Commissione Europea: nessuno stop alla vendita di caldaie a gas dopo il 2029
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Commissione Europea: nessuno stop alla vendita di caldaie a gas dopo il 2029
La nuova bozza del Regolamento Ecodesign rivede le soglie di efficienza: il phase-out dei fossili passa alle politiche nazionali
04/12/2025 - Marcia indietro da parte della Commissione Europea sullo stop alla vendita delle caldaie a gas dal 2029 che aveva acceso il dibattito degli ultimi due anni.
Nella nuova bozza di revisione dei regolamenti su Ecodesign ed etichettatura energetica per riscaldatori di ambiente e scaldacqua, questa ipotesi viene sostituita da un rafforzamento graduale dei requisiti di efficienza e da un maggiore coinvolgimento degli Stati membri nelle strategie di phase-out dei combustibili fossili.
Il testo in consultazione fissa i requisiti minimi di prestazione per:
• riscaldatori centrali e riscaldatori combinati
• scaldabagni e serbatoi di accumulo
• caldaie a combustibile
• pompe di calore idroniche e pompe di calore ibride
mantenendo, rispetto al quadro che si era delineato con le prime bozze, un percorso di inasprimento progressivo dei requisiti di Ecodesign, in coerenza con gli obiettivi di decarbonizzazione del settore edilizio, e spostando parte della pressione sul piano delle politiche nazionali, degli incentivi e della pianificazione a lungo termine.
Pur senza scrivere espressamente “divieto di vendita”, la combinazione di questi requisiti minimi e le tempistiche avrebbe comportato l’uscita dal mercato delle caldaie a gas dal 1° settembre 2029, configurandosi di fatto come un blocco alla vendita.
Da qui la lettura di un “ban delle caldaie a gas nel 2029”, che ha alimentato preoccupazioni fra operatori, imprese e proprietari e ha innescato un intenso confronto tra Commissione, Stati membri e stakeholder della filiera termotecnica.
L’obiettivo rimane quello di eliminare gradualmente i generatori meno efficienti, ma anche le caldaie tradizionali possono rimanere sul mercato, purché rispettino i nuovi requisiti, seppur restittivi ed in un contesto competitivo sempre più orientato verso tecnologie efficienti e sistemi ibridi.
Restano inoltre centrali, per tutti i prodotti, i criteri di durabilità, riparabilità e riduzione dell’impatto ambientale lungo il ciclo di vita.
Questo significa, per progettisti e operatori impiantisti, che le caldaie a gas resteranno ancora disponibili oltre il 2029, ma in un contesto normativo e di mercato che spingerà sempre più verso soluzioni ad alta efficienza, sistemi ibridi e pompe di calore.
• la progressiva uscita dai combustibili fossili negli impianti di riscaldamento degli edifici entro il 2040;
• un forte disincentivo all’uso di caldaie fossili attraverso la modulazione degli incentivi pubblici e dei meccanismi di sostegno;
• la possibilità per gli Stati membri di definire, nei propri piani nazionali, il percorso di phase-out, con tappe e strumenti calibrati sul contesto interno;
Questo si traduce, pertanto, in un quadro che lavora su due livelli:
• il regolamento Ecodesign che definisce i requisiti minimi di prodotto per riscaldatori e scaldacqua (caldaie, pompe di calore, sistemi ibridi, ecc.);
• la direttiva EPBD che orienta le politiche nazionali di riqualificazione del parco edilizio, spingendo su soluzioni a zero o basse emissioni e riducendo nel tempo lo spazio per i generatori alimentati da combustibili fossili.
I principali aggiornamenti sono:
• il passaggio dall’attuale scala A+++ - D alla scala A - G, già adottata per altri elettrodomestici, per essere più intuitiva per l’utente finale;
• il ridimensionamento delle classi per lasciare margine all’ingresso di prodotti più efficienti in futuro, evitando una “saturazione” della fascia alta;
• l'introduzione di un codice QR che rimanderà alla banca dati europea EPREL, dove consultare schede tecniche e informazioni di dettaglio sui singoli modelli.
