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Decreto Salva Casa, la Lega punta ad ampliarne la portata

Decreto Salva Casa, la Lega punta ad ampliarne la portata

Annunciate ulteriori semplificazioni per gli immobili ante-1977, tolleranze più ampie anche per il futuro, destinazione residenziale dei piani terra, abitabilità per le microcase

Vedi Aggiornamento del 19/07/2024
Decreto Salva Casa emendamenti Lega Salvini - Foto: joseh51 123rf.com
Decreto Salva Casa emendamenti Lega Salvini - Foto: joseh51 123rf.com
di Rossella Calabrese
Vedi Aggiornamento del 19/07/2024
06/06/2024 - Semplificazioni per gli immobili ante-1977; maggiori tolleranze anche per interventi da realizzare in futuro; ulteriori semplificazioni per la regolarizzazione degli immobili con parziali difformità; destinazione d’uso residenziale al piano terra con meno vincoli; abitabilità per microcase da 20 metri quadri e con altezza da 2,40 metri; norma Salva Milano e Piano Casa per l’edilizia residenziale e sociale.
 
Il Decreto Salva Casa (DL 69/2024) inizierà l’iter di conversione in legge il prossimo 11 giugno alla Camera. Tuttavia, il segretario della Lega, nonchè Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini ha anticipato i tempi e ha indetto, martedì scorso, una conferenza stampa per annunciare gli emendamenti che il suo gruppo intende presentare in Parlamento.
 
Tra le proposte di modifica al Decreto Salva Casa che saranno presentate dalla Lega c’è una semplificazione per gli interventi realizzati prima del 1977 (Legge Bucalossi), cioè per interventi che, secondo Salvini, “per difficoltà da parte dei cittadini di reperire la documentazione, non si riescono a regolarizzare”.
 
Per le varianti realizzate in sede di realizzazione degli immobili ante ’77, saranno proposte forme semplificate di regolarizzazione delle parziali difformità presenti. I promotori della modifica si aspettano uno sblocco del mercato immobiliare e del patrimonio delle famiglie.
 
Un’altra proposta emendativa riguarderà le tolleranze costruttive ed esecutive. “Con il decreto Salva Casa - ha ricordato Salvini - abbiamo introdotto modifiche significative in materia di tolleranze costruttive ed esecutive” per gli interventi realizzati entro il 24 maggio 2024.
 
“Partendo dalle novità già introdotte, intendiamo estendere tali semplificazioni anche per tutti quegli immobili ed interventi che saranno realizzati in futuro, per garantire una uniformità della disciplina in materia di tolleranze e un trattamento uniforme per tutti gli interventi edilizi”.
 

In sede di conversione in legge, sarà proposta un’ulteriore semplificazione per gli immobili con parziali difformità. Il Decreto Salva Casa prevede che la pubblica amministrazione possa indicare eventuali interventi correttivi sull’immobile che il privato deve realizzare per ottenere il permesso di costruire o la Scia in sanatoria.
 
“Per evitare che questo strumento possa surrettiziamente reintrodurre un vincolo di doppia conformità, ci sembra opportuno limitare l’entità (e quindi l’importo) dei lavori che possono essere richiesti ai cittadini per regolarizzare il proprio immobile, circoscrivendoli solo a quelli che sono necessari e imprescindibili per la sicurezza”.
 
Un altro emendamento annunciato si prefigge di garantire il legittimo affidamento dei cittadini nei confronti dell’operato della pubblica amministrazione: “è importante che se ho eseguito i lavori e, alla fine di questi, ho ottenuto un certificato di agibilità/abitabilità da un tecnico del comune o della ASL che ha effettuato un sopralluogo senza rilevare difformità - ha detto Savini -, nessuno potrà dirmi, in un secondo momento, che il mio immobile non è conforme. Proprio per questo abbiamo immaginato una soluzione che tuteli i proprietari di casa che giustamente ripongono la propria fiducia nell’operato della pubblica amministrazione”.
 
Nell’ottica di garantire il legittimo affidamento dei cittadini, la Lega ha un’altra proposta di modifica al Decreto Salva Casa: ridurre le tempistiche per l’esercizio del potere sostitutivo delle Regioni. “Pensate che dopo 10 anni dal rilascio del titolo edilizio, a normativa vigente, la Regione potrebbe ancora annullare il permesso di costruire, sostituendosi al comune” - ha detto Salvini.
 
