Sono disponibili i modelli per partecipare al
Bando Aree interne da 200 milioni di euro per la prevenzione del rischio sismico su edifici ed elisuperfici pubblici e sulle opere d’arte stradali.
Li hanno pubblicati il Dipartimento Casa Italia e il Dipartimento per le politiche di coesione e per il Sud, ciascuno per le categorie di interventi di propria competenza. Si tratta di:
- schema di
Domanda di Partecipazione (comprensivo di schede tecniche);
- schema di
Atto di delega;
- schema di
Disciplinare per il finanziamento e
relativi allegati (modelli di richiesta erogazioni).
Bando prevenzione antisismica Aree interne
L’Avviso dei Dipartimenti Casa Italia e per le Politiche di Coesione e per il Sud Duecento stanzia 200 milioni di euro per rafforzare la
prevenzione antisismica nei territori delle Aree interne collocati nelle zone a rischio terremoto molto elevato ed elevato, ed è rivolto a Regioni, Comuni, Province, Città metropolitane, Unioni di Comuni e Comunità montane, chiamati a candidare progetti su infrastrutture pubbliche strategiche.
Le risorse finanziano interventi su
edifici pubblici e su opere d’arte in arterie stradali, ma anche la realizzazione di
elisuperfici, soprattutto nelle aree più difficilmente raggiungibili, dove la rapidità dei soccorsi può fare la differenza.
Il Bando prevenzione antisismica Aree interne interessa i Comuni classificati come intermedi, periferici e ultraperiferici nella mappatura delle Aree interne 2021-2027 e ricadenti in zona sismica 1 e 2: in totale 1.833 Comuni.
200 milioni di euro per la prevenzione antisismica nelle Aree interne
L’
Avviso pubblico dedicato alla prevenzione del rischio sismico nelle Aree interne è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 5 gennaio 2026.
Come detto, la misura mette sul piatto
200 milioni di euro per interventi in territori con carenza di infrastrutture e servizi, dove un evento sismico può avere effetti particolarmente critici.
Nel testo dell’Avviso, la finalità è collegata anche agli obiettivi del
Piano Nazionale Strategico per le Aree Interne, richiamando la necessità di salvaguardare servizi essenziali come salute, istruzione e mobilità.
Bando prevenzione antisismica Aree interne, destinatari e interventi
Il Bando è rivolto alle “Aree interne” cioè ai Comuni classificati come intermedi, periferici e ultra-periferici nella mappatura 2021-2027 e collocati in zona sismica 1 o 2. Nell’Allegato 1 è pubblicato l’elenco completo dei Comuni ammessi (nel complesso 1.833 Comuni).
Gli interventi devono puntare a rafforzamento, miglioramento o adeguamento sismico (e, per gli edifici, anche demolizione e ricostruzione se risulta meno onerosa).
Le tre categorie sono:
- Categoria A - Edifici pubblici: interventi su strutture sanitarie e ospedaliere, edifici scolastici, sedi legali dei Comuni e uffici pubblici degli enti territoriali.
- Categoria B - Elisuperfici pubbliche: realizzazione o interventi antisismici su elisuperfici, infrastrutture considerate strategiche per l’arrivo tempestivo dei soccorsi e l’evacuazione.
- Categoria C - Opere d’arte stradali: interventi su opere utili a garantire continuità dei percorsi di emergenza e accessibilità ai servizi essenziali; rientrano, tra le altre, ponti, viadotti, gallerie, cavalcavia e sottopassi, oltre a elementi come muri di sostegno e paratie se afferenti a strade.
Per categorie A e B sono ammissibili interventi su beni di
esclusiva titolarità pubblica (anche se inutilizzati) e sono esclusi edifici/opere privi di titolo o in aree con
vincolo di inedificabilità assoluta.
Bando prevenzione antisismica Aree interne, risorse e contributi
La dotazione complessiva è pari a 200 milioni di euro, ripartiti tra le tre categorie, con un
massimale di finanziamento per singolo intervento. In particolare:
- Categoria A: 100 milioni - massimo
3 milioni per intervento
- Categoria B: 10 milioni -massimo
500 mila euro per intervento
- Categoria C: 90 milioni - massimo
1 milione per intervento
I Proponenti sono gli enti territoriali (Regioni, Comuni, Province, Città metropolitane, Unioni di Comuni e Comunità montane), chiamati ad attivare direttamente la capacità progettuale sul patrimonio pubblico e sulle infrastrutture strategiche.
