contribuenti con debiti nei confronti dell’Erario usufruiscano dei bonus edilizi. In presenza di debiti superiori a 10mila euro (se scaduti i termini di pagamento e purché non siano in essere provvedimenti di sospensione o non siano in corso piani di rateazione per i quali non sia intervenuta decadenza), il decreto prevede la dispone la sospensione, fino a concorrenza di quanto dovuto, dell’utilizzabilità dei crediti di imposta inerenti i bonus edilizi.
 
Il decreto prevede infine l’introduzione di misure volte a prevenire le frodi in materia di cessione dei crediti ACE, riducendo a una la possibilità di cessione ed estendendo la responsabilità solidale del cessionario alle ipotesi di concorso nella violazione, nonché ampliando i controlli preventivi in materia di operazioni sospette.
 
“Norme nate in modo scriteriato e che hanno prodotto risultati devastanti per la finanza pubblica - ha affermato Giorgetti - Qualcuno sorrideva sul mal di pancia - aggiunge - Confermo che fa malissimo a me a tutti gli italiani”.

Secondo il Governo, l’intervento si è reso necessario anche alla luce degli ultimi dati certificati dall’ISTAT, che hanno portato alla revisione del deficit relativo all’anno 2023 arrivando alla misura del 7,2 per cento, revisione al rialzo che segue quella già intervenuta per gli anni 2021 e 2022.
 
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