Le nuove etichette comprenderanno anche:
• una scala per i livelli di rumore, utile per la verifica dei requisiti di comfort acustico in edifici residenziali, scolastici, ospedalieri e direzionali;
• icone che indicano la compatibilità con il Codice di condotta UE sugli apparecchi intelligenti per l’energia, elemento importante per l’integrazione con sistemi di building automation e reti “smart”;
• simboli per evidenziare le pompe di calore che utilizzano refrigeranti a ridotto impatto climatico;
• indicazioni che semplificano il confronto tra scaldacqua e riscaldatori combinati.
• Metodi di prova aggiornati con cui misurare l’efficienza energetica stagionale, i livelli di potenza sonora e le emissioni di NOx per avere una maggiore coerenza fra condizioni di prova e condizioni reali di esercizio, con l’obiettivo di ridurre lo scostamento fra dati di targa e prestazioni in campo.
• Requisiti su durabilità e riparabilità, ovvero obblighi relativi alla disponibilità di pezzi di ricambio per periodi minimi predefiniti ed informazioni chiare su opzioni e tempi di consegna dei ricambi, a beneficio di installatori, manutentori e utenti finali, ed una progettazione che preveda la riparabilità, in linea con le politiche europee su prodotti più durevoli e sostenibili.
• Valutazione di conformità di terzi: molte tipologie di riscaldatori, comprese le caldaie a combustibile fino a 400 kW, saranno soggette a procedure di esame e approvazione di tipo UE da parte di organismi indipendenti, così da rafforzare la comparabilità tra le prestazioni dichiarate dei prodotti e ridurre il rischio di differenze significative tra produttori.
• Misurazione e visualizzazione dei consumi nella prospettiva di una gestione più “intelligente” dell’energia.
La bozza prevede inoltre che, in futuro, i riscaldatori debbano essere in grado di misurare i consumi di energia, visualizzarli in modo chiaro per l’utente o per i sistemi di supervisione.
• raccolta dei commenti da parte di Stati membri, associazioni di categoria, produttori, consumatori e altri stakeholder;
• eventuale revisione dei testi da parte dei servizi della Commissione alla luce dei contributi ricevuti;
• voto in comitato con i rappresentanti degli Stati membri e successivo controllo da parte di Parlamento europeo e Consiglio;
• adozione e pubblicazione dei regolamenti definitivi nella Gazzetta ufficiale dell’UE, con successiva entrata in vigore e periodi transitori per l’applicazione dei diversi requisiti.
Con la nuova proposta, quindi, non si conclude di colpo la stagione delle caldaie a gas, ma ne viene ridefnito il perimetro: le mantiene sul mercato, ma a condizione di essere più efficienti, monitorabili e integrabili, rimandando alle politiche nazionali il compito, tutt’altro che semplice, di accompagnare la trasformazione del parco edilizio verso sistemi a basse o nulle emissioni.
Nella nuova bozza di revisione dei regolamenti su Ecodesign ed etichettatura energetica per riscaldatori di ambiente e scaldacqua, questa ipotesi viene sostituita da un rafforzamento graduale dei requisiti di efficienza e da un maggiore coinvolgimento degli Stati membri nelle strategie di phase-out dei combustibili fossili.
Ecodesign, cosa sta cambiando per le caldaie a gas
Il nuovo pacchetto di revisione dei regolamenti su Ecodesign ed etichettatura energetica per riscaldatori di ambiente e scaldacqua, comunicato dalla Commissione Europea, aggiorna in profondità il Regolamento (UE) n. 813/2013 e le norme collegate, ridefinendo il quadro tecnico di riferimento per generatori, scaldabagni e serbatoi di accumulo, alla luce dei progressi tecnici e di mercato che ci sono stati in questi anni.Il testo in consultazione fissa i requisiti minimi di prestazione per:
• riscaldatori centrali e riscaldatori combinati
• scaldabagni e serbatoi di accumulo
• caldaie a combustibile
• pompe di calore idroniche e pompe di calore ibride
mantenendo, rispetto al quadro che si era delineato con le prime bozze, un percorso di inasprimento progressivo dei requisiti di Ecodesign, in coerenza con gli obiettivi di decarbonizzazione del settore edilizio, e spostando parte della pressione sul piano delle politiche nazionali, degli incentivi e della pianificazione a lungo termine.
