Piano Casa: rent to buy per i giovani e cohousing per gli anziani
LAVORI PUBBLICI
Piano Casa: rent to buy per i giovani e cohousing per gli anziani
La Legge di Bilancio 2026 prevede alloggi da destinare al rent to buy per giovani, giovani coppie e genitori separati e alla coabitazione degli anziani, da realizzare anche con i fondi per il clima
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del 22/01/2026
09/01/2026 - Alloggi da destinare al rent to buy per giovani, giovani coppie e genitori separati e coabitazione degli anziani, da realizzare con i fondi del Piano Sociale per il Clima. Sono le novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2026, che aggiunge al Piano Casa Italia nuovi obiettivi e modalità di attuazione e apre ad ulteriori fonti di finanziamento.
La norma prevede infatti che il Piano Casa Italia individui, in particolare, interventi di recupero, riqualificazione e realizzazione nell’ambito di nuovi modelli di edilizia residenziale e sociale finalizzati a fornire una soluzione abitativa ai seguenti fabbisogni sociali:
- la realizzazione e il recupero di alloggi di edilizia sociale da destinare alla locazione, a canone agevolato, sulla base di contratti di godimento in funzione della successiva alienazione di immobili (ex art. 23 del DL 133/2014 convertito dalla Legge 164/2014) cioè di contratti rent to buy, di unità immobiliari adibite ad abitazione principale per giovani, giovani coppie e genitori separati;
- la realizzazione e l’adeguamento di unità immobiliari di edilizia sociale in favore delle persone anziane, in coerenza con le finalità del Dlgs 29/2024, da destinare alla locazione a canone agevolato di unità immobiliari associati anche a contratti di permuta immobiliare, anche nell’ottica di favorire la realizzazione di progetti di coabitazione.
Poche settimane prima era stata la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ad annunciare “un grande Piano Casa a prezzi calmierati per le giovani coppie” definendolo “una delle priorità sulle quali intendiamo lavorare insieme al Ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini”.
Il rent to buy è un tipo di contratto, introdotto nel nostro ordinamento dal Decreto Sblocca Italia nel 2014, con cui il proprietario/concedente consegna fin da subito l’immobile al conduttore/futuro acquirente, il quale paga il canone; dopo un periodo di tempo fissato nello stesso contratto il conduttore può decidere se acquistare il bene, detraendo dal prezzo una parte dei canoni già pagati.
Per gli investitori privati il senior housing costituisce già uno dei comparti immobiliari più strategici, con forti margini di sviluppo a fronte del progressivo incremento della domanda di tale servizio.
Il senior housing prevede un nuovo concetto di residenzialità, con appartamenti dati in locazione ad anziani autosufficienti e forniti di servizi comuni, quali servizi sanitari, lavanderie, aree di uso comuni, assistenza e trasporti, ambienti per attività sportiva e ricreativa. Un modello verso il quale ora si orientano alche le politiche abitative pubbliche.
La Legge di Bilancio 2026 prevede che per attuare il Piano Casa Italia, ad oggi finanziato con 660 milioni di euro nel periodo 2027-203, potranno essere utilizzate le risorse destinate al Piano Sociale per il Clima.
Si tratta della dotazione del Fondo sociale per il clima istituito dall’Unione Europea per finanziare la transizione energetica dei Paesi membri, che potrà servire anche per iniziative di contrasto al disagio abitativo e per altre misure in materia di mobilità sostenibile e di povertà energetica.
Il Piano Sociale per il Clima è un programma per la gestione e la riduzione delle emissioni generate dagli edifici e dal trasporto su strada, che secondo le intenzioni dell’UE sarà operativo dal 2027 al 2032.
Il Piano Sociale per il clima elaborato dall’Italia si articola in quattro grandi misure, una delle quali è la riqualificazione energetica degli edifici di proprietà pubblica (ERP) in classe F e G e di quelli di proprietà delle microimprese vulnerabili, con una dotazione di 3,2 miliardi di euro.
Se, come deciso nella Legge di Bilancio 2026, le risorse destinate al Piano Sociale per il Clima potranno essere utilizzate per attuare il Piano Casa Italia, tale Piano potrà attingere ad un plafond molto più consistente di quello finora stanziato, pari a 660 milioni di euro per un arco di quattro anni: 100 milioni di euro per progetti pilota (50 milioni di euro per il 2027, 50 milioni per il 2028), 150 milioni previsti per il 2028, 180 per il 2029 e 230 per il 2030.
Appare chiaro il riferimento al Piano Casa europeo, il primo Piano UE per l’edilizia abitativa accessibile, con l’obiettivo di aumentare l’offerta di case accessibili, sostenibili e di qualità, presentato a metà dicembre 2025 dalla Commissione europea.
