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Caro materiali nei cantieri pubblici, revisione automatica e Prezzario nazionale

Caro materiali nei cantieri pubblici, revisione automatica e Prezzario nazionale

La Legge di Bilancio 2026 introduce un meccanismo di aggiornamento automatico basato sui SAL e un Prezzario nazionale

Vedi Aggiornamento del 10/02/2026
Revisione prezzi automatica 2026 nei cantieri pubblici - Foto: sinenkiy 123rf.com
Revisione prezzi automatica 2026 nei cantieri pubblici - Foto: sinenkiy 123rf.com
di Rossella Calabrese
Vedi Aggiornamento del 10/02/2026
31/12/2025 - La Legge di Bilancio 2026 approvata definitivamente ieri dalla Camera dei Deputati prova a chiudere, almeno sul piano delle regole, una delle partite più difficili degli ultimi anni: la gestione del caro materiali nei lavori pubblici ancora in corso e aggiudicati con procedure ante-Codice appalti 2023.
 
Dal 2026 la revisione prezzi per i cantieri pubblici fuori dal Codice 2023 sarà gestita tramite l’aggiornamento dei SAL con prezzari regionali (o speciali), applicabile anche in deroga a clausole e indici, uno strumento ordinario per accompagnare i cantieri fino alla chiusura.
 
L’obiettivo è quello di abbandonare il meccanismo dei ristori - spesso complessi e lenti - a favore di un meccanismo strutturale che agisce direttamente in contabilità, cioè sugli stati di avanzamento lavori (SAL). L’automatismo riguarda migliaia di cantieri che non rientrano nel perimetro del D.Lgs. 36/2023 e mira a metterli in sicurezza fino al loro completamento.
 

Aggiornamento automatico dei SAL, a quali contratti si applica

La norma (commi 490-493 della Legge di Bilancio 2026) si applica a:
- appalti pubblici di lavori, compresi quelli affidati a contraente generale;
- accordi quadro di lavori;
- contratti aggiudicati secondo la disciplina applicabile prima dell’efficacia del Codice appalti 2023 (DLgs 36/2023 efficace dal 1° luglio 2023);
- procedure con termine finale di presentazione delle offerte entro il 30 giugno 2023.
 
Il perimetro temporale del nuovo meccanismo di adeguamento comprende le lavorazioni eseguite o contabilizzate dal direttore dei lavori (o annotate nel libretto delle misure sotto la sua responsabilità) dal 1° gennaio 2026 fino alla data di fine lavori.
 

Dal 2026 prezzari regionali al posto di indici e clausole

Dal 1° gennaio 2026 i SAL devono essere adottati applicando - anche in deroga a clausole contrattuali o indici di aggiornamento inflattivo previsti dal contratto - i seguenti riferimenti:
- i prezzari annuali predisposti da Regioni e Province autonome (art. 41 del D.Lgs. 36/2023);
oppure, dove applicabili,
- i prezzari speciali (art. 41, comma 13, terzo periodo, D.Lgs. 36/2023).
 
L’aggiornamento opera in aumento o in diminuzione rispetto ai prezzi posti a base di gara e, soprattutto, avviene al netto dei ribassi d’asta: il ribasso offerto in gara resta quindi “agganciato” alla nuova base prezzo.
 


Due aliquote: 90% o 80% dei maggiori importi

Il legislatore fissa due livelli di riconoscimento dei maggiori importi derivanti dall’applicazione dei prezzari (sempre al netto del ribasso):
- 90% per i contratti con termine finale di presentazione delle offerte entro il 31 dicembre 2021;
- 80% per i contratti con termine finale di presentazione delle offerte tra il 1° gennaio 2022 e il 30 giugno 2023.
 
È una scelta che non copre automaticamente il 100% dell’extracosto, ma sostituisce la logica “a sportello” dei ristori con una regola standard, applicata in SAL.
 

Coperture: risorse già nel quadro economico

Uno degli aspetti più delicati è la copertura finanziaria, perché la norma indica che i maggiori oneri vengono fronteggiati principalmente con risorse già nella disponibilità delle stazioni appaltanti (ferma l’applicazione della disciplina sul Fondo opere indifferibili).
 
In particolare, le stazioni appaltanti possono utilizzare:
- risorse accantonate per imprevisti nel quadro economico dell’intervento, fino al limite massimo del 70%, salvaguardando gli impegni contrattuali già assunti;
- ribassi d’asta, se non destinati diversamente dalle norme vigenti.
 
Quando le somme disponibili per la revisione prezzi risultano utilizzate o impegnate in misura maggiore all’80%, la stazione appaltante deve attivare per tempo il reintegro, anche attraverso rimodulazioni di programmazione (riduzione opere in triennale/elenco annuale) o economie da varianti in diminuzione. È il punto che, nella pratica, può tradursi in riprogrammazioni e priorità: prima chiudere i cantieri in corso, poi aprirne di nuovi.
 

FS/ANAS e settori speciali: proroga e adeguamento massimo del 35%

Accanto alla disciplina generale, il comma 491 interviene sull’art. 26, comma 12, del Decreto Aiuti (DL 50/2022) per i contratti di FS e ANAS (e soggetti dei settori speciali). Le novità chiave sono:
 
- proroga del termine: applicazione “fino all’adozione dei prezzari” e comunque non oltre il 31 dicembre 2026;
 
- chiarimento sulle esclusioni per alcuni interventi ferroviari (PNRR/PNC e fondi UE): la non applicazione opera fino alla fine lavori;
 
- per tali interventi, dal 1° gennaio 2026 un adeguamento massimo nel limite del 35%, calcolato come differenza tra la variazione dei prezzari FS/ANAS tra stipula e contabilizzazione e l’eventuale adeguamento monetario già previsto dalle clausole contrattuali.
 


Ricognizione MIT: interventi e cronoprogrammi entro 90 giorni

La norma prevede anche che entro 90 giorni dall’entrata in vigore, il MIT effettua una ricognizione degli interventi pubblici che rientrano nel campo di applicazione, indicando, per ciascuno, gli elementi identificativi, le risorse autorizzate e i cronoprogrammi procedurali e finanziari, con possibile aggiornamento annuale. Per le stazioni appaltanti e per chi opera su SAL/contabilità, questa ricognizione è il presupposto per agganciare correttamente la misura ai singoli cantieri.
 

Prezzario nazionale dei lavori pubblici

Nella Legge di Bilancio 2026 entra anche un secondo tema, complementare alla revisione automatica: il prezzario nazionale dei lavori pubblici, la cui adozione è prevista entro fine giugno 2026, con aggiornamento annuale. Non sostituisce i prezzari regionali e non è vincolante, ma punta a offrire un riferimento tecnico comune per leggere gli scostamenti territoriali.
 
A supporto viene istituito presso il MIT un Osservatorio sperimentale per il monitoraggio dei prezzari, con compiti di raccolta dati, analisi delle dinamiche di mercato e verifiche (anche a campione) sulla congruità dell’applicazione, in particolare per contratti di grande importo.
 
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