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Nuovo Decreto PNRR: tempi più rapidi, fondi e incentivi per opere ed energia

Nuovo Decreto PNRR: tempi più rapidi, fondi e incentivi per opere ed energia

Via libera ieri sera a: conferenza di servizi con silenzio assenso, student housing con potenziamento urbano, ‘Strumento finanziario’ da 1 miliardo per il settore idrico, 90 milioni per le aree interne

Aggiornato al 30/01/2026
Decreto PNRR: novità su opere e incentivi
Decreto PNRR: novità su opere e incentivi
di Rossella Calabrese Aggiornato al
Ridurre i colli di bottiglia amministrativi e mettere a terra investimenti e programmi collegati al PNRR e alle politiche di coesione. È l’obiettivo del nuovo Decreto PNRR che contiene ulteriori disposizioni urgenti per l’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e in materia di politiche di coesione, approvato ieri sera dal Consiglio dei Ministri.

Il decreto-legge (vedi bozza) interviene su più fronti: infrastrutture (ferroviario e idrico), edilizia e urbanistica (procedure e student housing), transizione energetica (agrivoltaico e comunità energetiche), bonifiche e aree interne
 

Conferenza di servizi breve e silenzio-assenso

Il provvedimento interviene sulla conferenza di servizi, accelerando la procedura e prevedendo:
- termini ridotti: i tempi per le determinazioni delle amministrazioni scendono a 30 giorni (ordinari) e 45 giorni (interessi sensibili);
- silenzio-assenso automatico: viene introdotta l’attestazione telematica e automatica della formazione del silenzio assenso, eliminando la necessità che sia il privato a richiederla. Per i procedimenti non digitalizzati, l'amministrazione deve inviare l'attestazione d’ufficio via PEC.

Per le istanze relative a interventi che interessano la linea di vigilanza doganale nel mare territoriale, se è stata convocata la conferenza di servizi e non viene adottato un provvedimento espresso nei 30 giorni successivi alla chiusura dei lavori, la domanda si intende accolta (silenzio-assenso).
 
Si prevede un rafforzamento del supporto tecnico specialistico agli enti territoriali per accelerare gli interventi, con riferimento ai Piani Urbani Integrati e ad una dotazione finanziaria nell’ordine dei 2 miliardi di euro.
 

Student housing con PdC convenzionato e meno piani attuativi

Il nuovo Decreto PNRR interviene sulle residenze universitarie (legge 338/2000) e sulla disciplina edilizia ad esse collegata: vengono aggiornati i riferimenti alle “soglie” dimensionali e si rafforza l’utilizzo del permesso di costruire convenzionato. ​Con una precisazione tecnica: il permesso di costruire convenzionato può essere utilizzato anche per opere di urbanizzazione a potenziamento di quelle già esistenti.
 
Il punto più operativo è la nuova previsione secondo cui non è richiesto il piano attuativo quando l’intervento non prevede nuove strade o opere di urbanizzazione primaria (o loro adeguamenti) ed è attuato tramite convenzionamento (o atto unilaterale) con impegni e garanzie e quando esiste la possibilità di realizzare direttamente le opere di urbanizzazione “non primarie” necessarie.
 
La misura è anche collegata alla continuità della governance dedicata e alla necessità di incrementare l’offerta di posti letto, includendo profili di accessibilità economica e gestione a condizioni calmierate. Scompare il riferimento esplicito alla destinazione di risorse per il pagamento del godimento dei posti letto per i primi tre anni.
 


Agrivoltaico e CER: nuovi incentivi gestiti dal GSE

Il decreto rimodula due programmi di sovvenzione legati alla decisione europea del 27 novembre 2025: uno su agrivoltaico (1,099 miliardi di euro) e uno su autoconsumo collettivo e comunità energetiche rinnovabili - CACER (795,5 milioni di euro).
 
Operativamente:
- la gestione passa al GSE, che subentra al Ministero dell’Ambiente;
- il GSE definisce modalità e regole (criteri di selezione, controlli, recuperi/penalità), sentiti i soggetti del sistema elettrico;
- gli impianti devono entrare in esercizio entro 24 mesi dalla concessione del contributo;
- i contributi non sono cumulabili con altre agevolazioni su risorse UE per i medesimi costi.

Si autorizza il GSE a richiedere al Ministero dell’Ambiente il trasferimento anticipato di una quota (max 10%) delle risorse PNRR per avviare i programmi.
 

Aree interne: 90 milioni di euro per strade e rischio sismico

Nella parte dedicata alle politiche di coesione è previsto un pacchetto da 90 milioni di euro (10 milioni nel 2026 e 80 milioni nel 2027, FSC 2021-2027) per interventi su infrastrutture pubbliche nei Comuni rientranti nella mappatura delle aree interne, tenendo conto della classificazione sismica.

Le risorse sono destinate alla rete viaria interna (inclusi ponti, viadotti, gallerie, muretti di contenimento e simili) e demanda a un bando del Dipartimento Coesione e del Dipartimento Casa Italia i criteri e le modalità di attuazione e rendicontazione. Il Bando individuato per l'attuazione è quello già pubblicato il 5 gennaio 2026 per la selezione degli interventi. Per gli "Accordi per la Coesione", viene aggiunto il vincolo della previa verifica degli equilibri di finanza pubblica.
 


Cantieri ferroviari e terre e rocce da scavo: espropri per il conferimento

Per i lavori ferroviari, si prevede che RFI possa espropriare aree da destinare al conferimento e alla successiva riambientalizzazione tramite riutilizzo delle terre e rocce da scavo prodotte dai cantieri. Inoltre, le procedure si applicano anche a infrastrutture già approvate, quando gli interventi di riambientalizzazione delle aree di conferimento costituiscono variante al progetto.
 

Bonifiche: estensione al PNC e autorizzazioni legate ai tempi del progetto

Le misure sulle bonifiche ampliano l’operatività dell’art. 242-ter del Codice dell’ambiente: nei siti oggetto di bonifica, la disciplina per interventi e opere viene estesa anche ai progetti finanziati dal Piano nazionale per gli investimenti complementari (PNC).

In parallelo, si interviene sull’efficacia di permessi/autorizzazioni acquisiti in conferenza di servizi per la caratterizzazione e il progetto di bonifica, collegandola al periodo previsto dal progetto approvato (salvo mutamenti di contesto o modifiche progettuali che richiedano nuova valutazione).
 

Infrastrutture idriche: Strumento finanziario da 1 miliardo di euro

Sul versante idrico, viene istituito presso il MIT lo ‘Strumento finanziario nazionale’ per gli investimenti infrastrutturali e per la sicurezza nel settore idrico (SFNIISSI) finalizzato all’attuazione dell’investimento PNRR “regime di sovvenzioni per gli investimenti in infrastrutture idriche”. con una dotazione di 1 miliardo di euro.

Lo Strumento finanzia prioritariamente i progetti del PNIISSI (Piano nazionale degli investimenti infrastrutturali e per la sicurezza nel settore idrico), può essere alimentato anche da risorse nazionali e deve finanziare in via prioritaria interventi nei territori colpiti da eventi alluvionali.
 
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