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Edilizia e urbanistica, avviato alla Camera l’esame del Testo Unico

Edilizia e urbanistica, avviato alla Camera l’esame del Testo Unico

Il Codice delle costruzioni proposto da Forza Italia si pone l’obiettivo di ‘riordinare il caos normativo, frutto di una stratificazione esagerata’

Aggiornato al 12/09/2025
Proposta Forza Italia per nuovo testo unico edilizia - Foto: mikkiorso 123rf.com
Proposta Forza Italia per nuovo testo unico edilizia - Foto: mikkiorso 123rf.com
di Rossella Calabrese Aggiornato al
Nel pomeriggio del 10 settembre, la Commissione Ambiente della Camera ha avviato l’esame della proposta di legge delega per un nuovo Testo Unico delle Costruzioni messa a punto da Forza Italia.
 
La relatrice Erica Mazzetti, responsabile nazionale dipartimento lavori pubblici di FI, ha espresso apprezzamento per l’iniziativa, sottolineandone la rilevanza strategica per il settore produttivo, la tutela ambientale, i cittadini e l’intero sistema imprenditoriale.

L’obiettivo principale della proposta di legge per il nuovo Testo Unico Edilizia è superare la frammentazione e l’incertezza normativa attuali, fornendo un quadro legislativo organico e coerente, basato sui princìpi di equità sociale, sostenibilità economica e ragionevolezza ambientale.

La proposta di legge intende definire un quadro normativo chiaro e organico nel settore dell’edilizia e delle costruzioni, rendendolo coerente con le attuali esigenze del mercato e le innovazioni tecnologiche, superando l’incertezza e la frammentazione derivanti dal Testo Unico del 2001 (DPR 380/2001) che è stato oggetto di molteplici modifiche.
 
La riforma dovrà tenere conto dei princìpi connessi alla qualità urbanistico-ambientale, con particolare attenzione al consumo di suolo a saldo zero e a un approccio olistico per creare città ambientalmente responsabili, socialmente inclusive ed economicamente sostenibili.
 

Testo unico edilizia, la proposta di Forza Italia

La proposta di legge delinea i principi e i criteri direttivi fondamentali che il Governo dovrà seguire nell’esercizio della delega per l’aggiornamento, il riordino e il coordinamento della disciplina edilizia.
 
La delega prevede, in primo luogo, l’adozione di un Testo Unico in materia edilizia, che includa una ricognizione delle norme vigenti e una semplificazione del linguaggio normativo. Sarà necessario definire i principi fondamentali della legislazione statale relativi al governo del territorio, individuare le disposizioni di dettaglio applicabili nelle regioni a statuto ordinario e valorizzare l’autonomia regolamentare e organizzativa dei comuni. Verranno inoltre definiti i livelli essenziali delle prestazioni in materia di procedimento amministrativo.
 

Pianificazione urbanistica e attività edilizie

Un aspetto cruciale riguarda la definizione dei principi fondamentali in materia di pianificazione urbanistica, che dovranno includere i principi di sostenibilità, resilienza e inclusività. Saranno altresì stabiliti i principi fondamentali relativi alla struttura e agli effetti dei piani urbanistici, con un’attenzione particolare alle misure di perequazione e ai diritti edificatori.
 
Per quanto concerne i principi fondamentali delle attività edilizie, i decreti dovranno chiarire i limiti di distanza tra i fabbricati e il contenuto dei regolamenti edilizi comunali. Saranno inoltre stabiliti i limiti entro cui regioni e province autonome potranno introdurre deroghe al DM 1444/1968, in particolare per favorire il recupero del patrimonio edilizio esistente.
 
La disciplina riguarderà anche il regime giuridico degli interventi su aree demaniali, l’attività edilizia in assenza di pianificazione e la documentazione attestante lo stato legittimo degli immobili.
 

Categorie di intervento e titoli edilizi

Sarà fondamentale definire le diverse categorie di intervento urbanistico-edilizio, distinguendo tra interventi di trasformazione del territorio, recupero e adeguamento funzionale del patrimonio esistente, opere minori non incidenti sulla trasformazione del territorio e opere prive di rilevanza edilizia.
 
