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Carel sperimenta il futuro nel suo nuovo Knowledge Center

Carel sperimenta il futuro nel suo nuovo Knowledge Center

Al via un innovativo laboratorio di ricerca con camere climatiche, cabina di collaudo prototipi e spazi per la formazione nei settori condizionamento aria e refrigerazione

di Rossella Calabrese
24/04/2024 - Ricerca termodinamica, formazione tecnica e divulgazione delle soluzioni dell’azienda, attraverso un laboratorio, camere climatiche certificate e cabine di collaudo prototipi.
 
È quello che avverrà nel nuovo Knowledge Center che Carel Industries S.p.A. ha inaugurato la scorsa settimana a Brugine (Padova), uno spazio all’avanguardia per rispondere alle sempre più ingaggianti sfide nei settori del condizionamento dell’aria, del riscaldamento e della refrigerazione.
 
Il Gruppo Carel è infatti tra i leader nella progettazione, produzione e commercializzazione a livello globale di componenti e soluzioni tecnologicamente avanzate per raggiungere performance di alta efficienza energetica nel controllo e nella regolazione di apparecchiature e impianti di condizionamento dell’aria (HVAC) e refrigerazione.
 
Alla cerimonia di taglio del nastro sono intervenuti il Presidente di Carel, Luigi Rossi Luciani, il vicepresidente Luigi Nalini, oltre all’Amministratore Delegato Francesco Nalini e al keynote speaker Mattia Crespi, Accademico e Ricercatore Associato all’Institute For the Future di Palo Alto e CEO di Qbit Technologies Inc.
 
“Il concetto di ‘futuro’ è al centro di tutto ciò che facciamo in Carel - ha commentato Francesco Nalini -. Siamo mossi da una visione chiara, fondata su pilastri di sostenibilità e innovazione, che ci guida da sempre. Con l’inaugurazione del nuovo Knowledge Center celebriamo un ulteriore passo avanti in questo percorso, un viaggio attraverso cinquant’anni di crescita ed evoluzione. Vogliamo continuare a esplorare le potenzialità del mercato HVAC/R, per essere pronti ad affrontare le sfide che ci attendono con fiducia e determinazione, e per puntare insieme alla costruzione di un futuro più consapevole e sostenibile”.
 
Francesco Nalini ci ha illustrato alcuni degli ambiti di ricerca su cui Carel sta lavorando: uno dei temi più avanzati è quello dell’impiego dei compressori a velocità variabile nel settore commerciale e industriale. Ma spesso, oltre che dalle esigenze dei clienti, gli scenari sui quali impegnare i ricercatori sono quelli imposti dalla normativa, sia comunitaria che nazionale.
 
Un esempio, ha spiegato Nalini, è la norma F-Gas che impone l’uso di refrigeranti naturali, come il propano, al posto di quelli artificiali, per ridurre le emissioni climalteranti. I refrigeranti naturali sono meno impattanti sull’atmosfera ma sono anche più difficili da gestire perché infiammabili: per questo richiedono che gli impianti vengano riconfigurati e adattati per essere completamente sicuri.
 
Un altro aspetto che Carel non può sottovalutare è quello della cybersicurezza e delle norme che tutelano i dati gestiti dai dispositivi connessi. L’azienda, infatti, ha sviluppato STone, un innovativo ambiente software per gestire i controlli installati nelle unità HVAC basato su alcuni elementi fondamentali: la gestione remota, l’intelligenza artificiale e, appunto, la cybersecurity. La gestione remota, va sottolineato, riduce la dipendenza da manodopera tecnica altamente specializzata, un vantaggio importante in un contesto caratterizzato dalla penuria di tecnici frigoristi.
 
 

Il nuovo Knowledge Center di Carel Industries

Con il Knowledge Center Carel punta a rafforzare il suo ruolo di consulente innovativo e partner tecnologico che anticipa le richieste del mercato proponendo soluzioni efficienti dal punto di vista del risparmio energetico e che garantiscono performance di alto livello.
 
L’edificio multifunzionale, con una superficie di oltre 4.500 mq frutto di un investimento da oltre 10 milioni di euro, ospita un innovativo laboratorio di ricerca di 1.200 mq, comprensivo di tre camere climatiche certificate per l’uso di refrigeranti infiammabili, in grado di replicare le condizioni ambientali esterne o interne e permettere progetti di ricerca applicata (su unità quali pompe di calore, centrali di trattamento aria, sistemi di banchi frigoriferi, ecc.), ma anche di una cabina di collaudo prototipi, un’area di assemblaggio macchine dotata di sistemi di saldatura ad idrogeno.

Il piano superiore è dedicato alla divulgazione e alla formazione, con sale training dotate di tecnologia avanzata, di cui una dedicata alla formazione tecnico-pratica sui sistemi di umidificazione. Entrambi i piani sono progettati per garantire la sostenibilità ambientale e il comfort degli utenti, con sistemi di illuminazione e climatizzazione coordinati dai prodotti del Gruppo e un’attenzione particolare alla qualità dell’aria interna.

“Le professioni del freddo - ci ha spiegato Biagio Lamanna, Head of HVAC/R Knowledge Center - sono ancora poco scelte dagli studenti ma hanno prospettive di crescita molto importanti”.

A pieno regime, il Knowledge Center occuperà quotidianamente circa 20 persone, di cui 14 nel laboratorio di ricerca. Nel complesso il settore Ricerca & Sviluppo di Carel impegna circa il 13% degli oltre 2.400 dipendenti totali e ad esso viene destinato ogni anno il 4% del fatturato consolidato.
 
Il nuovo edificio si inserisce all’interno dell’Headquarter Carel di Brugine, rafforzandone la centralità nello sviluppo strategico del Gruppo, ma anche nella realtà economica e occupazionale del territorio padovano. Nell’area Carel di Brugine sono occupati in totale 760 persone, di cui 240 Blue Collar.
 
Carel è da 50 anni uno dei maggiori produttori mondiali di soluzioni di controllo per condizionamento, refrigerazione e riscaldamento e di sistemi per il miglioramento della qualità dell’aria destinati ai settori commerciale, industriale e residenziale. A Brugine trova spazio la realizzazione dei principali prodotti dell’azienda: controllori parametrici e programmabili, umidificatori adiabatici e isotermici, valvole di espansione elettroniche, inverter, HMI, quadri elettrici.

I prodotti che Carel realizza sono componenti che rappresentano approssimativamente dal 2% al 10% del valore del prodotto finito dei clienti, a seconda dell’applicazione. Trattandosi di elementi difficilmente sostituibili, per garantire la fornitura dei componenti anche in casi estremi, l’azienda ha adottato un sistema di disaster recovery che prevede - come ci ha spiegato Alberto Gava, Plant Manager HQ - che la maggior parte dei suoi prodotti siano producibili in almeno 2 siti produttivi e che il 58% dei componenti abbia almeno 2 fornitori.

Anche Gava ha sottolineato la carenza di ingegneri specializzati in questo settore, che invece offre notevoli opportunità di lavoro, “soprattutto nei Paesi in via di sviluppo, nei quali la climatizzazione e la refrigerazione sono imprescindibili, ma in generale in tutte le zone del mondo colpite dal cambiamento climatico”.
 
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