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Costruzioni, Ance: si riparta con investimenti e Piano Casa

Costruzioni, Ance: si riparta con investimenti e Piano Casa

I costruttori chiedono di rendere strutturale il modello di efficienza sperimentato col PNRR e di accelerare sui programmi contro l’emergenza abitativa

Vedi Aggiornamento del 09/02/2026
Ance: investimenti costruzioni +5,6% nel 2026 - Foto: ance.it
Ance: investimenti costruzioni +5,6% nel 2026 - Foto: ance.it
di Rossella Calabrese
Vedi Aggiornamento del 09/02/2026
22/01/2026 - Il settore delle costruzioni torna a crescere dopo il rallentamento del 2025: la previsione per il 2026 è un ritorno del segno più sugli investimenti: +5,6%, dopo la lieve flessione (-1,1%) del 2025. I dati arrivano dall’Osservatorio Congiunturale sull’industria delle costruzioni presentato il 20 gennaio da Ance.
 
Il messaggio è duplice: da un lato il PNRR viene indicato come un modello che ha migliorato tempi e qualità della spesa, dall’altro l’associazione chiede di renderne l’approccio strutturale nel periodo post-PNRR, trasformando quell’esperienza in un vero metodo per difendere i risultati raggiunti, non disperdere l’efficienza costruita e accelerare su un Piano Casa capace di generare interventi misurabili, tempi certi e qualità urbana, con una priorità esplicita: l’emergenza abitativa.
 

PNRR: stagione di efficienza e spesa più rapida

Secondo Ance, il PNRR ha funzionato come acceleratore di capacità amministrativa e industriale, favorendo processi più efficienti e una spesa più orientata ai risultati. Nel dossier presentato, alcuni dati chiave sintetizzano l’avanzamento del Piano:
 
- 153,2 miliardi di euro ricevuti dall’Italia, pari al 79% del totale previsto;
- 101,3 miliardi di euro già spesi, con oltre la metà riferibile al comparto costruzioni;
- nell’ultimo anno la spesa si è rafforzata fino a 3,4 miliardi di euro al mese;
- circa 16 mila cantieri aperti: due terzi in fase avanzata o prossimi alla conclusione;
- tra i cantieri non avviati, il 70% riguarda piccoli lavori, con tempi di realizzazione più brevi.
 
Il punto critico, evidenziato dall’associazione, è ora il completamento regolare delle opere: ci sono 15 miliardi di euro di risorse PNRR legate alle costruzioni che, grazie alle regole del Piano e agli strumenti di flessibilità, potranno essere spese oltre giugno 2026.
 

Imprese e lavoro: crescita dimensionale, produttività e occupazione

Nel bilancio Ance, il PNRR non ha inciso solo sulla quantità di investimenti, ma anche sulla struttura del settore. L’Osservatorio sottolinea che:
- il comparto ha contribuito alla crescita del Paese anche in termini occupazionali, con 350mila nuovi posti di lavoro tra 2020 e 2025 (una quota rilevante dell’aumento complessivo dell’economia nello stesso periodo);
- sono 5.600 le aziende attive nei cantieri PNRR che hanno registrato crescita dimensionale e aumento di produttività;
- nelle imprese coinvolte nel PNRR, il numero dei dipendenti risulta in aumento del 67% rispetto al 2017.
 
Nella lettura dell’associazione, questa dinamica ha favorito una selezione verso imprese più strutturate, con maggiori capacità organizzative e finanziarie.
 

Post-PNRR: Ance chiede di mettere a sistema il metodo

Il dossier insiste su un passaggio operativo: il PNRR avrebbe dimostrato che è possibile spendere di più, più velocemente e meglio, innovando anche i processi. Per questo, Ance chiede di trasformare l’esperienza in un metodo stabile di attuazione.
 
Il tema diventa centrale considerando l’orizzonte finanziario indicato nel rapporto: tra fondi europei e nazionali, fino al 2033 sarebbero disponibili circa 120 miliardi di euro.  L’obiettivo dichiarato è evitare l’effetto “scalino” alla fine del ciclo PNRR, garantendo continuità di programmazione e capacità di messa a terra degli investimenti.
 


Emergenza abitativa: i dati su mutui e affitti nelle grandi città

Un capitolo specifico dell’Osservatorio è dedicato alla casa, che anche Ance riconosce come una delle emergenze principali. I numeri riportati evidenziano, per le fasce di reddito più basse, condizioni di accesso difficili sia in acquisto sia in locazione.
 
Per famiglie con reddito fino a 22 mila euro, il peso del mutuo sul reddito viene indicato come particolarmente elevato in alcune città: Milano: 59%, Bologna: 48%, Venezia: 44%. Sul fronte affitti, nel report si segnala che si supera il 40% del reddito per sostenere un canone in città come Firenze, Roma, Milano e Venezia.
 
A livello comunitario, ha sottolineato Ezio Micelli, membro housing advisory board Ue e professore Iuav Venezia, si “è deciso di considerare la casa non come una ‘merce’ o un ‘diritto’, ma come un’infrastruttura sulla quale investire per migliorare la vita dell’intera comunità”.
 
E infatti l’Unione europea ha recentemente presentato l’European Affordable Housing Plan della Commissione. In Italia invece il Governo ha annunciato un piano da 100mila alloggi a prezzi calmierati in 10 anni.
 

Piano Casa: risorse, governance e le richieste di Ance

Nel documento Ance si parla di un potenziale attivabile complessivo di 15 miliardi di euro (tra fondi italiani ed europei) per il Piano Casa. Il Governo, secondo quanto riportato, avrebbe individuato 7 miliardi di euro (in aumento rispetto ai 2 miliardi inizialmente previsti), anticipando la spesa e rafforzando la governance.
 
La posizione dell’associazione è netta: serve mettere nero su bianco un Piano Casa con una governance forte e misure finanziarie, urbanistiche e fiscali capaci di rispondere alle diverse fasce di popolazione coinvolte dal problema.
 
“Di fronte a uno scenario globale così incerto e vulnerabile, dobbiamo fare leva sui nostri punti di forza per sostenere la crescita dell’economia italiana - ha spiegato la presidente dell’Associazione, Federica Brancaccio -. Noi siamo pronti a fare la nostra parte, per questo auspichiamo che si avvii al più presto un confronto sulle proposte in campo”.
 
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