25/09/2024 - Le
opere di difesa delle sponde dall’erosione sono interventi di sistemazione fluviale, noti anche come opere di riqualificazione fluviale o di difesa idraulica.
L'erosione spondale è il risultato della naturale tendenza dei fiumi a modificare il tracciato planimetrico, spostando gradualmente le sponde e coinvolgendo le aree vicine. Questo fenomeno contribuisce all'evoluzione e alla diversificazione dell'
ecosistema fluviale.
L'erosione delle sponde non dovrebbe essere vista come un problema. Un corso d’acqua che modifica il suo tracciato mantiene il suo equilibrio in termini di forma e caratteristiche. Pertanto, quando si assiste a tratti estesi in erosione significativa, vuol dire che c’è stata una graduale perdita dell’equilibrio geomorfologico del corso d’acqua.
Nella maggior parte dei casi, questo accade lungo i corsi d’acqua che attraversano aree urbanizzate o infrastrutturate. In questi contesti, l’erosione spondale può diventare una problematica significativa da affrontare, come dimostrato dai recenti eventi alluvionali in Emilia-Romagna, dove l’erosione e la mancata gestione delle sponde hanno contribuito all'aggravarsi dei danni.
A tal proposito, la
recente Risoluzione del Parlamento Europeo richiama l'attenzione sugli eventi climatici estremi che hanno colpito l'Europa nelle ultime settimane. Questi disastri hanno messo in evidenza la vulnerabilità del territorio e la necessità di misure urgenti per prevenire futuri danni. La risoluzione esorta a rafforzare la gestione sostenibile delle risorse idriche e a promuovere investimenti strutturali per la difesa delle aree a rischio idrogeologico, con l'obiettivo di proteggere le comunità e mitigare l'impatto dei cambiamenti climatici.
Cos’è si intende per sistemazione fluviale
Le opere di sistemazione fluviale sono tutti quegli interventi destinati alla mitigazione del rischio idraulico.
I sistemi di intervento per la riduzione del rischio idraulico sono classificabili in due categorie:
- Interventi Strutturali. Si tratta di opere e interventi di manutenzione essenzialmente dedicati alla protezione degli insediamenti esistenti che agiscono direttamente sulla rete idrografica.
- Interventi non Strutturali. Si tratta essenzialmente di interventi che non interessano direttamente la rete idrografica quali ad esempio provvedimenti legislativi dedicati alla prevenzione per insediamenti futuri o già esistenti.
La protezione delle sponde, quindi,
rientra tra gli interventi strutturali, poiché riguarda direttamente la stabilizzazione e la difesa del corso d’acqua.
Le cause dell’erosione spondale
Le cause dell’erosione spondale possono essere associate sia alla scala di bacino che alla scala locale.
Le cause dell’erosione ricondotte a diverse situazioni a scala di bacino possono essere le seguenti:
- Il deficit di trasporto solido, causato dalla presenza di opere trasversali (dighe, briglie, ecc.) a monte del tratto in erosione o dalla disconnessione delle fonti di sedimenti presenti nel bacino.
- L’alterazione del regime delle portate liquide e solide: gli sbarramenti per l’accumulo e/o la derivazione di acque ad uso irriguo/idroelettrico/idropotabile modificano, spesso in modo sostanziale, il regime idrologico dei corsi d’acqua.
- La rettifica, accorciamento del percorso e perdita di aree di laminazione.
Le cause dell’erosione spondale ricondotte alla scala locale, possono essere invece:
- La presenza di elementi in alveo (alberi, massi, accumuli di sedimenti, ecc) che deviano la corrente su una sponda.
- La mancanza di copertura vegetale a protezione della sponda, che viene quindi privata della coesione fornita dagli apparati radicali ed esposta ad una velocità di corrente più elevata (in quanto non rallentata dall’attrito con la vegetazione).
- Artificializzazione dell’alveo localizzata. La riduzione di sinuosità e la rettifica del corso d’acqua aumentano la sua velocità e possono quindi incrementare localmente la forza erosiva della corrente, amplificando o generando in questo modo l’erosione.”
Interventi di mitigazione dell’erosione spondale a scala locale
Quando le condizioni lo permettono, non si interviene e si lascia che il fiume eroda naturalmente la sponda, ristabilendo così il proprio equilibrio geomorfologico.
Quando invece l’obiettivo è proteggere le aree urbanizzate o infrastrutturate (o comunque di elevato valore) si può intervenire in due modi:
1.Consolidando la sponda mediante opere di
ingegneria naturalistica.
2.Consolidando la sponda con opere di
rinverdimento delle fasce perifluviali.