A ciascuna categoria saranno associati i relativi regimi amministrativi:
- permesso di costruire;
- segnalazione certificata di inizio attività (SCIA);
- attività edilizia libera;
con criteri di proporzionalità e gradualità.
 
La delega include anche la definizione dei principi per il permesso di costruire in deroga (per edifici e impianti pubblici o per interventi di rigenerazione urbana su aree private), le varianti in corso d’opera, i mutamenti di destinazione d’uso senza opere edilizie e le utilizzazioni temporanee di aree e immobili per riqualificazione urbana.
 


Contributi, certificazioni, vigilanza e sanzioni

I principi fondamentali delle attività edilizie dovranno coprire anche il contributo per oneri di urbanizzazione e costo di costruzione, la certificazione di agibilità degli edifici e la vigilanza sulle costruzioni, incluse quelle sottoposte a tutela dal Codice dei beni culturali e del paesaggio.
 
Verranno definiti l’accertamento di conformità, i provvedimenti sanzionatori e le tolleranze costruttive. Ulteriori aspetti includono il regime civilistico degli atti giuridici relativi a edifici abusivi e le disposizioni fiscali per l’attività edilizia.
 

Semplificazione, digitalizzazione e recupero

La riforma mira a garantire la semplificazione e digitalizzazione dei procedimenti amministrativi, prevedendo la riduzione degli oneri documentali per i privati, l’istituzione di uno sportello unico per l’edilizia e l’obbligo per le amministrazioni di acquisire d’ufficio i documenti già in loro possesso.
 
Verranno definiti modelli procedimentali uniformi e sarà prevista una mappa conoscitiva di dettaglio delle costruzioni esistenti, sotto forma di fascicolo del fabbricato. Un principio cardine è la priorità da accordare agli interventi di recupero e adeguamento del patrimonio edilizio esistente, perseguendo l’obiettivo del consumo di suolo a saldo zero.
 

Stabilità strutturale e sostenibilità ambientale

La delega prevede il riordino e l’aggiornamento della normativa in materia di resistenza e stabilità delle costruzioni, con particolare attenzione alle norme tecniche, alla zonazione sismica e alle classi di rischio. Saranno definiti i ruoli e le responsabilità dei soggetti coinvolti, gli adempimenti tecnico-amministrativi, i controlli, le sanzioni e l’istituzione dell’anagrafe delle costruzioni.
 
Saranno incluse disposizioni sulla sostenibilità ambientale delle costruzioni, che riguarderanno l’efficientamento energetico, sismico e idrico, il benessere acustico, il contenimento dell’inquinamento elettromagnetico e delle radiazioni ionizzanti, la gestione dei rifiuti edilizi e la valutazione e certificazione della sostenibilità ambientale.
 

Qualità della progettazione e accessibilità

Infine, i decreti dovranno garantire la qualità e la centralità della progettazione edilizia e l’eliminazione o il superamento delle barriere architettoniche.
 

La proposta delega il Governo ad adottare, entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge, uno o più decreti legislativi per aggiornare e riordinare la disciplina edilizia e la pianificazione urbana, recependo anche la normativa europea. Questi decreti saranno adottati su proposta del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con altri dicasteri, previa intesa in Conferenza unificata e parere del Consiglio di Stato, per poi essere trasmessi alle Camere per il parere delle Commissioni competenti. È prevista anche la possibilità di decreti integrativi e correttivi.
 
Verrà richiesto di indicare espressamente le norme da abrogare e di disciplinare il regime transitorio per i procedimenti già avviati. L’articolo 3 stabilisce l’applicabilità delle disposizioni nelle regioni a statuto speciale e nelle province autonome, compatibilmente con i loro statuti. La riforma è vista come una risposta ai numerosi conflitti di attribuzione dinnanzi alla Corte costituzionale.
 

Proposta Forza Italia per nuovo testo unico edilizia

La proposta di legge delega al Governo per il nuovo Testo Unico delle Costruzioni - redatta dal Dipartimento Lavori pubblici di Forza Italia e dall’Intergruppo parlamentare Progetto Italia con la partecipazione di categorie economiche e ordini professionali - è stata presentata a fine marzo alla Camera e illustrata dalla deputata Erica Mazzetti. 

