Network
Pubblica i tuoi prodotti
Gare ingegneria e architettura, Oice: a maggio 2024 calo del 25,8% rispetto al 2023

Gare ingegneria e architettura, Oice: a maggio 2024 calo del 25,8% rispetto al 2023

Nei primi 5 mesi sono andate in gara servizi di ingegneria per 669 milioni di euro, con una riduzione del 66,3% rispetto al 2023

Vedi Aggiornamento del 19/07/2024
Gare ingegneria e architettura - Foto: thapana onphalai 123RF.com
Gare ingegneria e architettura - Foto: thapana onphalai 123RF.com
di Paola Mammarella
Vedi Aggiornamento del 19/07/2024
13/06/2024 - La domanda pubblica di servizi di ingegneria e architettura è ancora in forte calo. Lo rileva l’Osservatorio OICE/Informatel.
 
Nei primi 5 mesi dell’anno, infatti, sommando 588,2 milioni dei bandi di architettura e ingegneria agli 80,8 milioni di servizi compresi negli appalti integrati, si arriva a 669 milioni, con un calo del 66,3% sui primi 5 mesi2023. Il confronto con i primi 5 mesi degli ultimi anni è sempre negativo: ‐ 59,4% rispetto al 2022, ‐37% rispetto al 2021 e ‐30,9% rispetto al 2020.
 
Nel mese di maggio per servizi puri di architettura e ingegneria sono state rilevate 295 gare per un importo di 147,5 milioni: rispetto ad aprile è stato registrato il +5,4% in numero e +9,2% in valore. Il confronto con maggio dello scorso anno mostra un incremento del 5% in numero, ma una diminuzione del 25,8% in valore.
 
Le gare di maggior importo, quelle per servizi tecnici oltre la soglia UE dei 215.000 euro, nei primi 5 mesi del 2024 sono state 442, per un valore di 507,8milioni.  Rispetto ai primi 5 mesi del 2023 sono calate del 42,8% in numero e del 58,8% in valore. A maggio 2024 sono stati pubblicati 108 bandi soprasoglia: ‐11,5% in numero e ‐33,2% in valore su maggio 2023.
 
Sempre nei primi 5 mesi del 2024 continua la discesa dei dati delle gare di sola progettazione: il valore si attesta su 181,4 milioni contro i 696,3 milioni degli stessi mesi del 2023 (‐74%). A maggio, rispetto al precedente mese di aprile, si registrano aumenti del 19,7% in numero e del 41,5% in valore.
 
A maggio gli accordi quadro sono stati 24 per 40,3 milioni; i primi 5 mesi si sono chiusi con 75 accordi quadro per 131,2 milioni, con cali del 61,9% in numero e del 74,0% in valore sugli stessi mesi del 2023.
 
 
Nel mese di maggio 2024 i bandi per servizi tecnici sotto i 140.000 euro sono stati 156, il 52,9% del numero totale, per 4,9 milioni di euro, il 3,3% del valore totale. Nei primi 5 mesi del 2024 i bandi sotto i 140.000 euro sono stati 692, il 55,9% del numero totale, per 28,9 milioni di euro, il 4,9% del valore totale.
 
Le gare di sola progettazione con importo maggiore di 140.000 euro, pubblicate ai sensi del D.lgs 36/23 dal primo luglio 2023 a maggio 2024 sono state 361. Di queste 111 (il 30,7% del totale) con richiesta di ribasso unico sul compenso a base d’asta e 151 (il 41,8%) quelle in cui si chiedono requisiti su 5/10 anni, invece che su 3.
 
Nel mese di maggio 2024 le gare rilevate per appalti integrati sono state solo 59, per un importo complessivo dei lavori di 706,2 milioni e con un importo dei servizi tecnici compresi stimato in 13,1 milioni. Rispetto al mese di maggio 2023 il numero è sceso del 73,1%, il valore dei lavori è sceso dell’88,4% e quello dei servizi è crollato del 94,6%.
 
Nei primi 5 mesi del 2024 i bandi per appalti integrati rilevati sono stati 267, con un importo di 3,3 miliardi di euro di lavori e di 80,8 milioni di servizi tecnici. Rispetto agli stessi mesi del 2023, il numero è calato del 69,3%, il valore dei lavori è sceso del 77,7% e quello dei servizi tecnici dell’86,6%.
 
“I modesti recuperi di maggio su aprile non sono ancora i segnali di una inversione della tendenza ‐ ha dichiarato il presidente dell’Oice, Giorgio Lupoi, a commento dei dati dell’Osservatorio - perché la domanda torni sui livelli del 2021/2022”.
 
“È ormai evidente che la “bolla” del Pnrr si sta esaurendo - ha continuato - al netto di un presumibile incremento del mese di giugno nel quale la scadenza del 30 giugno probabilmente porterà ad un aumento degli appalti integrati e della progettazione esecutiva ad essa connessa. Siamo dell’avviso che le incertezze sui noti temi dell’equo compenso non stiano aiutando il mercato, ma ci risulta anche che alcune grandi committenze siano a corto di risorse a causa del mancato trasferimento dei fondi dagli enti sovraordinati”.
 
“Questi elementi, ai quali si aggiunge una scarsa concorrenza indotta dalla soglia fiduciaria a 140 mila euro e anche la farraginosità delle procedure per i pagamenti, spesso ritardati di molti mesi anche a causa di condizioni contrattuali vessatorie, possono creare seri problemi di liquidità agli operatori economici, con tutte le ricadute del caso. È urgente, continuiamo a ripeterlo, una seria riflessione sul quadro delle regole per affrontare il post PNRR”.
 
Le più lette