Tali opere non solo attuano il consolidamento delle sponde, ma contribuiscono anche a migliorare la qualità ambientale e paesaggistica del fiume e del territorio.
Consolidamento delle sponde mediante opere di ingegneria naturalistica
Secondo Hugo Schiechtl Meinhard, uno dei maggiori specialisti del settore, l’ingegneria naturalistica è: “una disciplina tecnico-scientifica che studia le modalità di utilizzo, come materiali da costruzione, di piante viventi, di parti di piante o addirittura di biocenosi vegetali, spesso in unione con materiali non viventi, come pietrame, terra, legname, acciaio”.
Tra le opere di ingegneria naturalistica che è possibile adottare per interventi di sistemazione fluviale finalizzati al consolidamento ed al miglioramento ambientale della sponda troviamo:
- Palificate vive con talee. Sono muri a gravità formati da una struttura di tronchi, i cui spazi vengono riempiti con pietre e terra, creando un substrato adatto alla rivegetazione. Grazie alla messa a dimora di talee, queste strutture possono consolidare le sponde e allo stesso tempo creare una fascia ripariale vegetata.
- Speroni, conosciuti anche come pennelli. Realizzati con pietre o legno, si estendono nel corso d'acqua partendo dalla sponda, in modo da ridurre al minimo l'erosione, forzando il flusso lontano dalla sponda. Sono posizionati dove le linee di flusso sono approssimativamente parallele alla sponda.
- Inerbimenti. L'azione consolidante degli apparati radicali aiuta il terreno a stabilizzarsi e lo protegge dall'erosione superficiale dovuta all'azione battente delle precipitazioni e dal ruscellamento. L'inerbimento può avvenire mediante una semina manuale a spaglio o idraulica (idrosemina).
- Briglie in massi. Sono barriere trasversali di bassa altezza, progettate per deviare da una sponda in erosione la corrente d’acqua, riducendo l'impatto su di essa.
Consolidamento delle sponde mediante il rinverdimento delle fasce perifluviali
Il rinverdimento delle fasce perifluviali è una tecnica preventiva di protezione delle sponde, poiché ripristina le funzioni naturali delle rive e aiuta a prevenire problemi di stabilità in futuro.
Si tratta di fasce tampone vegetate con vegetazione riparia, di tipo arborea, arbustiva o erbacea.
Questa tecnica di stabilizzazione offre una protezione immediata dal rischio di erosione delle sponde, che deve poi essere definitiva combinando altre tecniche, come quelle di ingegneria naturalistica viste nel precedente paragrafo.
Le fasce riparie, oltre a stabilizzare le sponde e migliorare l’aspetto paesaggistico, proteggono i corsi d'acqua dall'inquinamento agricolo, come l'accumulo di azoto causato dal dilavamento. Questi interventi sono in linea con gli
obiettivi del Regolamento Europeo per il ripristino della natura, che mira a migliorare ecosistemi come fiumi e laghi, riducendo l’impatto del cambiamento climatico e migliorando la qualità ambientale, anche in ambiti agricoli e urbani.
Normative e strumenti per ridurre il rischio idrogeologico
Gli interventi di riqualificazione fluviale possono contribuire anche a obiettivi più ampi di adattamento ai cambiamenti climatici, come evidenziato nel
Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC).
Il PNIEC sottolinea l'importanza di interventi che aumentino la resilienza del territorio, tra cui quelli volti alla mitigazione dei rischi idrogeologici. In questo contesto, gli interventi che proteggono le sponde fluviali dall'erosione potrebbero essere strategici per ridurre l’impatto delle alluvioni e migliorare la gestione delle risorse idriche.
Inoltre, recentemente è diventato operativo
il Fondo per la Progettazione degli Interventi di Mitigazione del Rischio Idrogeologico, un’iniziativa del governo italiano mirata a fornire risorse per la progettazione di interventi volti alla riduzione dei rischi legati al dissesto idrogeologico.
Con questo fondo, le amministrazioni locali e regionali possono accedere a finanziamenti per la pianificazione di opere volte alla messa in sicurezza del territorio, come la protezione delle sponde fluviali dall’erosione, riducendo così l’impatto delle alluvioni e migliorando la gestione delle acque.
Bibliografia:
Rivista 'Riqualificazione Fluviale' numero 3.1/2010 del Centro Italiano per la Riqualificazione Fluviale (CIRF)
Manuale 'Atlante delle opere di sistemazione fluviale' numero 27/2003 dell'Agenzia per la Protezione dell’Ambiente e per i servizi Tecnici (APAT)
Sito web dell'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA)
Sito web del Centro Italiano per la Riqualificazione Fluviale (CIRF)