Ciascun Proponente può presentare
una sola domanda per ciascuna categoria (quindi, al massimo, tre domande complessive).
Domande: modulistica e scadenza
La candidatura si presenta tramite una piattaforma informatica dedicata e utilizzando
la modulistica e gli allegati appena resi disponibili per:
- gli interventi su edifici ed elisuperfici (
categorie A e B);
- gli interventi relativi ad opere d’arte stradali (
categoria C).
I due Dipartimenti rammentano che, come previsto dall’articolo 9, comma 1, dell’Avviso e ferme restando le ulteriori disposizioni di cui all’articolo 8 dello stesso, sono escluse le domande di partecipazione:
- pervenute da soggetti diversi da quelli previsti all’articolo 5, dell’Avviso;
- incomplete, in quanto non contenenti gli specifici elementi richiesti anche nello schema di domanda di partecipazione, o contenenti informazioni incongruenti e/o errate.
La
scadenza per le domande è fissata al 4 giugno 2026 (150 giorni dalla pubblicazione dell’Avviso in Gazzetta Ufficiale, avvenuta il 5 gennaio 2026).
Restiamo in attesa della
ulteriore comunicazione, che sarà pubblicata sui siti istituzionali dei Dipartimento Casa Italia e Politiche di coesione e Sud
entro il 5 maggio 2026 (almeno 30 giorni prima della scadenza) che fornirà le
modalità di presentazione delle domande relative agli interventi di categoria A, B e C.
Come vengono valutati i progetti: i criteri che incidono sul punteggio
Le graduatorie sono 3 (una per ciascuna categoria) e ogni progetto ottiene fino a 100 punti. Per gli edifici (A) contano caratteristiche come zona sismica, vetustà, vulnerabilità, funzione dell’edificio (sanità, scuola, sede comunale, uffici), perifericità e altitudine.
Per le Categorie A e B il possesso del
progetto esecutivo attribuisce punteggio, mentre il solo
PFTE non attribuisce punti su quella voce.
Per le opere d’arte stradali (C) entrano in gioco in modo marcato la
funzione dell’intervento rispetto ai percorsi di emergenza, il livello di vulnerabilità, la zona sismica, il livello di progettazione e gli indicatori territoriali (perifericità, altitudine, popolazione).
In caso di
parità di punteggio, la priorità va agli interventi in zona sismica 1; poi, per A e B, contano i residenti (ISTAT), mentre per C incide anche la perifericità. Inoltre, se una tra A e B non esaurisce le risorse, i residui possono scorrere sull’altra graduatoria.
Tempi di attuazione ed erogazione del finanziamento
Il cronoprogramma dell’Avviso scandisce tre fasi: affidamento progettazione esecutiva entro 16 mesi, aggiudicazione lavori entro 30 mesi, conclusione intervento entro 60 mesi, con decorrenza dall’efficacia del disciplinare di finanziamento.
L’erogazione avviene per stati di avanzamento, con quote fino al 15% (affidamento progettazione esecutiva), poi 35% (aggiudicazione lavori), quindi 30% (raggiungimento almeno 50% lavori) e saldo 20% a rendicontazione finale.
È prevista anche una
ritenuta dello 0,5% per ogni mese di ritardo sull’affidamento della progettazione (fino al 10%). Il finanziamento può essere
revocato (con recupero delle somme) in caso di mancato rispetto del cronoprogramma, rendicontazione omessa/incompleta, violazioni o difformità sostanziali, oltre alla violazione del divieto di doppio finanziamento.
Supporto agli enti: assistenza tecnica e servizi di committenza
Per accelerare la partecipazione dei piccoli enti, l’Avviso prevede la possibilità per i Dipartimenti di attivare accordi per assistenza tecnica, supporto tecnico-operativo e anche servizi di centrale di committenza, a vantaggio degli enti che ne facciano richiesta.