Cosa prevedeva la prima bozza: efficienza al 115% e bando di fatto nel 2029
Nella prima bozza di revisione del Regolamento Ecodesign per i riscaldatori veniva proposto un innalzamento molto significativo dell’efficienza stagionale richiesta alle caldaie a gas, con un valore di rendimento intorno al 115% che, secondo le analisi tecniche, era una soglia non raggiungibile dalle tecnologie a combustione allora sul mercato.Pur senza scrivere espressamente “divieto di vendita”, la combinazione di questi requisiti minimi e le tempistiche avrebbe comportato l’uscita dal mercato delle caldaie a gas dal 1° settembre 2029, configurandosi di fatto come un blocco alla vendita.
Da qui la lettura di un “ban delle caldaie a gas nel 2029”, che ha alimentato preoccupazioni fra operatori, imprese e proprietari e ha innescato un intenso confronto tra Commissione, Stati membri e stakeholder della filiera termotecnica.
La nuova bozza Ecodesign: parametri più bassi, caldaie salve ma sotto esame
La nuova bozza di regolamento su Ecodesign ed etichettatura energetica modifica sostanzialmente questo scenario, spostando la soglia di efficienza minima proposta per le caldaie a gas rispetto all’ipotesi paventata del 115% e riportandola su valori compatibili con le prestazioni delle caldaie a condensazione oggi presenti sul mercato.L’obiettivo rimane quello di eliminare gradualmente i generatori meno efficienti, ma anche le caldaie tradizionali possono rimanere sul mercato, purché rispettino i nuovi requisiti, seppur restittivi ed in un contesto competitivo sempre più orientato verso tecnologie efficienti e sistemi ibridi.
Restano inoltre centrali, per tutti i prodotti, i criteri di durabilità, riparabilità e riduzione dell’impatto ambientale lungo il ciclo di vita.
Questo significa, per progettisti e operatori impiantisti, che le caldaie a gas resteranno ancora disponibili oltre il 2029, ma in un contesto normativo e di mercato che spingerà sempre più verso soluzioni ad alta efficienza, sistemi ibridi e pompe di calore.
Ecodesign e direttiva Case Green: il nodo dell’obiettivo 2040
La retromarcia sul “quasi bando” del 2029 non significa che le caldaie a gas siano fuori dal perimetro delle politiche climatiche europee. Il quadro va letto insieme alla direttiva sulla prestazione energetica nell’edilizia (EPBD), la cosiddetta “direttiva Case Green” che, nella versione aggiornata, prevede:• la progressiva uscita dai combustibili fossili negli impianti di riscaldamento degli edifici entro il 2040;
• un forte disincentivo all’uso di caldaie fossili attraverso la modulazione degli incentivi pubblici e dei meccanismi di sostegno;
• la possibilità per gli Stati membri di definire, nei propri piani nazionali, il percorso di phase-out, con tappe e strumenti calibrati sul contesto interno;
Questo si traduce, pertanto, in un quadro che lavora su due livelli:
• il regolamento Ecodesign che definisce i requisiti minimi di prodotto per riscaldatori e scaldacqua (caldaie, pompe di calore, sistemi ibridi, ecc.);
• la direttiva EPBD che orienta le politiche nazionali di riqualificazione del parco edilizio, spingendo su soluzioni a zero o basse emissioni e riducendo nel tempo lo spazio per i generatori alimentati da combustibili fossili.