Il leader della Lega annuncia un’altra misura che amplierebbe ulteriormente la semplificazione dei cambi di destinazione d’uso delle unità immobiliari: dare al proprietario la possibilità di cambiare la destinazione d’uso di un locale posto al piano terra per ricavarne un’abitazione. Per le unità poste al piano terra, il testo del Decreto Salva Casa vigente consente il passaggio alla destinazione residenziale nei soli casi espressamente previsti dal piano urbanistico e dal regolamento edilizio.
 
Salvini ha spiegato che la misura proposta “è stata sollecitata in particolare dai piccoli Comuni: si pensi al caso dei borghi storici che, per evitare lo spopolamento dei centri storici, hanno l’esigenza di valorizzare il tessuto urbano e individuare misure che incentivino l’insediamento di nuovi nuclei familiari o realtà artigianali o commerciali”.
 
Tuttavia, resterebbe valida la possibilità per i Comuni di vincolare il cambio di destinazione d’uso al rispetto di “specifiche condizioni” per tener conto “degli effetti che la misura può produrre nei diversi contesti urbani e per garantire che sia utilizzata per obiettivi di riqualificazione dei centri abitati e non per alimentare degrado o perdita di valore identitario”.
 

Come già annunciato nei giorni scorsi, la Lega proporrà di consentire l’abitabilità anche dei ‘microappartamenti’: da 20 mq (invece degli attuali 28 mq) per una persona e da 28 mq (invece degli attuali 38 mq) per due persone, ferme restando le condizioni di agibilità dell’immobile, con particolare riguardo ai requisiti di igiene e sicurezza. L’obiettivo dichiarato è quello di ampliare l’offerta abitativa e, auspicabilmente, anche di ridurre il costo degli affitti.
 
Alla riduzione della dimensione minima per l’abitabilità si accompagna la proposta di rendere abitabili anche i locali con un’altezza interna minima di 2,40 metri, sempre a patto che ci siano le condizioni di aerazione e luminosità tali da consentire l’abitabilità dell’unità immobiliare. Ad oggi l’altezza minima dei locali è fissata a 2,70 metri (2,40 metri per corridoi, disimpegni, bagni e ripostigli).
 
La misura - spiega Matteo Salvini - intende anche garantire omogeneità rispetto alla riduzione dei limiti di altezza, che già trovano diffuse deroghe sia per i comuni montani, sia per i sottotetti, secondo i regolamenti comunali. Su questa misura - aggiunge -, è stato già acquisito il parere favorevole del Ministero della salute.
 
Nel pacchetto degli emendamenti rientrerà anche la norma Salva Milano, “molto auspicata dalle amministrazioni locali”. L’intento dichiarato è quello di trovare soluzioni al problema delle ristrutturazioni edilizie che non riguardano solo Milano, ma anche altre città dove per anni si è lavorato seguendo la stessa interpretazione di norme. Sono problemi che nascono dalla sovrapposizione tra la normativa statale, la normativa regionale e i provvedimenti adottati da alcuni Comuni, che consentono la demo-ricostruzione con Scia”.
 
E, infine, il Piano Casa per l’edilizia residenziale e sociale. La Lega annuncia di voler affidare al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) il compito di adottare un Piano nazionale volto a fornire risposte concrete al disagio abitativo tramite il riordino e la sperimentazione di modelli innovativi di edilizia residenziale e sociale, il “Piano casa Italia”, ritenendo questa misura “un volano per una piena rigenerazione della dimensione urbana, che sarà attuata mediante la valorizzazione del patrimonio immobiliare esistente e il contenimento del consumo di suolo”.
 
Per realizzare il Piano, la Lega ritiene strategico individuare nuovi modelli di cooperazione pubblico-privato che consentano di coinvolgere i principali operatori del mercato del credito con una vocazione sociale (i cosiddetti “fondi pazienti”) nel finanziamento dei progetti di edilizia residenziale e sociale.
 
In realtà è da diversi mesi che il MIT sta lavorando al Piano Casa, almeno stando alle dichiarazioni che il Ministro Matteo Salvini ha rilasciato nel tempo. Infatti, i ‘modelli innovativi di edilizia residenziale e sociale’ e i ‘nuovi modelli di cooperazione pubblico-privato’ sono già stati citati al termine delle riunioni che si sono tenute al Ministero.
 
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