Autoproduzione energia elettrica con rinnovabili, scadenza rinviata al 10 novembre
RISPARMIO ENERGETICO
Autoproduzione energia elettrica con rinnovabili, scadenza rinviata al 10 novembre
Nuova proroga per richiedere i 320 milioni di euro destinati a impianti fotovoltaici e minieolici. Le medie imprese devono aver stipulato una polizza catastrofale
Aggiornato al 02/10/2025
È prorogata al 10 novembre 2025 la scadenza per richiedere gli incentivi per realizzare investimenti in autoproduzione di energia elettrica con rinnovabili. Al 30 settembre, infatti, l’importo delle agevolazioni richieste non ha assorbito la dotazione finanziaria messa a disposizione.
E c'è un vincolo in più: le medie imprese che presentino la domanda a partire dal 2 ottobre 2025 devono aver stipulato una polizza catastrofale.
L'anno scorso, con il DM 13 novembre 2024, il Mimit ha definito i criteri generali per l’attuazione dell'intervento previsto dall’Investimento 16 “Sostegno per l'autoproduzione di energia da fonti rinnovabili nelle PMI” nell’ambito della Missione 7 “REPowerEU” del PNRR (Misura M7-I16). A fine marzo il Mimit ha emanato il bando che ha messo a disposizione delle imprese 320 milioni di euro del PNRR, fissando al 5 maggio 2025 la scadenza per la presentazione delle richieste.
A causa delle poche domande, i termini sono stati prorogati più volte. Alla scadenza del 17 giugno, sono risultati ancora disponibili 178,6 milioni di euro e a fine luglio le PMI hanno chiesto meno della metà delle risorse stanziate. L'ultimo termine è scaduto il 30 settembre 2025, dopo l'ennesima riapertura dovuta allo scarso successo riscosso dalla misura promossa dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit).
Il decreto direttoriale del 29 settembre stabilisce che le richieste devono essere presentate in formato elettronico, attraverso il portale di Invitalia, entro le ore 12.00 del 10 novembre 2025.
Le domande saranno valutate e inserite in una graduatoria.
- il 40% riservato a Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia:
- un altro 40% riservato alle micro e piccole imprese.
La misura massima degli incentivi è del 30% per le medie imprese;
- 30% per le medie imprese;
- 40% per le micro e piccole imprese;
- 30% per l’eventuale componente aggiuntiva di stoccaggio di energia elettrica dell’investimento;
- 50% per la diagnosi energetica.
L’ammontare delle spese ammissibili non deve essere inferiore a 30mila euro e superiore a 1 milione di euro.
Possono beneficiare dell’agevolazione le PMI operanti sull’intero territorio nazionale, ad esclusione delle imprese che operano nel settore carbonifero e della produzione primaria di prodotti agricoli e della pesca e dell’acquacoltura.
Non sono in ogni caso ammissibili alle agevolazioni le imprese la cui attività non garantisce il rispetto del principio DNSH, ai sensi dell'articolo 17 del regolamento (UE) n. 852/2020 del Parlamento europeo e del Consiglio del 18 giugno 2020. Si tratta del principio, adottato dall’Europa, secondo il quale gli interventi pianificati e agevolati con le risorse del PNRR non devono recare danni rilevanti all’ambiente.
E c'è un vincolo in più: le medie imprese che presentino la domanda a partire dal 2 ottobre 2025 devono aver stipulato una polizza catastrofale.
Niente incentivi senza polizza catastrofale
Il DM 18 giugno 2025 del Ministro delle imprese e del made in Italy, infatti, ha modificato la disciplina degli incentivi alle imprese subordinando l’accesso agli aiuti alla stipula di una polizza catastrofale. Quindi, le imprese di media dimensione che presentino la domanda a partire dal 2 ottobre 2025 devono aver stipulato una polizza catastrofale, diventata nel frattempo obbligatoria per le aziende di questa dimensione.
Il bando per l’autoproduzione di energia elettrica con rinnovabili
L'anno scorso, con il DM 13 novembre 2024, il Mimit ha definito i criteri generali per l’attuazione dell'intervento previsto dall’Investimento 16 “Sostegno per l'autoproduzione di energia da fonti rinnovabili nelle PMI” nell’ambito della Missione 7 “REPowerEU” del PNRR (Misura M7-I16). A fine marzo il Mimit ha emanato il bando che ha messo a disposizione delle imprese 320 milioni di euro del PNRR, fissando al 5 maggio 2025 la scadenza per la presentazione delle richieste.A causa delle poche domande, i termini sono stati prorogati più volte. Alla scadenza del 17 giugno, sono risultati ancora disponibili 178,6 milioni di euro e a fine luglio le PMI hanno chiesto meno della metà delle risorse stanziate. L'ultimo termine è scaduto il 30 settembre 2025, dopo l'ennesima riapertura dovuta allo scarso successo riscosso dalla misura promossa dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit).
Il decreto direttoriale del 29 settembre stabilisce che le richieste devono essere presentate in formato elettronico, attraverso il portale di Invitalia, entro le ore 12.00 del 10 novembre 2025.
Le domande saranno valutate e inserite in una graduatoria.
Come funzionano gli incentivi per l’autoproduzione di energia elettrica con rinnovabili
L’iniziativa può contare su 320 milioni di euro, di cui:- il 40% riservato a Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia:
- un altro 40% riservato alle micro e piccole imprese.
La misura massima degli incentivi è del 30% per le medie imprese;
- 30% per le medie imprese;
- 40% per le micro e piccole imprese;
- 30% per l’eventuale componente aggiuntiva di stoccaggio di energia elettrica dell’investimento;
- 50% per la diagnosi energetica.
L’ammontare delle spese ammissibili non deve essere inferiore a 30mila euro e superiore a 1 milione di euro.
Possono beneficiare dell’agevolazione le PMI operanti sull’intero territorio nazionale, ad esclusione delle imprese che operano nel settore carbonifero e della produzione primaria di prodotti agricoli e della pesca e dell’acquacoltura.
Non sono in ogni caso ammissibili alle agevolazioni le imprese la cui attività non garantisce il rispetto del principio DNSH, ai sensi dell'articolo 17 del regolamento (UE) n. 852/2020 del Parlamento europeo e del Consiglio del 18 giugno 2020. Si tratta del principio, adottato dall’Europa, secondo il quale gli interventi pianificati e agevolati con le risorse del PNRR non devono recare danni rilevanti all’ambiente.