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Piano Casa, Salvini: entro un anno sistemeremo 60.000 case popolari

Piano Casa, Salvini: entro un anno sistemeremo 60.000 case popolari

Un miliardo di euro del PNRR saranno utilizzati per riqualificare gli appartamenti oggi inutilizzati perché inagibili

Aggiornato al 05/02/2026
Piano Casa 2026: 100mila alloggi in 10 anni - Foto: forance 123rf.com
Piano Casa 2026: 100mila alloggi in 10 anni - Foto: forance 123rf.com
di Rossella Calabrese Aggiornato al
Dirottare oltre 1 miliardo di euro di Fondi PNRR per destinarli alla sistemazione di 60.000 appartamenti oggi inutilizzati perché inagibili e assegnarli ai cittadini in difficoltà. Entro febbraio 2027.
 
È questo l’obiettivo che il Ministro per le Infrastrutture e Trasporti, Matteo Salvini, ha annunciato nel corso della prima riunione dei Ministri UE sull’emergenza abitativa organizzata dalla presidenza cipriota e dal Commissario europeo per la casa Jørgensen, il 3 febbraio scorso.
 
Tali risorse si sommerebbero ai fondi già stanziati dal MIT - che Salvini quantifica in 900 milioni di euro - con cui si intende avviare il Piano Casa Italia, un modello innovativo dell’abitare che possa permettere alle famiglie con reddito medio, ai giovani, alle coppie e ai genitori separati, di accedere alla casa con riscatto progressivo (rent to buy).
 
Nel suo intervento, Salvini ha riconosciuto l’importanza di rimettere la casa al centro delle politiche europee e ha spiegato che il suo obiettivo è cambiare rispetto al passato “perché la casa non deve più coincidere con un debito che prosciuga le risorse ma deve tornare ad essere un bene primario a garanzia del futuro delle nuove generazioni”.
 
Ieri Salvini ha dato conto di essere ad un passo dall’accordo con le Regioni, i Comuni e gli enti delle case popolari per trasferire più di un miliardo di euro del PNRR alla voce ‘casa’. “Il mio obiettivo - ha detto - è quello di rimettere sul mercato e, quindi assegnare alle famiglie 60.000 case popolari, entro un anno”.
 
Le case in questione sono abitazioni “che oggi sono vuote e non assegnate perchè sono fuori norma. Con una spesa media di 20.000 euro - ha stimato il Ministro - tu sistemi l’impianto, sistemi gli infissi, sistemi il bagno, sistemi il riscaldamento e assegni la casa a 60.000 famiglie che oggi sono al freddo”.
 

Piano Casa europeo

La riunione dei Ministri UE del 3 febbraio sull’emergenza abitativa fa seguito alla presentazione, avvenuta a metà dicembre 2025, del Piano Casa europeo, il primo Piano UE per l’edilizia abitativa accessibile, con l’obiettivo di aumentare l’offerta di case accessibili, sostenibili e di qualità. La Commissione lega la crisi abitativa a vari fattori strutturali: crescita dei prezzi delle abitazioni (oltre +60% in 10 anni) e degli affitti (oltre +20%), aumento della domanda (oltre 2 milioni di unità/anno soprattutto nelle aree urbane) e calo dei permessi di costruire (oltre -20% dal 2021).
 
Il Piano europeo propone una combinazione di azioni: più produttività e innovazione in cantieri e ristrutturazioni (anche tramite modern methods of construction, processi più circolari e digitali), semplificazioni su pianificazione e permessi, nuovi investimenti e una revisione delle regole UE sugli aiuti di Stato per facilitare il sostegno pubblico all’edilizia accessibile e sociale.
 
La Commissione stima che, per colmare il divario nel prossimo decennio, servano nell’UE circa 650.000 abitazioni/anno oltre i livelli attuali, con un fabbisogno di investimenti pari a circa 150 miliardi di euro/anno. Sul lato risorse, ricorda investimenti già mobilitati per 43 miliardi di euro e l’avvio di una piattaforma paneuropea di investimento con BEI e istituzioni finanziarie.
 

Piano Casa 2026: 100mila nuovi alloggi il 10 anni

A gennaio 2026 nel corso della conferenza stampa di inizio anno, la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni annunciava che il Governo è “in dirittura d’arrivo” per la presentazione del Piano Casa. Una indicazione più precisa era arrivata poco dopo dal Ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Matteo Salvini, che annunciava di voler convocare il tavolo tecnico entro il 6 febbraio 2026. "Spero di definire tutto nei prossimi 15-20 giorni" diceva Salvini.

L’unico numero anticipato in modo esplicito riguardava l’obiettivo politico: mettere a disposizione 100mila nuovi appartamenti a prezzi calmierati nell’arco di 10 anni.
 
Allo studio da tempo presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti c’è il Piano Casa Italia, richiamato dalla normativa (Manovra 2025 e sviluppi successivi), progettato per dare una risposta al disagio abitativo, rafforzare il social housing e costruire una filiera pubblico-privata (soggetti istituzionali, enti territoriali, operatori, corpi intermedi). 
 

Cronologia 2023-2026 del Piano Casa

Per capire il Piano Casa 2026, è utile ricostruirne la storia. Nel 2023 il tema torna in agenda con una serie di annunci del MIT: a giugno 2023 il Governo colloca il Piano Casa tra le leve per “ammodernare l’Italia” (insieme a rigenerazione urbana e revisione delle regole edilizie) e a luglio Salvini ne delinea l’impianto come Piano “ambizioso”, con riferimenti a cohousing e cohousing intergenerazionale, attenzione alla qualità architettonica e alla riqualificazione del patrimonio di alloggi popolari.
 
