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Acque affinate: una risorsa preziosa per contrastare la siccità

Acque affinate: una risorsa preziosa per contrastare la siccità

Per l'irrigazione agricola o di giardini, campi sportivi e aree verdi, per la pulizia delle strade, per alcuni cicli produttivi industriali, il riutilizzo di acque affinate può ridurre lo spreco di acqua potabile

Aggiornato al 07/11/2024
Riutilizzo delle acque reflue - Foto: guijunpeng 123rf.com
Riutilizzo delle acque reflue - Foto: guijunpeng 123rf.com
di Rossella di Gregorio Aggiornato al
25/10/2024 - Il riutilizzo delle acque affinate è una soluzione per affrontare la crescente scarsità d'acqua. La siccità, un fenomeno sempre più comune a causa dei cambiamenti climatici e della gestione inefficiente delle risorse idriche, richiede approcci innovativi per garantire la disponibilità di acqua potabile e irrigua.

In questo contesto, si inserisce il riutilizzo delle acque reflue trattate. Tale azione è una misura di economia circolare che promuove un utilizzo responsabile e partecipato delle risorse disponibili per garantire maggiori disponibilità di acqua ad uso irriguo e non solo.
 

Cosa sono le acque affinate

Per spiegare cosa sono le acque reflue affinate dobbiamo partire dalla definizione di acque reflue.
 
Secondo l’art. 74 del D. Lgs. 152 del 3 aprile 2006 (Codice dell’ambiente), le acque reflue si classificano in tre categorie principali:
 
  • acque reflue domestiche: acque reflue provenienti da insediamenti di tipo residenziale e da servizi;
  • acque reflue industriali: qualsiasi tipo di acque reflue scaricate da edifici od impianti in cui si svolgono attività commerciali o di produzione di beni, diverse dalle acque reflue domestiche e dalle acque meteoriche di dilavamento;
  • acque reflue urbane: acque reflue domestiche o il miscuglio di acque reflue domestiche, di acque reflue industriali ovvero meteoriche di dilavamento convogliate in reti fognarie, anche separate, e provenienti da agglomerato.
 
Le acque reflue sono acque contaminate da sostanze organiche e inorganiche, risultando così inadatte all'uso diretto e pericolose per la salute e l'ambiente. Se non trattate adeguatamente, possono rappresentare un rischio per la salute umana e inquinare laghi, fiumi, terreni, acque costiere e falde sotterranee. Per questo motivo, è fondamentale depurare le acque reflue per prevenire danni all'ambiente e tutelare le risorse idriche, comprese le falde da cui si preleva l'acqua potabile.
 
Le acque reflue affinate sono quindi il risultato di un processo di trattamento delle acque reflue, che ne migliora la qualità fino a renderle nuovamente utilizzabili per specifiche applicazioni.
 

Cos’è la siccità

Negli ultimi tempi stiamo assistendo a eventi calamitosi come le alluvioni, ma è importante ricordare che anche le prolungate siccità rappresentano una grave minaccia per i corpi idrici.
 
Sebbene le cause di questi due fenomeni siano apparentemente opposte, siccità e alluvioni sono più connesse di quanto si pensi. Da un lato, l'eccessiva interferenza umana o la scarsa manutenzione dei corsi d'acqua possono causare alluvioni; dall'altro, lo spreco delle risorse idriche contribuisce alla siccità.
 
Nell'estate del 2024, l'Italia ha affrontato una crisi legata alla siccità, con particolare impatto nelle regioni meridionali. Le ondate di caldo estremo, amplificate dai cambiamenti climatici, hanno causato una drastica riduzione delle precipitazioni, portando a condizioni di siccità molto gravi.
 
Molte città hanno dovuto introdurre misure di razionamento dell’acqua.
 
Uno studio del World Weather Attribution ha evidenziato che il riscaldamento globale ha aumentato del 50% la probabilità di eventi di siccità estrema, aggravando le difficoltà nell'approvvigionamento idrico e causando danni significativi alle colture e agli ecosistemi.
 
È evidente che la crescente frequenza di queste anomalie climatiche sta mettendo a dura prova non solo l'ambiente, ma anche la vita delle persone e l'economia globale.
 
A questo si aggiunge la scarsa manutenzione della rete idrica, che provoca la dispersione di circa 157 litri d'acqua al giorno per abitante. Anche dal punto di vista delle infrastrutture la situazione non è migliore: in Italia ci sono 526 grandi dighe e circa 20.000 piccoli invasi, ma la capacità di raccogliere e immagazzinare l'acqua piovana è ancora limitata, sebbene potrebbe essere molto più elevata.
 
