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Superbonus, l’allungamento a 10 anni sarà retroattivo

Superbonus, l’allungamento a 10 anni sarà retroattivo

Passa la norma del Governo che allunga i tempi di recupero delle detrazioni maturate a partire dal 1° gennaio 2024

Vedi Aggiornamento del 30/05/2024
Superbonus, l’allungamento a 10 anni sarà retroattivo - Foto: vitapopova 123rf.com
Superbonus, l’allungamento a 10 anni sarà retroattivo - Foto: vitapopova 123rf.com
di Rossella Calabrese
15/05/2024 - È stata approvata in Commissione Finanze del Senato la misura voluta dal Governo per rateizzare in 10 anni, anziché negli attuali 4 o 5, le detrazioni fiscali relative a superbonus, sismabonus e bonus barriere architettoniche maturate a partire dal 1° gennaio 2024.
 
Ieri sera, dopo una giornata di contrapposizioni tra il Ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti - che ha voluto la modifica per salvaguardare i conti pubblici - e Forza Italia, contraria alla retroattività della norma, la Commissione di Palazzo Madama ha approvato l’emendamento governativo, in una formulazione modificata rispetto a quella presentata nei giorni scorsi.
 
Contestualmente la Commissione ha respinto i subemendamenti che invece chiedevano di applicare l’allungamento del periodo di recupero dei bonus a partire dall’entrata in vigore della legge di conversione del DL 39/2024.
 

Superbonus, l’allungamento a 10 anni sarà retroattivo

Con la nuova norma, le detrazioni Irpef relative al superbonus maturate a partire dal 1° gennaio 2024 dovranno essere recuperate non più in 4 anni ma in 10 anni. E le detrazioni Irpef relative a sismabonus e bonus barriere architettoniche maturate a partire dal 1° gennaio 2024 dovranno essere recuperate non più in 5 anni ma in 10 anni.
 
Invece, coloro i quali nel 2024 hanno fruito dei bonus edilizi sotto forma di cessione del credito e le imprese che hanno acquisito i crediti a seguito dello sconto in fattura, potranno continuare a compensare in 4 anni i crediti superbonus e in 5 anni i crediti sismabonus e bonus barriere architettoniche; per quest'anno si conferma quindi la norma attuale.
 

Stop alla compensazione di contributi e premi dal 2025

Dal 1° gennaio 2025 alle banche sarà vietato compensare i crediti di imposta derivanti dai bonus edilizi con i contributi previdenziali, assistenziali e con i premi per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali. In caso di violazione del divieto, il Fisco recupererà il credito compensato e comminerà una sanzione.
 
 

Stop alla cessione di rate residue

Per i contribuenti che abbiano fruito dei bonus edilizi sotto forma di detrazione Irpef, viene eliminata la possibilità di scegliere la cessione del credito per le rate residue non ancora fruite. Rispetto alla legislazione vigente, la nuova misura lascia vincolato l’utilizzo dei bonus edilizi alla sola forma della detrazione Irpef, non consentendo di “trasformare” le agevolazioni in credito d’imposta cedibile.
 

Ai Comuni controllori il 50% delle somme recuperate

I Comuni potranno segnalare alla Guardia di finanza e all’Agenzia delle entrate interventi edilizi totalmente o parzialmente inesistenti che hanno generato indebite agevolazioni fiscali. I Comuni che effettuano le segnalazioni incasseranno il 50% dei tributi statali riscossi e delle relative sanzioni civili applicate ai trasgressori.
 
La legge di conversione del Decreto Superbonus 39/2024 approderà oggi pomeriggio in Aula al Senato; il Governo ha preannunciato la posizione delle questione di fiducia. Successivamente, il provvedimento passerà alla Camera che dovrà licenziarlo entro il 28 maggio 2024.
 
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