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Equo compenso e Codice Appalti, in arrivo le norme di coordinamento

Equo compenso e Codice Appalti, in arrivo le norme di coordinamento

Il Governo intende affrontare i dubbi che hanno portato l’Anac a giustificare la gara bandita con un ribasso tale da ridurre la quota del compenso professionale

Equo compenso - Foto: giggsy25 123RF.com
Equo compenso - Foto: giggsy25 123RF.com
di Paola Mammarella
02/04/2024 - Potrebbero essere finalmente in arrivo le norme di coordinamento tra equo compenso e Codice Appalti. 
 
A chiedere nuovamente un intervento urgente sono stati gli onorevoli FI Erica Mazzetti, Piergiorgio Cortellazzo e Francesco Battistoni con un’interrogazione in Commissione Ambiente della Camera.
 
Dopo i solleciti di questi mesi, sembra che il Governo voglia porre rimedio ai dubbi interpretativi sollevati fino ad ora nella prossima riunione della Cabina di regia sul Codice Appalti istituita presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri.
 

Dubbi sull’equo compenso, il caso Anac

La richiesta degli onorevoli prende le mosse da un recente parere di precontenzioso con cui l’Autorità Nazionale Anticorruzione (Anac) ha affermato che, in presenza di un quadro normativo poco chiaro, una Stazione Appaltante può scegliere di non applicare l’equo compenso.
 
Gli interroganti hanno sottolineato che, in assenza di una indicazione precisa, è legittimo il ribasso dell’intero importo posto a base di gara e che di fatto l’Anac ha autorizzato la Stazione Appaltante a non rispettare la Legge 49/2023 sull’equo compenso nelle gare pubbliche e nei servizi di ingegneria e architettura.


Equo compenso, in arrivo le norme di coordinamento

Il Sottosegretario di Stato alle Infrastrutture e Trasporti, Tullio Ferrante, si è detto consapevole della necessità di fornire dei chiarimenti alle Stazioni Appaltanti per dar loro la possibilità di utilizzare criteri omogenei per determinare i corrispettivi per le fasi progettuali da porre a base degli affidamenti dei servizi di ingegneria e architettura.
 
Ferrante ha annunciato che la questione sarà affrontata nella prossima riunione della Cabina di regia, che a suo avviso è la sede adatta a trovare proposte condivise.
 

Il Sottosegretario ha spiegato che la linea della Cabina di regia sarà il “contemperamento fra le esigenze retributive rappresentate dagli ordini professionali alla luce dei principi dell'equo compenso e l'effettiva sostenibilità dell'offerta in relazione al complessivo quadro economico dell'affidamento”. 

Il Sottosegretario ha aggiunto che l’azione di coordinamento si svolgerà “alla luce dei principi eurounitari di riferimento, volti ad assicurare sia la massima partecipazione alle gare degli operatori economici, sia una effettiva concorrenza nei settori volta per volta rilevanti”.
 

Come nascono i dubbi sull’equo compenso

L’equo compenso rappresenta il diritto dei professionisti a ricevere un compenso adeguato alla quantità e alla qualità del lavoro svolto.
 
La Legge 49/2023 sancisce che i professionisti hanno diritto ad un compenso equo per le proprie prestazioni professionali. Tale compenso è calcolato sulla base dei Decreto Parametri (DM 17 giugno 2016), che fa riferimento a tre livelli di progettazione (progetto di fattibilità tecnico-economica, progetto definitivo e progetto esecutivo).
 
L’entrata in vigore del nuovo Codice Appalti (D.lgs. 36/2023) ha portato i livelli di progettazione da 3 a 2 (progetto di fattibilità tecnico-economica e progetto esecutivo).
 
Il mondo delle professioni ha sempre chiesto un aggiornamento dei parametri e un migliore coordinamento tra la legge sull’equo compenso e il nuovo Codice Appalti.
 
I dubbi aumentano anche perché il Codice Appalti prevede che, in casi eccezionali non specificati, sia consentito affidare gli incarichi a titolo gratuito.
 
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