Il testo proposto - ha spiegato Mazzetti - “parte dalla necessità di una rivoluzione liberale nel settore delle costruzioni” e si pone l’obiettivo primario di “riordinare il caos normativo, frutto di una stratificazione esagerata e senza capo né coda con troppi enti e competenze”, passando “dall’indisciplina delle norme alla disciplina dei principi”.
 
“Fino ad oggi - ha proseguito la deputata - si sono aggiunte costantemente norme; da oggi si inizia a ridurle, a renderle uniformi, più comprensibili e applicabili, favorendo la rigenerazione dello spazio e delle nostre città e, in generale, il benessere della persona”.

“Fino ad oggi si sono aggiunte norme su norme, senza mai razionalizzare l'esistente come questa legge delega intende finalmente proporre. Per la prima volta edilizia e urbanistica avranno lo stesso corpus normativo di riferimento, permettendo interventi coerenti e logici” - ha detto la deputata FI Erica Mazzetti, responsabile nazionale dipartimento lavori pubblici del partito.
 
“Il testo che presentiamo è una legge delega autoapplicativa, come il codice degli appalti, e quindi è un intervento normativo di chiara e facile applicazione. Per la prima volta, inoltre, avremo una norma nazionale univoca che detterà dei principi uniformi e universali, con al centro la progettazione e pianificazione, togliendo le discrepanze interpretative tra un ente e l’altro, migliorando così gli iter autorizzativi e riducendo, di molto, i tempi, con modulistica e uffici unici.

 
 

Testo Unico Edilizia, la lunga storia della modifica

Da molti anni gli esperti lavorano per la riscrittura organica del Testo Unico Edilizia: nel 2018 si è costituito il primo tavolo di lavoro composto da Ministeri, Regioni e Professioni Tecniche, con l’intenzione di dar vita ad uno strumento normativo certo.
 
L’esigenza di una radicale semplificazione è tornata durante la pandemia: a marzo 2020, la Rete Professioni Tecniche ha formulato delle proposte al Ministero delle Infrastrutture, tra cui la semplificazione delle demolizioni e ricostruzioni e la riduzione del contributo di costruzione.

A giugno 2020, il Ministero delle Infrastrutture ha messo a punto un testo che, tra i punti forti, aveva la riduzione dei titoli abilitativi, l’eliminazione dell’autorizzazione sismica preventiva, l’istituzione del fascicolo del fabbricato.
 
A dicembre 2020 ha preso forma la ‘Disciplina delle costruzioni’, un testo composto da 140 articoli che miravano a garantire la resistenza, la stabilità, la sostenibilità e l’accessibilità delle costruzioni.
 
Dopo il cambio di legislatura e di Governo, nel 2023 è arrivata la proposta di revisione del Testo Unico per l’Edilizia, messa a punto dal Consiglio Nazionale Ingegneri.
 
Qualche mese dopo il Ministro Matteo Salvini ha aperto il dossier della riforma del Testo Unico per l’Edilizia annunciando l’avvio a breve del lavoro di riscrittura.
 
Nel 2024 l’attenzione del Ministro si è completamente spostata su modifiche puntuali e urgenti, quelle che poi hanno costituito il Decreto Salva Casa.
 
Il turno del Testo Unico per l’Edilizia è arrivato nuovamente nel 2025, quando il Ministro Salvini ha chiesto idee agli enti, agli operatori e ai soggetti coinvolti a vario titolo nel Tavolo Piano Casa. La consultazione si è conclusa il 28 febbraio ma gli esiti non sono ancora stati resi noti.

Nonostante questo lavoro in corso al Ministero, Forza Italia ha proposto un nuovo testo in Parlamento, che ha iniziato il suo iter il 10 settembre scorso.

Durante la discussione, Agostino Santillo (M5S) ha ribadito l’importanza di un codice unico ed esaustivo e ha visto l’occasione per correggere “storture” introdotte dal Decreto Salva Casa.
 
Marco Simiani (PD-IDP) ha preannunciato una proposta di legge simile del suo gruppo, auspicando un testo ampiamente condiviso.
 
Il presidente Mauro Rotelli ha comunicato l’abbinamento della proposta di legge C. 535 Santillo con la C. 2332 Mazzetti, quest’ultima come testo base per un lavoro approfondito e collaborativo.
 
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