20/10/2025 - I sistemi di controllo illuminazione sono l’insieme coordinato di elementi hardware, software e protocolli di comunicazione che consente di gestire in modo integrato una o più sorgenti luminose.
In questo ecosistema,
dispositivi - alimentatori, sensori, apparecchi illuminanti e dispositivi di comando - dialogano tra loro per governare parametri come accensione e spegnimento, regolazione del flusso luminoso, variazione cromatica, configurazione di scene e automazioni in funzione di orari, presenza, contributo di luce diurna e altre condizioni ambientali.
La realizzazione avviene attraverso protocolli standard cablati o wireless che favoriscono l’interoperabilità nello stesso ambiente tecnico, quelli più rilevanti nel mercato dell'illuminazione sono
DMX,
DALI, Zigbee,
Bluetooth Mesh e
KNX.
Controllo e gestione illuminazione, ambiti di applicazione
Gli ambiti applicativi sono molteplici e vanno dalle
smart city in generale, all’
illuminazione pubblica intelligente nello specifico, interessando il settore dello
smart mobility, fino al controllo dell’illuminazione per interni ed esterni, sia in contesti pubblici che privati.
Nel perimetro pubblico e terziario i sistemi di controllo illuminazione sono utilzzati in musei, teatri, uffici, scuole, retail e ospitalità, dove la regia luminosa lavora per creare scenari
scenici e architettonici.
Sul fronte residenziale e commerciale trovano, invece, maggior spazio le soluzioni di
domotica e building automation che integrano lo smart light control (programmazione giornaliera e integrazione con sensori di presenza o luce diurna) con altri impianti di edificio, al fine di migliorare il comfort ambientale.
Sistemi di controllo dell’illuminazione: vantaggi d’uso
I
sistemi di controllo illuminazione permettono di ottenere un uso più consapevole e programmabile della luce artificiale, con benefici che toccano progetto, gestione, manutenzione e consumi.
I benefici possono essere così sintetizzati:
Efficienza energetica
La regolazione puntuale del flusso luminoso con
dimmerazione, l’uso del
daylight harvesting (o "raccolta della luce diurna" - una strategia di controllo dell'illuminazione che utilizza la luce naturale per ridurre il consumo di energia elettrica), la definizione di
scenari in base a orari o presenza permettono di ridurre l’energia assorbita quando non è necessaria la massima emissione. L’impianto risponde al contesto reale invece di funzionare a regime fisso.
Manutenzione e dati
Il monitoraggio di
stato apparecchi,
ore di funzionamento e
diagnostica supporta la manutenzione programmata e riduce i fermi impianto. I dati raccolti aiutano a individuare pattern di utilizzo e a ottimizzare le impostazioni nel tempo.
Flessibilità d’uso
La possibilità di creare
scene, gestire
gruppi e impostare
programmazioni consente di adattare la luce al variare delle attività senza modifiche fisiche all’impianto. La stessa sala può passare da riunione a conferenza o esposizione con un richiamo scena, migliorando la fruizione degli spazi.
Interoperabilità tra diversi sistemi
La possibilità di scegliere i componenti migliori sul mercato indipendentemente dal produttore e nella capacità di creare soluzioni di illuminazione più avanzate ed efficaci, facilmente integrabili e aggiornabili nel tempo.
Sistemi di controllo illuminazione: i principali protocolli
Ogni
progetto illuminotecnico presenta requisiti unici in termini di complessità, scala e funzionalità. Per questo motivo, è fondamentale conoscere le specifiche di ciascun protocollo di controllo per selezionare la soluzione più adatta al contesto.
Il protocollo DMX
DMX è un protocollo di controllo digitale e cablato che impiega un sistema di comunicazione seriale standard per gestire apparecchi illuminanti, sia singolarmente che in gruppo.
La sua capacità distintiva è il
controllo preciso sia dell'intensità che del colore della luce. Queste caratteristiche lo rendono la scelta ideale per applicazioni di illuminazione scenica e architettonica, dove sono richiesti effetti dinamici e complessi, come per facciate, teatri, installazioni museali.
Si parla sempre più spesso del protocollo RDM (Remote Device Management) che è considerato un "DMX di seconda generazione", che introduce un sistema di indirizzamento automatico per semplificare la configurazione degli impianti.
