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Semplificazioni per l’edilizia, cosa ci sarà nella norma Salva-Casa

Semplificazioni per l’edilizia, cosa ci sarà nella norma Salva-Casa

Il Consiglio Nazionale Ingegneri spiega le modifiche messe a punto dal Ministero per superare le lievi difformità delle abitazioni e ne propone altre

Vedi Aggiornamento del 27/05/2024
Salva Casa Salvini, cosa ci sarà nella norma di semplificazione edilizia - Foto: siempreverde22 123rf.com
Salva Casa Salvini, cosa ci sarà nella norma di semplificazione edilizia - Foto: siempreverde22 123rf.com
di Rossella Calabrese
11/04/2024 - Condono edilizio, sanatoria, regolarizzazione di piccole difformità o irregolarità strutturali. La norma Salva-Casa annunciata la scorsa settimana dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini è stata presentata in modo sommario, senza un testo, nemmeno in bozza.
 
A fornire qualche elemento in più sulle priorità in agenda e sui contenuti delle modifiche alle norme in materia di edilizia che il Ministero sta mettendo a punto, è intervenuto il Consiglio Nazionale degli Ingegneri (CNI), che ha partecipato alla riunione del 4 aprile del Tavolo tecnico ‘Piano Casa e semplificazione delle norme per l’edilizia’.
 
In primo luogo, il CNI riferisce che il tavolo sta portando avanti un percorso finalizzato a:
- la riforma del Testo Unico Edilizia, privilegiando il metodo di semplificazione delle singole norme;
- l’elaborazione di un nuovo Piano Casa che favorisca la rigenerazione urbana e la nuova costruzione di abitazioni a costi contenuti per una platea ampia di soggetti.
 
Al tavolo - prosegue il CNI - si sono ritrovati molteplici Enti, Associazioni di categoria, Ordini professionali e Istituti di credito in grado di svolgere, ciascuno per la propria parte, un ruolo rilevante nei processi di sviluppo del comparto delle costruzioni.
 
Punto nodale dell’incontro del 4 aprile (il terzo da dicembre 2023) ha riguardato la riforma e la semplificazione delle norme in materia di edilizia che - spiegano gli ingegneri - consentirebbero di superare una serie di criticità che oggi caratterizzano il sistema della domanda e dell’offerta di alloggi.
 

Il CNI afferma che l’Ufficio legislativo del Ministero ha indicato la necessità di mettere in atto interventi di breve termine e interventi di lungo termine:
- a breve termine, la priorità è la semplificazione delle norme che consentirebbero di superare lievi difformità esterne o interne delle singole unità immobiliari e degli edifici, rispettando sempre criteri di sicurezza e l’interesse generale;
- a lungo termine, il MIT intende arrivare ad un sostanziale e complessivo riordino del TU Edilizia.
 
Appare evidente il ripensamento delle priorità del Ministero guidato da Matteo Salvini: prima la modifica delle norme edilizie per sanare le piccole irregolarità nelle abitazioni, poi la riscrittura del Testo Unico Edilizia, infine la realizzazione del Piano Casa.
 
E infatti, nel corso dell’incontro - riferisce il CNI - particolare attenzione è stata prestata alla classificazione delle difformità lievi, che non pregiudicano la sicurezza degli edifici e l’interesse collettivo ma che molto spesso si rivelano, nel quadro normativo attuale talvolta contraddittorio, difficili da superare facendo sì che le unità immobiliari non siano assoggettabili né a compravendita né a locazione.
 
La questione posta - proseguono gli ingegneri - riguarda la sanabilità di lievi difformità su fabbricati regolarmente assentiti, collaudati e resi agibili che presentavano già dalla origine, piccole variazioni dimensionali rispetto a quanto assentito o che in epoca successiva sono stato oggetto di interventi che, senza sostanzialmente intaccare la volumetria assentita, hanno determinato modifiche distributive negli alloggi o variazioni prospettiche (spostamento di bucature, chiusure di balconi o verande, etc.) senza comunque far venir meno le condizioni di sicurezza nell’utilizzo.
 
Secondo il CNI, “è di tutta evidenza che in tali casi bisogna intervenire affinché la legittimazione di tali immobili avvenga in tempi più rapidi di quanto accade oggi: è un aspetto che tutti gli operatori ritengono debba essere affrontato e risolto riscrivendo le norme e semplificandole anche alla luce delle esperienze finora acquisite”.
 


Semplificazioni in edilizia, le proposte degli Ingegneri

Il Consiglio Nazionale degli Ingegneri, rappresentato presso il MIT dalla Consigliera Ing. Irene Sassetti, ha predisposto un documento di osservazioni specifiche in materia edilizia, proponendo alcune semplificazioni:
 
- una “più spedita” sanabilità di alcune modifiche strutturali entro definiti limiti volumetrici, fatte salve sempre le condizioni di sicurezza dell’edificio;

- la possibilità di dichiarare legittimo un immobile costruito prima del 1° settembre 1967 con difformità, rispetto al progetto originale, relative alla planimetria o alla distribuzione interna degli spazi o a lievi modifiche della sagoma;

- il superamento della cosiddetta doppia conformità nelle sanatorie, classificando come sanabili le opere eseguite senza titolo autorizzativo se conformi alla disciplina edilizia e urbanistica in vigore all’epoca di realizzazione dell’opera stessa e se dal punto di vista strutturale sottoposte a verifiche e collaudo da parte di professionista abilitato.
 
“Il CNI - ha affermato la Consigliera Sassetti - sta lavorando, insieme ad una molteplicità di altri soggetti, al fine di individuare e classificare con chiarezza ciò che dal punto di vista prettamente tecnico rientra nella categoria di ‘difformità lieve’, dando sempre priorità al rispetto del criterio di sicurezza della struttura dell’immobile su cui si è intervenuti”.
 
“Auspichiamo poi che, sulla base di questa classificazione, il legislatore proceda ad una razionalizzane e semplificazione di norme già esistenti che consentono di eliminare già oggi queste difformità ma che in alcuni Comuni richiedono tempi lunghissimi dovuti a colli di bottiglia nei flussi di lavoro o a procedure ridondanti e non alla complessità tecnica della pratica”.
 
“L’obiettivo del Tavolo tecnico istituito presso il MIT è quello di razionalizzare il corpus normativo in materia, semplificando il lavoro degli Enti locali, garantendo comunque la sicurezza degli edifici, immettendo nel mercato (con finalità di locazione o compravendita) immobili che non possono essere oggetto di negoziazione proprio per difformità lievi. È importante ribadire che stiamo parlando di difformità minime che sono ben altra cosa dall’abuso edilizio che per noi va sempre prevenuto, contrastato e sanzionato” - ha concluso Sassetti.
 
Il CNI sottolinea un’ultima cosa: l’esperienza acquisita dopo l’avvio della stagione dei Superbonus, a partire dal 2021, ha posto tecnici e committenti di fronte a difficoltà talvolta insuperabili per la definizione di stato legittimo di un immobile, con allungamento dei tempi tesi delle opere di ristrutturazione profonda, o li ha indotti addirittura a rinunciarvi pur in presenza difformità lievi, sostanzialmente irrilevanti, che spesso in molti Comuni hanno richiesto l’avvio di procedure estremamente complesse, ridondanti, rispetto all’esiguità dell’irregolarità.
 
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