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Ripristino della natura, via libera al Regolamento europeo

Ripristino della natura, via libera al Regolamento europeo

Ministro dell’Ambiente: ‘sarà necessario conciliare la sostenibilità economica, ambientale e sociale degli interventi’

Ripristino della natura, via libera al Regolamento europeo - Foto: pierricklemaret 123rf.com
Ripristino della natura, via libera al Regolamento europeo - Foto: pierricklemaret 123rf.com
di Rossella Calabrese
21/06/2024 - Il 17 giugno scorso il Consiglio europeo ha adottato formalmente il Regolamento sul ripristino della natura che mira a ripristinare almeno il 20% delle zone terrestri e marine dell’UE entro il 2030 e tutti gli ecosistemi che necessitano di ripristino entro il 2050.
 
Il Regolamento stabilisce obiettivi e obblighi giuridicamente vincolanti per il ripristino della natura negli ecosistemi terrestri e marini, di acqua dolce e urbani al fine della mitigazione dei cambiamenti climatici e dell’adattamento agli stessi, anche per rafforzare la sicurezza alimentare.
 

Ripristino degli ecosistemi terrestri e marini

Le nuove norme per il ripristino della natura riguardano una serie di ecosistemi terrestri, costieri e di acqua dolce, forestali, agricoli e urbani, comprendenti zone umide, formazione erbose, foreste, fiumi e laghi, nonché ecosistemi marini, inclusi praterie marine, banchi di spugne e banchi coralliferi.
 
Fino al 2030 gli Stati membri daranno priorità ai siti Natura 2000 quando attueranno le misure di ripristino della natura.
 
Per quanto riguarda gli habitat considerati in cattive condizioni, elencati nel regolamento, gli Stati membri adotteranno misure volte a ripristinare:
- almeno il 30% entro il 2030;
- almeno il 60% entro il 2040;
- almeno il 90% entro il 2050.
 
Fra le principali misure del nuovo Regolamento per il ripristino della natura, rientrano anche l’aumento della popolazione di uccelli in habitat forestale e la garanzia che non vi siano perdite nette di spazi verdi urbani e di copertura arborea urbana fino alla fine del 2030.
 
Gli Stati membri metteranno in atto misure volte a ripristinare le torbiere drenate e a contribuire a piantare almeno tre miliardi di alberi supplementari entro il 2030 a livello di UE.
 
Al fine di convertire almeno 25 000 km di fiumi in fiumi a scorrimento libero entro il 2030, gli Stati membri adotteranno misure per rimuovere le barriere artificiali alla connettività delle acque superficiali.
 
“Oggi il Consiglio dell’UE sceglie di ripristinare la natura in Europa, proteggendo in tal modo la sua biodiversità e l’ambiente in cui vivono i cittadini europei. È nostro dovere rispondere all’urgenza del crollo della biodiversità in Europa, ma anche consentire all’Unione europea di rispettare i propri impegni internazionali” - ha detto Alain Maron, ministro della Transizione climatica, dell'ambiente, dell’energia e della democrazia partecipativa del governo della regione di Bruxelles-Capitale.
 


Ripristino della natura, l’attuazione in Italia

Per l’attuazione del Regolamento sul ripristino della natura, il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica dovrà predisporre entro i prossimi due anni il primo Piano nazionale di ripristino, che conterrà le azioni da intraprendere sino a giugno 2032.
 
Lo ha detto il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto, nel corso del question time alla Camera dei Deputati il 19 giugno.
 
“Le azioni del Piano - ha spiegato il Ministro - dovranno conciliare la sostenibilità economica, ambientale e sociale degli interventi, e la definizione di appositi finanziamenti, anche di carattere europeo, sarà fondamentale per evitare l’accrescimento degli oneri per i vari settori coinvolti”.
 
Fondamentale, per il titolare dell’Ambiente, è “la definizione partecipata delle azioni del Piano nazionale con tutti i soggetti e le categorie interessate, per tarare al meglio le modalità di raggiungimento dei target”. “Lo schema del Piano dovrà essere sottoposto a Valutazione Ambientale Strategica, dove sarà prevista una fase di consultazione e partecipazione pubblica che garantirà il coinvolgimento di tutti i soggetti interessati”.
 
Il Ministro ha sottolineato anche che verrà seguito un “approccio multidisciplinare per individuare le misure di ripristino”, tenendo in considerazione “le iniziative che sono già in atto a livello regionale nell’ambito della rete Natura 2000”. “Il MASE - ha spiegato ancora - sta già partecipando alle riunioni con la Commissione europea e gli altri Stati membri al fine di definire il format del Piano”.
 
“Si dovrà dare continuità alla missione PNRR-MER (Marine Ecosystem Restoration), che già prevede 37 interventi su larga scala per il ripristino e la protezione dei fondali e degli habitat marini, il rafforzamento del sistema nazionale di osservazione degli ecosistemi marini e costieri e la mappatura dei fondali e degli habitat costieri e marini di interesse conservazionistico” - ha concluso il Ministro.
 
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