Direttiva EPBD: il GWP entra nella certificazione energetica
FOCUS
Direttiva EPBD: il GWP entra nella certificazione energetica
Dal calcolo del GWP lungo il ciclo di vita alle nuove regole per l’APE: come cambiano la progettazione e la valutazione dell’impatto climatico degli edifici
20/01/2026 - Il GWP (Global Warming Potential), o potenziale di riscaldamento globale degli edifici, è un indicatore che misura il contributo complessivo di un edificio alle emissioni di gas a effetto serra, responsabili dei cambiamenti climatici.
A differenza degli approcci tradizionali, limitati alla sola fase di esercizio, il GWP degli edifici valuta l’impatto climatico dell’edificio lungo l’intero ciclo di vita, offrendo una visione più ampia e strutturata delle emissioni generate dal settore delle costruzioni.
Il potenziale di riscaldamento globale nel ciclo di vita integra, in particolare:
Il GWP lungo il ciclo di vita degli edifici si distingue quindi dagli attuali criteri di certificazione energetica, che si concentrano prevalentemente sulle emissioni operative, e consente una valutazione più completa dell’impatto climatico degli edifici e delle trasformazioni richieste al settore edilizio.
A dare attuazione a questo nuovo approccio è il Regolamento delegato (UE) 2025/8723, approvato dalla Commissione europea il 16 dicembre 2025. Come previsto per gli atti delegati, il testo è ora trasmesso al Consiglio e al Parlamento europeo, che dispongono di due mesi per sollevare eventuali obiezioni, termine prorogabile di ulteriori due mesi. In assenza di obiezioni, il regolamento entrerà in vigore.
Il regolamento rappresenta un passaggio chiave verso una valutazione armonizzata delle emissioni di gas serra degli edifici, superando le differenze nazionali nei criteri di calcolo e garantendo comparabilità e coerenza dei risultati tra gli Stati membri, pur lasciando margini di adattamento nella definizione dei valori di riferimento nazionali.
In particolare:
Questa introduzione progressiva è pensata per consentire a progettisti, imprese e produttori di adeguare strumenti, dati e metodologie, in vista di una valutazione sempre più strutturata dell’impatto climatico del settore edilizio.
L’obiettivo è garantire coerenza, trasparenza e confrontabilità dei risultati tra i diversi Stati membri.
Il metodo pone una particolare attenzione al carbonio incorporato (embodied carbon), incentivando l’uso di materiali da costruzione a basse emissioni, tecniche di stoccaggio del carbonio e strategie di economia circolare.
In questo contesto si raccorda con altri indicatori emergenti, come il Building Circularity Index (BCI), che valuta il livello di circolarità dei materiali e l’efficienza nell’uso delle risorse.
Il calcolo si basa sui dati forniti dai produttori nell’ambito del Regolamento sui Prodotti da Costruzione (CPR) e, in assenza di dati specifici, su valori di default definiti a livello nazionale, anche in prospettiva dell’introduzione del Passaporto Digitale di Prodotto (DPP).
Dal punto di vista metodologico, il GWP:
Il calcolo include sia le emissioni di gas serra incorporate nei materiali da costruzione, sia le emissioni dirette e indirette della fase d’uso. Devono essere considerati almeno gli elementi edilizi di Livello 2, comprendenti struttura, involucro, partizioni, finiture, impianti e sistemi tecnici esterni.
I risultati sono articolati per le principali fasi del ciclo di vita (produzione, costruzione, uso, fine vita e benefici oltre il confine del sistema) ed espressi in kg di CO₂ equivalente per metro quadrato di superficie coperta utile. Il valore finale è dato dalla somma delle componenti fossile, biogenica e legata all’uso del suolo.
Allo stesso tempo, il nuovo quadro normativo favorisce il riuso e il riciclaggio dei materiali, rafforzando i principi dell’economia circolare.
Il Regolamento delegato (UE) 2025/8723 fornisce un approccio comune al calcolo delle emissioni di gas serra degli edifici, fondato su dati verificabili e coerenti con la normativa su prodotti da costruzione, Ecodesign ed etichettatura energetica.
Nel complesso, il potenziale di riscaldamento globale degli edifici diventa uno strumento operativo per tradurre gli obiettivi di decarbonizzazione in criteri progettuali misurabili, affiancando la prestazione energetica e contribuendo a una valutazione più completa della sostenibilità ambientale degli edifici nel medio e lungo periodo.
A differenza degli approcci tradizionali, limitati alla sola fase di esercizio, il GWP degli edifici valuta l’impatto climatico dell’edificio lungo l’intero ciclo di vita, offrendo una visione più ampia e strutturata delle emissioni generate dal settore delle costruzioni.
Il potenziale di riscaldamento globale nel ciclo di vita integra, in particolare:
- le emissioni incorporate nei materiali da costruzione, generate durante l’estrazione delle materie prime, la produzione e il trasporto;
- le emissioni dirette e indirette della fase d’uso, legate ai consumi energetici e alla gestione dell’edificio nel tempo.