Protocollo DALI
DALI (Digital Addressable Lighting Interface) è un protocollo cablato specificamente progettato per il
controllo dell'illuminazione in edifici commerciali e residenziali. È ampiamente utilizzato anche in contesti come
uffici, hotel e spazi commerciali.
Utilizza un semplice sistema di comunicazione a due fili per collegare gli apparecchi a un dispositivo di controllo centrale. La sua forza risiede nella capacità di consentire il
controllo individuale di ciascun apparecchio o gruppo di apparecchi.
Il protocollo ZigBee
ZigBee è un protocollo di controllo wireless che si basa su una
rete mesh (rete a maglie) wireless a bassa potenza per interconnettere i dispositivi, permettendo il controllo e il monitoraggio centralizzato degli impianti di illuminazione.
È un protocollo ampiamente utilizzato in applicazioni residenziali, in particolare nei
retrofit domestici per la realizzazione di
smart home, sia per la riduzione dei cablaggi ma anche per i bassi consumi.
Protocollo Bluetooth Mesh
Similmente a ZigBee, Bluetooth Mesh è un protocollo di controllo wireless che impiega una
rete mesh per collegare tra loro gli apparecchi di illuminazione.
Questo sistema consente il
controllo individuale di ciascun apparecchio o gruppo di apparecchi, offrendo un'elevata flessibilità. Come per ZigBee, Bluetooth Mesh è ideale per applicazioni di illuminazione
residenziale, ma in più anche per quella commerciale, dove fornisce un sistema di controllo affidabile e flessibile.
Il protocollo KNX
KNX è un protocollo cablato standardizzato progettato per i sistemi di automazione di case ed edifici (
home and building automation), che
include nativamente il controllo dell'illuminazione.
Il suo punto di forza è la
facile integrazione con altri sistemi di automazione degli edifici, come l’
HVAC, quindi riscaldamento, raffrescamento e ventilazione, si parla infatti di scenari cross-impianto e gestione centralizzata dell’edificio.
Il
KNX combina tutte le principali funzioni necessarie all’interno di un edificio come il controllo dell’impianto di illuminazione, il controllo dell’impianto di riscaldamento, la ventilazione, la sicurezza, la gestione dell’energia ed altro ancora, in un unico sistema intelligente.
Per questo motivo, è ampiamente impiegato in
case intelligenti, edifici per uffici e hotel che richiedono una
gestione integrata di tutti gli impianti.
Sistemi di controllo illuminazione: quale protocollo scegliere?
La scelta del protocollo corretto non è arbitraria, la valutazione deve essere basata su diversi fattori come, la scala e la complessità dell’intervento, la natura dell'installazione, è nuova costruzione o una ristrutturazione? La preferenza per un'infrastruttura cablata rispetto alla flessibilità del wireless e l'esigenza di integrare l'illuminazione in un sistema di building automation più ampio.
Facciate dinamiche, teatri e musei richiedono regie luminose con elevata granularità su intensità e colore, quindi DMX è spesso preferito per la gestione di effetti scenografici.
In edifici per uffici, residenze e hospitality la modularità di
DALI supporta il controllo puntuale di apparecchi e gruppi con un’architettura scalabile, mentre in ambienti residenziali e retail leggeri
Zigbee e
Bluetooth Mesh offrono flessibilità e tempi rapidi di messa in servizio.
Quando l’illuminazione deve dialogare in modo nativo con HVAC, schermature e sicurezza,
KNX è la scelta più adatta.
In
nuova costruzione è più semplice predisporre una dorsale cablata robusta, con bus dedicati e alimentazioni ottimizzate, mentre
in retrofit la priorità diventa ridurre gli interventi invasivi e i fermi impianto. In questi casi una rete
wireless in topologia mesh permette estensioni graduali e aggiornamenti puntuali senza tracce o canalizzazioni aggiuntive.
Molti progetti adottano soluzioni miste. L’architettura ibrida permette di usare ogni protocollo dove offre il massimo valore, mantenendo coerenza di esercizio.
In sintesi, il
protocollo giusto è quello che allinea prestazioni, interoperabilità e gestione nel tempo alle esigenze dell’opera, evitando soluzioni sovradimensionate o troppo vincolanti.