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Superbonus, cosa si rischia con una fattura a cavallo tra 2023 e 2024

Superbonus, cosa si rischia con una fattura a cavallo tra 2023 e 2024

L’Agenzia delle entrate spiega a quale anno va imputata una fattura elettronica caricata a fine 2023 ma scartata dal sistema e reinviata a inizio 2024

Fattura Superbonus - Foto: mangostar 123RF.com
Fattura Superbonus - Foto: mangostar 123RF.com
di Paola Mammarella
15/05/2024 - Conoscere con precisione la data di una fattura Superbonus è fondamentale per i pagamenti effettuati a fine 2023 e ha una serie di implicazioni. La data del pagamento riportata nella fattura Superbonus definisce in primo luogo l’aliquota della detrazione.
 
In vista delle novità normative in arrivo, la data della fattura Superbonus può anche determinare se il beneficiario della detrazione o il titolare del credito corrispondente può continuare a utilizzarlo in 4 anni o se è invece obbligato alla rateizzazione in 10 anni.
 
I dubbi possono sorgere quando il sistema di interscambio dell’Agenzia delle Entrate, attraverso cui le imprese inviano le fatture ai clienti, scarta la fattura Superbonus, che deve quindi essere inviata nuovamente.
 

I dubbi sulla data della fattura Superbonus

Il dubbio sulla data della fattura Superbonus è stato sottoposto all’Agenzia delle Entrate da un’impresa, che ha emesso la fattura il 30 dicembre 2023 e l’ha inviata al Sistema di interscambio.
 
La fattura Superbonus contiene l’opzione dello sconto in fattura e si riferisce a lavori che hanno potuto beneficiare dell’aliquota al 110%.
 

Il sistema l’ha scartata per la presenza di caratteri speciali contenuti nel corpo della fattura e ritenuti non conformi. L’impresa, subito dopo aver appreso l’esito di scarto, ha ripresentato la fattura nei primi giorni del 2024.
 
L’impresa ha quindi chiesto all’Agenzia se gli interventi continuano ad usufruire del Superbonus al 110% o se, dal momento che la fattura è stata presentata in modo corretto nel 2024, l’aliquota della detrazione è scesa al 70%.
 

Come funziona la data della fattura Superbonus

L’Agenzia delle Entrate, con la risposta 103/2024, ha ricordato che, in base alla normativa vigente, la fattura scartata dal Sistema di interscambio si intende non emessa. Se, però, il problema che ha causato lo scarto viene corretto entro 5 giorni dal momento in cui il contribuente ha ricevuto la comunicazione relativa allo scarto, la fattura risulta correttamente emessa.
 
Applicando la regola al caso sottoposto all'Agenzia, se la prima fattura è stata inviata al Sistema di interscambio il 30 dicembre 2023 e poi è stata nuovamente inviata nei 5 giorni successivi allo scarto, la fattura viene considerata emessa nel 2023. Se, invece, il secondo invio avviene dopo più di 5 giorni dall'avviso di scarto, la fattira deve essere considerata emessa nel 2024.
 

Data della fattura Superbonus, le conseguenze

La data della fattura Superbonus non ha effetto solo sull’aliquota della detrazione. In base alle novità che entreranno a breve in vigore, modificando la normativa relativa al Superbonus, con una fattura Superbonus datata 2023 il beneficiario della detrazione potrà continuare a rateizzare il bonus in 4 rate.
 
Una fattura Superbonus datata 2024 farà invece scattare l’obbligo di rateizzazione in 10 anni.
 
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