Il GWP lungo il ciclo di vita degli edifici si distingue quindi dagli attuali criteri di certificazione energetica, che si concentrano prevalentemente sulle emissioni operative, e consente una valutazione più completa dell’impatto climatico degli edifici e delle trasformazioni richieste al settore edilizio.
Direttiva EPBD: il GWP entra nella certificazione energetica
La Direttiva Case Green (EPBD) introduce una novità di rilievo nel quadro normativo europeo: il calcolo obbligatorio del GWP degli edifici, che dovrà essere dichiarato nell’Attestato di Prestazione Energetica (APE) delle nuove costruzioni, affiancando gli indicatori tradizionali legati ai consumi energetici.A dare attuazione a questo nuovo approccio è il Regolamento delegato (UE) 2025/8723, approvato dalla Commissione europea il 16 dicembre 2025. Come previsto per gli atti delegati, il testo è ora trasmesso al Consiglio e al Parlamento europeo, che dispongono di due mesi per sollevare eventuali obiezioni, termine prorogabile di ulteriori due mesi. In assenza di obiezioni, il regolamento entrerà in vigore.
Il regolamento rappresenta un passaggio chiave verso una valutazione armonizzata delle emissioni di gas serra degli edifici, superando le differenze nazionali nei criteri di calcolo e garantendo comparabilità e coerenza dei risultati tra gli Stati membri, pur lasciando margini di adattamento nella definizione dei valori di riferimento nazionali.
Quando scatta l’obbligo di calcolo del GWP
L’obbligo di calcolare e dichiarare il potenziale di riscaldamento globale degli edifici negli APE sarà introdotto in modo graduale.In particolare:
- dal 1° gennaio 2028, l’obbligo riguarderà tutti gli edifici di nuova costruzione con superficie utile superiore a 1.000 m²;
- dal 1° gennaio 2030, il calcolo del GWP sarà esteso a tutti gli edifici di nuova costruzione, indipendentemente dalla superficie.
Questa introduzione progressiva è pensata per consentire a progettisti, imprese e produttori di adeguare strumenti, dati e metodologie, in vista di una valutazione sempre più strutturata dell’impatto climatico del settore edilizio.
Come si calcola il potenziale di riscaldamento globale degli edifici
Il calcolo del GWP degli edifici nel corso del ciclo di vita segue una metodologia rigorosa definita dal Regolamento delegato (UE) 2025/8723, basata su standard tecnici internazionali e su una gerarchia precisa delle fonti dati.L’obiettivo è garantire coerenza, trasparenza e confrontabilità dei risultati tra i diversi Stati membri.
Il metodo pone una particolare attenzione al carbonio incorporato (embodied carbon), incentivando l’uso di materiali da costruzione a basse emissioni, tecniche di stoccaggio del carbonio e strategie di economia circolare.
In questo contesto si raccorda con altri indicatori emergenti, come il Building Circularity Index (BCI), che valuta il livello di circolarità dei materiali e l’efficienza nell’uso delle risorse.
Il calcolo si basa sui dati forniti dai produttori nell’ambito del Regolamento sui Prodotti da Costruzione (CPR) e, in assenza di dati specifici, su valori di default definiti a livello nazionale, anche in prospettiva dell’introduzione del Passaporto Digitale di Prodotto (DPP).
Dal punto di vista metodologico, il GWP:
- deve riflettere lo stato dell’edificio “come costruito”;
- deve seguire le parti pertinenti della norma EN 15978:2011;
- è calcolato su un periodo di studio convenzionale di 50 anni, definito per garantire la comparabilità dei risultati.
Il calcolo include sia le emissioni di gas serra incorporate nei materiali da costruzione, sia le emissioni dirette e indirette della fase d’uso. Devono essere considerati almeno gli elementi edilizi di Livello 2, comprendenti struttura, involucro, partizioni, finiture, impianti e sistemi tecnici esterni.
I risultati sono articolati per le principali fasi del ciclo di vita (produzione, costruzione, uso, fine vita e benefici oltre il confine del sistema) ed espressi in kg di CO₂ equivalente per metro quadrato di superficie coperta utile. Il valore finale è dato dalla somma delle componenti fossile, biogenica e legata all’uso del suolo.
I vantaggi del nuovo approccio al GWP degli edifici
L’introduzione del GWP lungo il ciclo di vita degli edifici crea un forte incentivo all’impiego di materiali da costruzione a basse emissioni di carbonio, come acciaio e calcestruzzo a ridotto contenuto emissivo, e alla diffusione di soluzioni basate sul carbon storage, come le costruzioni in legno.Allo stesso tempo, il nuovo quadro normativo favorisce il riuso e il riciclaggio dei materiali, rafforzando i principi dell’economia circolare.
Il Regolamento delegato (UE) 2025/8723 fornisce un approccio comune al calcolo delle emissioni di gas serra degli edifici, fondato su dati verificabili e coerenti con la normativa su prodotti da costruzione, Ecodesign ed etichettatura energetica.
Nel complesso, il potenziale di riscaldamento globale degli edifici diventa uno strumento operativo per tradurre gli obiettivi di decarbonizzazione in criteri progettuali misurabili, affiancando la prestazione energetica e contribuendo a una valutazione più completa della sostenibilità ambientale degli edifici nel medio e lungo periodo.