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Superbonus, troppo costoso o valido per gli obiettivi della Direttiva Case Green?

Superbonus, troppo costoso o valido per gli obiettivi della Direttiva Case Green?

Maxi-detrazione bocciata dal Parlamento, ma calcolata dall’UE tra le iniziative per l’efficientamento energetico. Il Governo annuncia revisione graduale dei bonus con la riforma fiscale

Vedi Aggiornamento del 12/04/2024
Superbonus - Foto: liudmilachernetska 123RF.com
Superbonus - Foto: liudmilachernetska 123RF.com
di Paola Mammarella
15/03/2024 - Il Superbonus, cioè la detrazione maggiorata per l’efficientamento energetico degli edifici, continua a creare disaccordi.
 
Nato nel 2020, per consentire la ripresa post-pandemia, il Superbonus è stato modificato più volte, fino a quando il meccanismo su cui si reggeva, cioè lo sconto in fattura e la cessione del credito, si è inceppato ed è stato eliminato dall’attuale Governo.
 
Il Superbonus è stato considerato troppo costoso dalle Commissioni Bilancio e Ambiente della Camera, che hanno svolto un’indagine conoscitiva sull’impatto economico e finanziario della detrazione.
 
Le misure per l’efficientamento energetico degli edifici sono però indispensabili. A prescriverle è la Direttiva Case Green, approvata il 12 marzo 2024 dal Parlamento Europeo.
 
L’Italia dovrà quindi ridisegnare gli incentivi per l’efficientamento energetico.
 

Superbonus bocciato dall’indagine conoscitiva

Secondo il parere provvisorio delle Commissioni Parlamentari, emesso al termine dell’indagine conoscitiva, “l’effetto combinato del riconoscimento di aliquote di detrazione prossime o superiori al 100% delle spese sostenute per la realizzazione degli interventi e della facoltà di illimitata cessione dei relativi crediti di imposta, anche attraverso lo sconto in fattura e, quindi, la riduzione o la sostanziale eliminazione degli esborsi monetari connessi all’effettuazione dei lavori, hanno determinato un rilevante incremento dell’attrattività delle agevolazioni che si è riflesso in oneri molto significativi per la finanza pubblica, peraltro di difficile quantificazione, che hanno richiesto l’adozione di una pluralità di interventi correttivi e di aggiustamenti delle previsioni tendenziali nell’ambito dei documenti di programmazione economica e finanziaria”.
 
Nella bozza di parere si legge che esistono stime differenziate sugli effetti macroeconomici del Superbonus; tuttavia “gli effetti positivi in termini di crescita economica e occupazionale non sono tali da controbilanciare gli effetti che si rilevano a carico della finanza pubblica, specialmente per quanto attiene al fabbisogno di cassa derivante dalla riduzione del gettito fiscale e all’incremento del debito pubblico”.
 
 
Secondo le Commissioni, “è necessario operare una semplificazione dei regimi di agevolazione previsti, che, come si è visto, permangono ancora molto articolati e frammentati, che spesso prevedono il riconoscimento di incentivi differenziati per le stesse tipologie di intervento solo in relazione al tempo di realizzazione dell’investimento”.
 
Il parere suggerisce di creare un orizzonte di riferimento sufficientemente stabile nel medio periodo, con regimi agevolativi che possano essere mantenuti nel tempo.
 

Superbonus considerato dalla Direttiva Case Green

Di Superbonus parla indirettamente anche la Direttiva Case Green, approvata definitivamente dal Parlamento Europeo.
 
Nel testo approvato dal Parlamento Europeo si legge che “la traiettoria nazionale per la ristrutturazione progressiva del parco immobiliare residenziale è espressa come un calo del consumo di energia primaria per unità di superficie di riferimento all'anno (kWh/m2/a) dell'intero parco immobiliare residenziale durante il periodo 2020-2050 e individua il numero di edifici residenziali e unità immobiliari residenziali o la superficie coperta da ristrutturare ogni anno, compreso il numero o la superficie coperta del 43% degli edifici residenziali con le prestazioni peggiori e delle unità immobiliari residenziali”.
 
Il Superbonus, introdotto in Italia nel 2020, rientra quindi nel conteggio delle misure intraprese per l’efficientamento energetico del patrimonio edilizio. Il Superbonus, però, scadrà a fine 2025 e attualmente la sua portata è stata depotenziata in virtù delle considerazioni sulla sua sostenibilità economica e finanziaria. 
 

Come cambierà il Superbonus?

Come suggerito dalle Commissioni che hanno condotto l’indagine conoscitiva, il sistema di detrazioni dovrà cambiare, ma gli incentivi saranno fondamentali per stimolare la riqualificazione energetica e centrare gli obiettivi europei.

Al momento il Governo, sostenuto da una maggioranza che si è schierata contro la Direttiva Case Green, sembra preferire misure graduali, inglobate nella riforma fiscale.
 
Il Ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, commentando i contenuti della Direttiva Case Green ha infatti spiegato che gli interventi dovranno essere valutati anche nell’ottica della riforma fiscale e ha ribadito che “è necessaria gradualità”, anche alla luce “delle caratteristiche immobiliari del nostro Paese”. Infatti “abbiamo un patrimonio edilizio molto vecchio”. Ovviamente “l’obiettivo finale non va messo in discussione”, ha aggiunto.
 
I prossimi step sono quindi il recepimento della Direttiva Case Green, che deve avvenire entro due anni, e il varo della riforma fiscale. Nel frattempo, però, a fine 2024 scadrà la gran parte dei bonus edilizi, come l’ecobonus 65%-50%, mentre a fine 2025 cesserà di esistere anche il Superbonus.
 
Il Governo dovrà decidere a breve quale strada intraprendere per centrare gli obiettivi europei senza lasciare periodi non coperti da alcun incentivo.
 
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