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Superbonus, Giorgetti: il costo della detrazione è una ‘eredità pesantissima’

Superbonus, Giorgetti: il costo della detrazione è una ‘eredità pesantissima’

Enea rileva detrazioni per l’efficientamento energetico pari a 122 miliardi di euro, il Fisco registra crediti per 219 miliardi e il Governo spiega le ripercussioni sul DEF

Vedi Aggiornamento del 16/05/2024
Costo Superbonus - Foto: governo.it/it/media
Costo Superbonus - Foto: governo.it/it/media
di Paola Mammarella
09/04/2024 - Il costo del Superbonus continua a crescere e, secondo le ultime rilevazioni dell'Agenzia delle Entrate, i crediti complessivi dei bonus edilizi ammontano a 219 miliardi di euro.

I dati relativi agli interventi di efficientamento energetico, diffusi dall’Enea, fotografano la situazione al 31 marzo 2024, mostrando un costo del Superbonus pari a 122 miliardi di euro, con un balzo in avanti di 8 miliardi di euro rispetto alla fine di febbraio. 

Il calo del costo Superbonus potrebbe essere rilevato a partire dal prossimo mese, quando diventeranno evidenti l’abbassamento dell’aliquota di detrazione e le nuove restrizioni varate dal Governo.

Nel frattempo, però, il Ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, conferma la sua posizione: il costo del Superbonus è eccessivo ed è necessario correre ai ripari.
 

Il costo Superbonus e il DEF 

Una delle azioni è l'approvazione del Documento di Economia e Finanza (DEF) avvenuta stamattina in Consiglio dei Ministri. Giorgetti ha spiegato che il debito pubblico in risalita previsto dal DEF “è pesantemente condizionato dai riflessi per cassa del Superbonus nei prossimi anni”, ma ha aggiunto che tale debito inizierà a scendere nel 2026.
 
Giorgetti ha illustrato che il Pil crescerà dell’1% rispetto all'1,2% indicato nella Nadef dello scorso autunno. Nel 2025 la crescita sarà dell’1,2% (contro +1,4% della Nadef); nel 2026 +1,1% (1% a settembre). Il deficit è confermato al 4,3% come nella Nadef, calerà poi al 3,7% del Pil nel 2025 (3,6% nella Nadef), poi al 3% nel 2026 (2,9% nella Nadef).

Il debito nel 2024 dovrebbe attestarsi al 137,8%, per poi salire al 138,9% nel 2025 e al 139,8% nel 2026.
 
  
Ieri il Ministro Giorgetti, aveva affermato: “la stagione del Superbonus si chiude con una eredità pesantissima per i conti pubblici e quindi per tutti gli italiani. Questa è la realtà e quindi nei prossimi anni dovremo farci carico di pagare questo debito che è stato fatto”.

Un quadro più chiaro sarà delineato a settembre, quando il Governo presenterà all'UE un piano in vista della Legge di Bilancio per il 2025.
 

Costo Superbonus e comunicazioni all’Agenzia delle Entrate

Il quadro aggiornato del costo del Superbonus è arrivato con i dati dell’Agenzia delle Entrate, che fino al 4 aprile ha ricevuto le comunicazioni relative allo sconto in fattura e alla cessione del credito: i crediti relativi ai bonus edilizi ammontano a 219 miliardi di euro. 

Il dato dettagliato è stato comunicato oggi alla Camera dal Sottosegretario all'Economia Federico Freni, in risposta ad una interrogazione dell'on. M5S Emiliano Fenu. Sul totale dei crediti comunicati all’Agenzia, il Superbonus assorbe 160,3 miliardi di euro, gli altri bonus edilizi 58,7 miliardi. Freni ha anche riferito che 41,8 miliardi di euro sono stati fruiti dai cessionari in compensazione; di questi, 20,8 miliardi sono stati compensati nel 2023.

Il dato è attendibile e non riserverà sorprese dal momento che il Governo ha messo la parola fine alla remissione in bonis. Continuare a consentire la remissione in bonis, avrebbe infatti reso possibile la sanatoria dei ritardi e dei piccoli errori formali fino al 15 ottobre 2024 (termine per l’invio della dichiarazione dei redditi). Senza la remissione in bonis i dati acquisiti al 4 aprile saranno definitivi.

Come spiegato da Freni, i dati non sono però depurati dagli annullamenti derivanti dai sequestri, errori e duplicazioni. Giorgetti ha reso noto che continueranno la verifica e il controllo della bontà dei crediti Superbonus, che ad oggi ha portato a 16 miliardi di euro di crediti annullati e sequestrati.

Giorgetti attende ora una eventuale revisione dell'Eurostat sulla classificazione dei crediti come deficit o debito.
 

 
I dati Enea sul costo Superbonus

Il costo dei lavori di efficientamento energetico agevolati con il Superbonus, per detrazioni maturate a seguito dei lavori conclusi, a fine marzo è arrivato a 122 miliardi di euro rispetto ai 114 miliardi di fine febbraio, segnando un aumento di 8 miliardi di euro.
 
Risulta completato il 95,2% dei lavori, segno che i cantieri stanno proseguendo, dato che a fine febbraio risultava completato il 93,6% degli interventi.
 
Come nei mesi precedenti, l’aumento del costo del Superbonus è dovuto ai condomìni, in cui i lavori assorbono detrazioni per 73 miliardi di euro. Rispetto alla fine di febbraio, risultano coinvolti 10726 edifici in più.
 
Questi dati si possono leggere come una accelerata per sfruttare le aliquote più alte del 2023, ma anche come nuovi interventi avviati nel 2024 con l’aliquota al 70%.
 
L’Enea basa le sue rilevazioni sulle asseverazioni inviate entro 90 giorni dalla fine dei lavori. A marzo, quindi, l’Enea ha ricevuto le asseverazioni relative agli interventi Superbonus realizzati nel corso del mese di dicembre 2023, quando erano in vigore le aliquote al 110% o al 90%.
 
Ad aprile l’Enea riceverà solo asseverazioni relative agli interventi effettuati nel 2024. I dati rifletteranno gli effetti dell’abbassamento dell’aliquota e delle nuove restrizioni introdotte.
 

Le restrizioni che limiteranno il costo Superbonus

Ricordiamo che il costo del Superbonus scenderà per effetto delle misure restrittive introdotte. Oltre all’abbassamento dell’aliquota al 70% per i condomìni e alla cancellazione del Superbonus per le unifamiliari nel 2024, il Governo ha limitato lo sconto in fattura e la cessione del credito con due decreti successivi.
 
A inizio 2023 il Decreto “Blocca Cessioni” ha limitato la possibilità di scegliere lo sconto in fattura e la cessione del credito in relazione agli interventi con titoli abilitativi, o prove atte a dimostrare l’avvio dei lavori, presentati entro il 16 febbraio 2023.
 
Il nuovo DL 39/2024 ha eliminato lo sconto in fattura e la cessione del credito per i pochi lavori per i quali la scelta delle due opzioni era rimasta in piedi. Si tratta degli interventi volti all’eliminazione delle barriere architettoniche e degli interventi sugli edifici di edilizia popolare e appartenenti alle Onlus.
 
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