Questa inefficienza comporta un utilizzo non necessario di acqua potabile per attività quotidiane, come il lavaggio delle auto o il raffreddamento degli impianti produttivi. Una gestione più sostenibile, come il riutilizzo delle acque reflue, permetterebbe di ridurre significativamente lo spreco idrico e preservare una risorsa fondamentale.
 

Come riutilizzare le acque affinate

Il riutilizzo delle acque reflue trattate, in particolare quelle urbane, rappresenta una soluzione efficace per contrastare la scarsità idrica.
 
Dopo un accurato processo di depurazione conforme alla normativa, queste acque possono essere impiegate in diversi ambiti, tra cui:
 
  • Uso irriguo: Le acque reflue depurate possono essere utilizzate per irrigare colture destinate al consumo umano e animale, colture per la produzione di energia elettrica o per l'irrigazione di giardini, campi sportivi e aree verdi.
  • Uso urbano: Possono essere impiegate per la pulizia delle strade, il lavaggio dei cassonetti, e per alimentare impianti di raffreddamento e riscaldamento, ad eccezione degli scarichi igienici.
  • Uso industriale: Le acque reflue trattate trovano applicazione negli impianti antincendio, di lavaggio e nei cicli produttivi industriali, con l'eccezione dei processi che comportano un contatto diretto con alimenti, cosmetici o farmaci.
 
Tutto questo può ridurre significativamente lo spreco di acqua potabile, ottimizzando le risorse idriche disponibili.
 

Come si affina l’acqua

Le acque reflue non possono essere rilasciate in natura senza un preventivo processo di depurazione, dal momento che terreno, mare e laghi non sono in grado di ricevere una quantità di sostanze inquinanti superiore alla loro capacità auto-depurativa.
 
Il trattamento delle acque reflue, siano esse di origine domestica, urbana o industriale, è quindi quel processo di depurazione e di rimozione di tutti i tipi di sostanze inquinanti organiche e inorganiche e contaminanti che si trovano al loro interno.
 
Questi processi richiedono infrastrutture adeguate e sistemi avanzati per rimuovere contaminanti e agenti patogeni, garantendo la sicurezza per l’ambiente e la salute umana.
 
Le acque reflue vengono trattate con appositi impianti di depurazione, al cui interno si trovano diverse apparecchiature. In maniera molto sintetica si procede innanzitutto con una rimozione grossolana dei residui solidi, che possono comprendere rifiuti vari, buste di plastica, sassi ecc. Successivamente si procede ad una purificazione sempre maggiore e più dettagliata, utilizzando metodi meccanici e sofisticate tecnologie chimiche e biologiche destinate a rimuovere completamente le sostanze che si sciolgono nell’acqua.
 
Il corretto trattamento delle acque reflue è necessario per garantire una buona qualità dell'acqua.
 

Normativa di riferimento

Le acque reflue, se non trattate adeguatamente, rappresentano una delle principali fonti di inquinamento idrico, con effetti dannosi sia per la salute umana che per l'ambiente. Per questo motivo, sono state introdotte normative specifiche e prescrizioni da rispettare.
 
Una delle direttive fondamentali è la 91/271/CEE sul trattamento delle acque reflue urbane, che a breve verrà abrogata dalla nuova direttiva sul trattamento delle acque reflue urbane, la 2024/3019, adottata recentemente da parte del Consiglio. La direttiva sarà ora firmata e pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell'UE, per poi entrare in vigore.  La direttiva riveduta includerà l'inquinamento proveniente dagli agglomerati più piccoli, le tracimazioni causate da piogge violente e i microinquinanti che danneggiano l'ambiente. 
 
Un'altra norma di riferimento è il Regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio n. 2020/741, emanato il 25 maggio 2020, che stabilisce requisiti minimi per il riutilizzo delle acque recuperate.
 
Questo regolamento adotta un approccio basato sulla valutazione e gestione del rischio delle acque reflue urbane, estendendo la sua applicazione anche al riutilizzo delle acque industriali e di quelle non collegate alla rete fognaria pubblica. Promuove, inoltre, lo stoccaggio e la distribuzione delle acque affinate per scopi civili, ambientali e industriali.
 
Con il recente Decreto Legge del 17 ottobre 2024 n. 153, l’Italia ha recepito il Regolamento europeo, inserendo nel Codice dell’Ambiente il concetto di acque affinate, non limitato alle acque urbane, ma esteso anche a quelle reflue domestiche e industriali, purché trattate secondo le normative vigenti.
 
L’introduzione del concetto di "acque affinate" e il rafforzamento delle buone pratiche di riuso permetteranno di contrastare fenomeni di siccità, contribuendo al ripristino e all’incremento delle riserve idriche sotterranee.

 
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