Etichettatura energetica: nuova scala A-G e più informazioni per il progetto
La revisione comunicata dalla Commissione Europea non riguarda solo l’Ecodesign, ma anche l’etichettatura energetica degli apparecchi, per facilitare il confronto da parte di consumatori e progettisti.I principali aggiornamenti sono:
• il passaggio dall’attuale scala A+++ - D alla scala A - G, già adottata per altri elettrodomestici, per essere più intuitiva per l’utente finale;
• il ridimensionamento delle classi per lasciare margine all’ingresso di prodotti più efficienti in futuro, evitando una “saturazione” della fascia alta;
• l'introduzione di un codice QR che rimanderà alla banca dati europea EPREL, dove consultare schede tecniche e informazioni di dettaglio sui singoli modelli.
Le nuove etichette comprenderanno anche:
• una scala per i livelli di rumore, utile per la verifica dei requisiti di comfort acustico in edifici residenziali, scolastici, ospedalieri e direzionali;
• icone che indicano la compatibilità con il Codice di condotta UE sugli apparecchi intelligenti per l’energia, elemento importante per l’integrazione con sistemi di building automation e reti “smart”;
• simboli per evidenziare le pompe di calore che utilizzano refrigeranti a ridotto impatto climatico;
• indicazioni che semplificano il confronto tra scaldacqua e riscaldatori combinati.
Nuovi requisiti di Ecodesign: prove, pezzi di ricambio e conformità di terzi
Sul piano strettamente tecnico, la revisione delle norme di Ecodesign per riscaldatori e scaldacqua introduce anche diverse novità che interessano i professionisti:• Metodi di prova aggiornati con cui misurare l’efficienza energetica stagionale, i livelli di potenza sonora e le emissioni di NOx per avere una maggiore coerenza fra condizioni di prova e condizioni reali di esercizio, con l’obiettivo di ridurre lo scostamento fra dati di targa e prestazioni in campo.
• Requisiti su durabilità e riparabilità, ovvero obblighi relativi alla disponibilità di pezzi di ricambio per periodi minimi predefiniti ed informazioni chiare su opzioni e tempi di consegna dei ricambi, a beneficio di installatori, manutentori e utenti finali, ed una progettazione che preveda la riparabilità, in linea con le politiche europee su prodotti più durevoli e sostenibili.
• Valutazione di conformità di terzi: molte tipologie di riscaldatori, comprese le caldaie a combustibile fino a 400 kW, saranno soggette a procedure di esame e approvazione di tipo UE da parte di organismi indipendenti, così da rafforzare la comparabilità tra le prestazioni dichiarate dei prodotti e ridurre il rischio di differenze significative tra produttori.
• Misurazione e visualizzazione dei consumi nella prospettiva di una gestione più “intelligente” dell’energia.
La bozza prevede inoltre che, in futuro, i riscaldatori debbano essere in grado di misurare i consumi di energia, visualizzarli in modo chiaro per l’utente o per i sistemi di supervisione.
Tempistiche e consultazione
La bozza di revisione dei regolamenti su Ecodesign ed etichettatura energetica è attualmente sottoposta a consultazione pubblica. La procedura prevede:• raccolta dei commenti da parte di Stati membri, associazioni di categoria, produttori, consumatori e altri stakeholder;
• eventuale revisione dei testi da parte dei servizi della Commissione alla luce dei contributi ricevuti;
• voto in comitato con i rappresentanti degli Stati membri e successivo controllo da parte di Parlamento europeo e Consiglio;
• adozione e pubblicazione dei regolamenti definitivi nella Gazzetta ufficiale dell’UE, con successiva entrata in vigore e periodi transitori per l’applicazione dei diversi requisiti.
Con la nuova proposta, quindi, non si conclude di colpo la stagione delle caldaie a gas, ma ne viene ridefnito il perimetro: le mantiene sul mercato, ma a condizione di essere più efficienti, monitorabili e integrabili, rimandando alle politiche nazionali il compito, tutt’altro che semplice, di accompagnare la trasformazione del parco edilizio verso sistemi a basse o nulle emissioni.