Piano Casa Italia: rent to buy e coabitazione
Con la Legge di Bilancio 2026, il Piano Casa Italia - il programma del Governo volto a contrastare il disagio abitativo, rilanciare le politiche abitative e riorganizzare l’offerta esistente che avrebbe dovuto vedere la luce entro giugno 2025 - si arricchisce di nuovi obiettivi specifici e modalità di attuazione.La norma prevede infatti che il Piano Casa Italia individui, in particolare, interventi di recupero, riqualificazione e realizzazione nell’ambito di nuovi modelli di edilizia residenziale e sociale finalizzati a fornire una soluzione abitativa ai seguenti fabbisogni sociali:
- la realizzazione e il recupero di alloggi di edilizia sociale da destinare alla locazione, a canone agevolato, sulla base di contratti di godimento in funzione della successiva alienazione di immobili (ex art. 23 del DL 133/2014 convertito dalla Legge 164/2014) cioè di contratti rent to buy, di unità immobiliari adibite ad abitazione principale per giovani, giovani coppie e genitori separati;
- la realizzazione e l’adeguamento di unità immobiliari di edilizia sociale in favore delle persone anziane, in coerenza con le finalità del Dlgs 29/2024, da destinare alla locazione a canone agevolato di unità immobiliari associati anche a contratti di permuta immobiliare, anche nell’ottica di favorire la realizzazione di progetti di coabitazione.
Piano Casa Italia, rent to buy per i giovani
Al target delle famiglie con un reddito medio-basso, alle giovani coppie e ai genitori separati che non riescono ad accedere né a un mutuo né all’edilizia popolare, guarda da tempo il modello di housing allo studio del Governo, illustrato a novembre 2025 da l Ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani, durante un question time alla Camera.Poche settimane prima era stata la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ad annunciare “un grande Piano Casa a prezzi calmierati per le giovani coppie” definendolo “una delle priorità sulle quali intendiamo lavorare insieme al Ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini”.
Il rent to buy è un tipo di contratto, introdotto nel nostro ordinamento dal Decreto Sblocca Italia nel 2014, con cui il proprietario/concedente consegna fin da subito l’immobile al conduttore/futuro acquirente, il quale paga il canone; dopo un periodo di tempo fissato nello stesso contratto il conduttore può decidere se acquistare il bene, detraendo dal prezzo una parte dei canoni già pagati.
Piano Casa Italia, coabitazione per gli anziani
Anche il target degli anziani è da tempo al centro della definizione di nuovi modelli di housing: oggi su 13,9 milioni di persone over 65 anni, pari a circa il 23% della popolazione, sono 4 milioni gli anziani che vivono da soli e 2,4 milioni le coppie di anziani.Per gli investitori privati il senior housing costituisce già uno dei comparti immobiliari più strategici, con forti margini di sviluppo a fronte del progressivo incremento della domanda di tale servizio.
Il senior housing prevede un nuovo concetto di residenzialità, con appartamenti dati in locazione ad anziani autosufficienti e forniti di servizi comuni, quali servizi sanitari, lavanderie, aree di uso comuni, assistenza e trasporti, ambienti per attività sportiva e ricreativa. Un modello verso il quale ora si orientano alche le politiche abitative pubbliche.
Piano Casa Italia con i fondi del Piano Sociale per il Clima
La Legge di Bilancio 2026 prevede che per attuare il Piano Casa Italia, ad oggi finanziato con 660 milioni di euro nel periodo 2027-203, potranno essere utilizzate le risorse destinate al Piano Sociale per il Clima.Si tratta della dotazione del Fondo sociale per il clima istituito dall’Unione Europea per finanziare la transizione energetica dei Paesi membri, che potrà servire anche per iniziative di contrasto al disagio abitativo e per altre misure in materia di mobilità sostenibile e di povertà energetica.
Il Piano Sociale per il Clima è un programma per la gestione e la riduzione delle emissioni generate dagli edifici e dal trasporto su strada, che secondo le intenzioni dell’UE sarà operativo dal 2027 al 2032.
Il Piano Sociale per il clima elaborato dall’Italia si articola in quattro grandi misure, una delle quali è la riqualificazione energetica degli edifici di proprietà pubblica (ERP) in classe F e G e di quelli di proprietà delle microimprese vulnerabili, con una dotazione di 3,2 miliardi di euro.
Se, come deciso nella Legge di Bilancio 2026, le risorse destinate al Piano Sociale per il Clima potranno essere utilizzate per attuare il Piano Casa Italia, tale Piano potrà attingere ad un plafond molto più consistente di quello finora stanziato, pari a 660 milioni di euro per un arco di quattro anni: 100 milioni di euro per progetti pilota (50 milioni di euro per il 2027, 50 milioni per il 2028), 150 milioni previsti per il 2028, 180 per il 2029 e 230 per il 2030.
Piano Casa Italia e fondi strutturali europei
Inoltre, la Legge di Bilancio 2026 dispone che le iniziative finanziate dal Piano Casa Italia favoriscano la complementarietà e l’integrazione con gli interventi finanziati dai programmi nazionali e regionali della programmazione 2021-2027 dei fondi strutturali europei, anche nell’ambito dell’obiettivo specifico di “promuovere l’accesso ad alloggi sostenibili e a prezzi accessibili” introdotto dal regolamento (UE) 2025/1914 del 18 settembre 2025 che ha modificato le regole del Fondo per una transizione giusta istituito dal Regolamento (UE) 2021/1056 del 24 giugno 2021.Appare chiaro il riferimento al Piano Casa europeo, il primo Piano UE per l’edilizia abitativa accessibile, con l’obiettivo di aumentare l’offerta di case accessibili, sostenibili e di qualità, presentato a metà dicembre 2025 dalla Commissione europea.