Con la Legge di Bilancio 2024 viene tracciata una cornice operativa per modelli innovativi di edilizia residenziale pubblica: recupero dell’esistente, riconversione di immobili pubblici, possibile riuso pubblico di invenduto privato e partenariato pubblico-privato, con indicazioni su linee guida, “progetti pilota”, CUP e cronoprogrammi.
 
Tra fine 2023 e gennaio 2024 il MIT avvia il confronto tecnico su fabbisogni ERP/edilizia sociale, recupero di immobili pubblici dismessi, riordino degli enti regionali (Aziende Casa) e ruolo di cooperative ed enti previdenziali. Nello stesso contesto i professionisti (CNI) sollecitano un piano di medio-lungo periodo, con una quantificazione più precisa della platea (inclusi studenti e lavoratori fuori sede) e un modello di finanziamento che coinvolga anche capitali privati.
 
Nel corso del 2024 l’agenda del MIT si concentra sul Decreto Salva Casa e, dopo le prime riunioni, sul Piano Casa si registra un rallentamento della comunicazione istituzionale rispetto alle scadenze inizialmente prospettate.
 

Il Piano Casa Italia

Nel 2025 la Manovra introduce formalmente il Piano Casa Italia e, a giugno, il MIT comunica un primo impianto operativo e finanziario:
- obiettivi: riorganizzazione del social housing e delle Aziende Casa; modelli di finanziamento integrati pubblico-privati; soluzioni abitative flessibili integrate nella città; ruolo possibile del Terzo Settore;
- risorse annunciate: 660 milioni di euro complessivi, articolati nel periodo 2027-2030, con quota per progetti pilota e tranche successive.

A fine agosto 2025 Meloni rilancia il Piano come priorità per le giovani coppie, mentre la base di partenza resta il Piano Casa Italia, ancora in attesa del passaggio attuativo.
 


La proposta di Piano Casa dei costruttori

Nell’autunno 2025 il tema del Piano entra nel confronto su rigenerazione urbana, adattamento climatico ed equilibrio dei mercati della locazione. Ance ha ricordato che l’emergenza abitativa coinvolge oltre 1,5 milioni di famiglie e che serve un Piano nazionale capace di coordinare nuova offerta ERP/ERS e canoni calmierati con la rigenerazione dell’esistente, ancorando la programmazione a PNRR e fondi di coesione con un orizzonte pluriennale.
 

Risorse e tempi del Piano Casa 2026

Sul piano finanziario, le cifre emerse negli ultimi 3 anni sono:
- 100 milioni di euro iniziali (Manovra 2024) come avvio della sperimentazione con progetti pilota;
- 660 milioni di euro complessivi (comunicati dal MIT nel corso del 2025) distribuiti nel periodo 2027-2030, con una prima quota per progetti pilota e ulteriori risorse negli anni successivi.
 
Il Piano Casa ha, ovviamente, un orizzonte pluriennale e la trasformazione in cantieri dipenderà dalla capacità di rendere subito operativi criteri, selezione progetti, regole di partenariato e governance locale.
 
Un primo aggiornamento “di merito” arriva però già dalla Legge di Bilancio 2026, che innesta nel perimetro del Piano Casa Italia obiettivi più specifici e modelli abitativi mirati. La norma prevede interventi di recupero, riqualificazione e realizzazione per:
 
- alloggi di edilizia sociale in locazione a canone agevolato da destinare, per giovani, giovani coppie e genitori separati, anche tramite contratti di godimento in funzione della successiva alienazione (il modello rent to buy previsto dall’art. 23 del DL 133/2014);
 
- unità immobiliari di edilizia sociale per anziani, con adeguamenti e nuova realizzazione, finalizzate anche a progetti di coabitazione (con possibili contratti di permuta immobiliare), in coerenza con gli obiettivi richiamati dal Dlgs 29/2024.
 
Sul fronte delle coperture, la Manovra 2026 apre inoltre alla possibilità di utilizzare, per l’attuazione del Piano, le risorse del Piano Sociale per il Clima (operativo dal 2027 al 2032), ampliando potenzialmente il perimetro finanziario rispetto ai 660 milioni di euro già programmati nel 2027-2030.
 

La fase attuativa del Piano Casa 2026

Dopo gli annunci e le linee guida politiche è necessario procedere con un atto che approvi il Piano Casa e ne rende effettivi strumenti e risorse. Le ricostruzioni più recenti indicano come snodo un DPCM e i decreti collegati per riparto e attuazione, necessari per attuare il Piano Casa.
 
Mettendo insieme le linee guida rese note tra il 2023 e il 2025, gli interventi previsti sono:
- recupero e riconversione di patrimonio esistente (pubblico e, in parte, privato invenduto);
- progetti di edilizia residenziale pubblica e sociale integrati nella città (mix funzionale, servizi, spazi collettivi);
- operazioni in PPP (criteri economico-finanziari, gestione nel tempo, standard prestazionali);
- possibili sperimentazioni (progetti pilota) con procedure e monitoraggio più stringenti (CUP, cronoprogramma).
 
Resta sullo sfondo il tema della domanda abitativa: nel 2025 Confindustria Assoimmobiliare ha richiamato un fabbisogno abitativo, tra nuove abitazioni e rigenerazione, di circa 153 miliardi di euro annui di investimenti, ordini di grandezza che aiutano a leggere il Piano Casa come una misura che, da sola, difficilmente può “chiudere” il gap ma, se ben attuata, può incidere su segmenti specifici.
 
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