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Superbonus, sarà obbligatoria la detrazione in 10 anni

Superbonus, sarà obbligatoria la detrazione in 10 anni

Ance e Abi: ‘interventi retroattivi minerebbero la fiducia di famiglie, imprese e investitori’. Sottosegretario Freni: ‘retroattività limitata alle spese nell’esercizio 2024’

Vedi Aggiornamento del 15/05/2024
Superbonus in 10 anni - Foto: gitanna 123RF.com
Superbonus in 10 anni - Foto: gitanna 123RF.com
di Paola Mammarella
Vedi Aggiornamento del 15/05/2024
10/05/2024 - Diventerà obbligatorio detrarre o compensare i crediti Superbonus in 10 anni anzichè in 4. Si attende entro oggi l’emendamento del Governo al ddl di conversione del DL 39/2024, annunciato dal Ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, in Commissione Finanze del Senato mercoledì 8 maggio.
 

Superbonus in 10 anni obbligatorio

Le detrazioni fiscali relative alle spese sostenute per i lavori agevolati dal superbonus saranno ripartite in 10 rate annuali, anzichè nelle 4 oggi vigenti.

La novità si applicherà alle spese sostenute a partire dal periodo di imposta in corso alla data di entrata in vigore della legge di conversione del DL 39/2024, quindi alle spese sostenute a partire dal 1° gennaio 2024.
 
La ripartizione del Superbonus in 10 anni sarà obbligatoria. Il Governo supera quindi le proposte emendative presentate, che prevedevano la possibilità di scegliere tra la fruizione regolare in 4 anni o in 10 anni.
 

Superbonus in 10 anni, per chi vale il nuovo limite

L’obbligo del Superbonus in 10 anni colpisce quindi:
- i committenti privati che sostengono le spese e usufruiscono del Superbonus come detrazione Irpef nella dichiarazione dei redditi;
- le imprese che hanno praticato lo sconto in fattura e hanno acquisito un credito da utilizzare in compensazione.
 
Ricordiamo che dal 1° gennaio 2024 l’aliquota del Superbonus è scesa al 70%. I committenti privati che hanno iniziato i lavori nel 2024 possono usufruire del Superbonus solo come detrazione Irpef in 4 anni a meno che i titoli abilitativi siano stati presentati entro il 16 febbraio 2023: in questo caso i committenti hanno potuto optare per lo sconto in fattura o per la cessione del credito.
 
 
Alcune spese sostenute a partire dal 1° gennaio 2024 possono però riferirsi ad interventi iniziati negli anni precedenti, per cui il committente deve pagare ad esempio l’ultimo Sal. In questi casi, le aliquote della detrazione sono variabili dal 110% al 90% a seconda delle regole vigenti al momento in cui sono stati presentati i titoli abilitativi. Fino ad ora, a prescindere dall'aliquota, la detrazione è stata utilizzata in 4 anni.

Le imprese che hanno incamerato il credito dopo aver praticato lo sconto in fattura, fino ad ora lo hanno utilizzato in compensazione in 4 anni, mentre con le nuove regole saranno obbligate ad utilizzarlo in 10 anni. 
 

Il dubbio sulla retroattività del Superbonus in 10 anni

L’annuncio ha subito messo in allarme gli operatori del settore. L’Associazione nazionale costruttori edili (Ance) e l’Associazione bancaria italiana (Abi) hanno diramato una nota in cui affermano che “in questa fase complessa è importante dare certezze e rafforzare la fiducia. Interventi retroattivi sul Superbonus minerebbero la fiducia di famiglie, imprese e investitori”. Ance e Abi nella nota ricordano che lo stesso Ministro dell’Economia ha più volte indicato che non ci sarà il ricorso a interventi retroattivi.
 
“Leggiamo delle dichiarazioni, ma aspettiamo di vedere il testo. Come ha anche detto il ministro Giorgetti nessun provvedimento può essere retroattivo. Escludiamo che ci sia una retroattività, altrimenti avrebbe un impatto fortissimo su imprese, banche e cittadini” ha dichiarato all’Ansa la presidente dell’Ance, Federica Brancaccio.
 
"Mi sento in dovere di suggerire massima cautela relativamente alla paventata ipotesi dell'obbligo di spalmare i crediti da 4 a 10 anni anche per quelli antecedenti, ipotesi che apre al rischio default del settore: le norme non possono essere retroattive, l'introduzione di una retroattività apre a profili di incostituzionalità" ha commentato la deputata FI Erica Mazzetti.
 

Superbonus in 10 anni, Freni: retroattività limitata al 2024 

La risposta sulla retroattività del Superbonus in 10 anni è arrivato dal Sottosegretario all’Economia Federico Freni, intervenuto ieri in Commissione Finanze del Senato. “La retroattività, lo ha detto il Ministro e io ribadisco, è limitata alle spese sostenute nell’esercizio fiscale vigente alla data di entrata in vigore della norma. E quindi, semplificando, a tutte le spese sostenute nell’esercizio 2024”.
 
Questo significa che i crediti fiscali e le detrazioni relativi alle spese sostenute nel 2023 non devono essere rateizzati in 10 anni.
 
Stando alle parole del Sottosegretario, un’impresa che ha in pancia diversi crediti fiscali può utilizzarli con tempistiche diverse a seconda della data della spesa cui si riferiscono. I crediti relativi a interventi e spese sostenute nel 2023 potranno continuare ad essere utilizzati in 4 anni. I crediti relativi alle spese 2024 saranno invece utilizzati in 10 anni. Anche se la retroattività è limitata al 2024, le imprese che, ad esempio, a gennaio 2024 hanno accettato un credito convinte di poterlo compensare in 4 anni e che devono invece utilizzarlo in 10 anni, vengono colpite dal nuovo cambio delle regole.

Lo stesso discorso vale per i committenti privati con lavori a cavallo del 2023 e del 2024. Per le spese sostenute nel 2023 usufruiranno della detrazione Irpef in 4 anni, per quelle sostenute nel 2024 del Superbonus in 10 anni. Probabilmente, conoscendo in anticipo le nuove regole, qualche committente non avrebbe affrontato le spese a inizio 2024.
 

Incentivi per i controlli dei Comuni sulle irregolarità Superbonus

Il Superbonus in 10 anni non è l’unica novità annunciata da Giorgetti: nell’emendamento del Governo ci saranno risorse per i Comuni che vigileranno sulle irregolarità e per le onlus.
 
Per incentivare i Comuni a effettuare tali controlli, sarà loro riconosciuta una quota pari al 50% delle maggiori somme riscosse a titolo definitivo sia in relazione a tributi statali sia alle sanzioni civili emerse a seguito di accertamento.
 
La novità ricalca la proposta del piano straordinario di controlli sulla corrispondenza tra titoli abilitativi presentati e realizzazione degli interventi programmati, contenuta tra gli emendamenti al ddl.
 
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